IL COLORE VERDE, LA QUINTA MUSICALE E IL CALORE

In questo articolo vi è uno studio pratico, intuitivo e intellettuale sulla legge che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore enunciata da Gustavo Rol, sensitivo e veggente italiano del XX secolo.

Gustavo Rol
Nato a Torino nel 1903 da famiglia agiata, cresce in un ambiente ricco e colto, si laurea in legge nel 1933 sebbene prediliga l‘arte e la musica.
Secondo i suoi racconti e le testimonianze, la sua svolta spirituale avviene attraverso l’incontro di un “personaggio misterioso” a Marsiglia.
Durante la sua vita studiò e affinò proprie qualità spirituali mettendole al servizio del prossimo. Muore a Torino il 22 settembre 1994.

Ci sono molte testimonianze di Gustavo Rol: scritti, quadri, registrazioni audio e telefoniche, nonché testimonianze personali di persone che lo frequentavano.
Rol tocca una moltitudine di temi e porta le persone a riflettere sull’esistenza dello spirito attraverso “giochi” con le carte ed esperimenti para-psichici.
Di certo tra tutte le sue enunciazioni quella che più colpisce è questa:

“Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde,
la quinta musicale ed il calore.
Ho perduto la gioia di vivere.
La potenza mi fa paura non scriverò più nulla”
 Gustavo Rol

Gustavo Rol comprese che l’uomo può divenire la “porta” che mette in comunicazione il mondo della materia e dellospirito.
Attraverso i suoi studi, i suoi talenti e la pratica aveva appreso come farsi porta ed espressione dello spirito nel mondo materiale.
Per fare questo utilizzava sollecitare i tre canali percettivi più comunemente usati: visivo, uditivo e cinestesico per “accordare” il proprio corpo con la psiche in una precisa vibrazione.

IL VERDE – VISIVO

Il verde è il colore a metà dello spettro visivo percepibile dall’occhio umano.
Qualsiasi corpo (materia) ha una sua vibrazione misurabile con le onde elettromagnetiche, quando un corpo è colpito dalla luce essa riflette la sua vibrazione (onde elettromagnetiche) generando il colore del corpo stesso.

L’essere umano percepisce i differenti tipi di colore perché il senso della vista è in grado di leggere le diverse vibrazioni emesse dai corpi che attraversano la luce.
La visualizzazione nelle pratiche di meditazione è molto diffusa.
Se l’uomo in uno stato di calma, visualizza un limone tagliato a spicchi, scopre che l’acquolina in bocca cresce con molta velocità, poiché il corpo risponde agli stimoli della mente e della realtà in egual misura perché non in grado di distinguerne la differenza.
Immaginando il colore verde Gustavo Rol “carica” la psiche della vibrazione generata dalle frequenze del colore verdeche producenedo un collegamento tra la materia e lo spirito.
Utilizzando lo schema dei chakra, il colore verde rappresenta proprio il chakra del cuore, il quale fa da ponte tra i tre chakra inferiori legati agli istinti e alla materia, e a quelli superiori legati allo spirito e ai piani sottili.

LA QUINTA NOTA MUSICALE – UDITIVO

L’intervallo di quinta giusta è l’intervallo esistente tra due note distanti tra loro sette semitoni, ovvero tre toni e un semitono.
Per esempio, la quinta giusta del Do è il Sol. (Definizione di Wikipedia)
Anche in questo caso Rol utilizza l‘intervallo di quinta per richiamare in sé stesso quella precisa vibrazione, poiché due note suonate assieme a questa distanza nella scala musicale creano una consonanza perfetta.
Attraverso il canale uditivo e l’immaginazione riusciva ad accordare la psiche e il corpo nella stessa vibrazione emanata dall’equilibrio delle note riprodotte da uno strumento.

IL CALORE-CINESTESICO

Le vibrazioni prodotte dall’immaginazione del colore verde e dall’intervallo di quinta portano a sviluppare un caloresul corpo prodotto dalla psiche.
E’ il calore, generato dall’effetto “diapason” della psiche sul copo, che “accordati” perfettamente a metà tra la materia e lo spirito creano una porta comunicante tra di essi.

Aumentare il calore rende malleabile la materia e quindi modificabile
Il calore sviluppato all’interno del corpo, generato dalla concentrazione mentale
di determinate frequenze come quella del colore verde e della quinta musicale,
portano a Rol ad aprire le porte dei mondi sottili, ovvero di entrare nelle dimensioni invisibile che coesistono all’interno della realtà tridimensionale del mondo materiale.

Sono cosciente di non possedere ciò che dono.
Nei miei esperimenti è la psiche a far da grondaia allo spirito”
Gustavo Rol

Fonte: http://www.libero-arbitrio.it/conosci-te-stesso/spiritualita/gustavo-rol-verde-quinta-calore/

Approfondimenti: http://www.gustavorol.org/index.php/it/

 

La Struttura della Coscienza Umana

 

Tutto è coscienza. In questo Tutto, che è coscienza omnicomprensiva ed omnipervadente, noi esseri umani, viviamo, ci muoviamo e siamo. Ma, poiché oggi si parla sempre più spesso di coscienza, consapevolezza, energie e via dicendo, forse è utile fare chiarezza su cosa sia l’Essere Umano secondo la dottrina esoterica, e conoscere la struttura della coscienza umana, cioè quella porzione di Tutto che costituisce il nostro Regno.

L’Essere Umano è una triplicità composta da:

  • Monade o Spirito, la sorgente spirituale dell’Essere umano, la scintilla Divina che brucia in esso;
  • Anima o Sé superiore, l’aspetto Amore e Luce insito nell’essere umano in manifestazione;
  • Personalità o sè inferiore, i principi che formano l’individuo che si esprime in incarnazione sulla Terra con il suo corpo, le sue emozioni e i suoi pensieri.

“La materia è il veicolo di manifestazione dell’anima su questo piano di esistenza, e l’anima su un piano superiore è il veicolo di manifestazione dello Spirito, e questi tre sono una Trinità, sintetizzata dalla Vita, che li pervade tutti” – H.P. Blavatskij ne La Dottrina Segreta per descrivere la natura umana.

E’ fondamentale comprendere il triplice aspetto della manifestazione TUTTA. Essa si regge infatti sulla triade/principio: ESSENZA – QUALITA’ – FORMA. Alla base di tutta l’esistenza c’è la VOLONTA’ DI ESISTERE, rapprensentata dalla prima persona della triade LO SPIRITO. Questo per esistere necessità di un “campo di espressione” rappresentato dalla FORMA, che poi è Materia glorificata dalla PRESENZA intrinseca dello SPIRITO. Questi due aspetti sono tenuti insieme dall’AMORE, che è la qualità entrostante, il prodotto dell’integrazione delle due forze.

VOLONTA’ – AMORE – INTELLIGENZA ATTIVA E CREATIVA

costituiscono i tre aspetti della Trinità Divina, che nell’essere umano sono rappresentati rispettivamente da

SPIRITO (MONADE) – ANIMA (SE’ SUPERIORE) – PERSONALITA’ (SE’ INFERIORE)

Su un piano ancora inferiore la personalità costituisce un riflesso di questa triade, essendo essa stessa una triplicità, costituita da un Corpo Fisico-eterico, un Corpo Astrale ed una Mente Razionale o RUPA, cioè con forma, ovvero quella porzione del Corpo mentale che produce Forme pensiero e quindi connessa alle attività legate alla vita nella materia.

La mente superiore, o  astratta detta ARUPA (cioà senza forma), costituisce il CORPO CAUSALE, cioè il veicolo che contiene la LUCE DELL’ANIMA, che si  accresce di incarnazione in incarnazione e rappresenta il VERO UOMO, l’Entità che ritorna in materia per compiere la propria opera, il principio che si reincarna.

Merita attenzione e deve essere oggetto di profonda meditazione per lo studioso e il ricercatore, il riferimento alla triplicità dell’uomo riconosciuta da tutte le principali tradizioni religiose: la fusione di Vita (Spirito-Padre), Qualità (Anima-Figlio) e Apparenza (Corpo-Spirito Santo), dove la materia fisica è sospinta da un proposito che le dà impulso ed esprime un intento divino.

L’uomo è l’unico essere vivente in cui il più alto spirito e la più densa materia sono uniti dall’intelletto superiore, o anima. Egli è essenzialmente un’anima vivente che opera attraverso il suo meccanismo, vale a dire con i suoi strumenti di manifestazione.

Finché non si realizza la piena coscienza di Sè, ovvero la piena identificazione con l’Anima, l’uomo vive nella dualità e si identifica con la personalità, cioè con quell’espressione della coscienza che riguarda l’uomo che agisce, sente e pensa e quindi i piani inferiori della manifestazione, cioè: il fisico-eterico, l’astrale (o emozionale) e il mentale inferiore (pensieri concreti). Il grado di sviluppo della coscienza di un essere umano è determinato dal livello di maggior identificazione con uno di questi aspetti

Il PIANO MENTALE SUPERIORE (area del pensiero astratto e dell’intuizione) è il trait d’union, che consente di trasferire il centro di coscienza dai piani inferiori verso il piano dell’anima.

Con la pratica della meditazione e lo yoga (per yoga si intenda il raja yoga, cioè l’insieme delle pratiche yoga che si sintetizzano nei tre passi finali: Dharana Dhyana e Samadhi, descritti da Patanjali nei suoi Yoga Sutra, senza i quali non è possibile conseguire l’unione, yoga, per l’appunto), si ottiene l’autodisciplina del veicolo mentale che, lentamente, ma progressivamente e inesorabilmente, si sposta dal suo abituale piano a quello immediatamente superiore.

Trascendendo l’aspetto inferiore a favore di quelli superiori, ha così inizio il viaggio dell’Uomo verso la propria Anima, poiché funzione dell’uomo e suo REALE proposito su questa terra è la trasformazione “cosciente” della propria parte animale, che si attua accogliendo l’energia superiore proveniente dal piano dell’Anima.

In tal modo si produce l’adattamento e l’integrazione di Spirito e Materia, ottenendo l’Essere Umano perfetto, dalla personalità integrata e libera dal giogo del dolore e della sofferenza.

 

Testo a cura di La Luce di Gaia – riproduzione consentita con citazione della fonte.

 

 

Significato esoterico del Natale

*Fin dalla notte dei tempi il momento in cui il Sole torna a salire verso il Nord è stato sempre considerato tempo di festa; per migliaia di anni è stato associato con l’avvento del Dio-Sole che salva il mondo, porta luce e pienezza di frutti sulla terra e speranza all’umanità per mezzo del Figlio di Dio.

In troppi considerano ancora il Natale unicamente come festività del Cristo; così insistono le chiese cristiane, e testimonia il clero. Ciò è vero ed è falso. Il Fondatore della Chiesa cristiana – Dio incarnato – si avvalse di questo periodo per venire a noi nell’oscurità dell’anno ad inaugurare un’era nuova, di cui la luce fosse nota precipua. Ed è stato così in vario modo, anche in senso puramente fisico, poiché oggi abbiamo un mondo illuminato: ovunque splendono luci e le notti buie dei vecchi tempi rapidamente scompaiono. La luce è discesa in terra anche come “luce del sapere”.

Così, quando il Cristo proclamò, come tutti i Salvatori e gli Dei Solari precedenti a Lui, che Egli è la Luce del mondo, inaugurò un periodo meraviglioso durante il quale l’umanità è stata illuminata universalmente. E ciò ebbe inizio il giorno di Natale, duemila anni fa, in Palestina. Fu quello il massimo Natale, e l’influsso che ne emanò fu più potente di ogni precedente afflusso di Luce, poiché l’umanità vi era più preparata.

Il Cristo venne in Pisces, segno dell’Intermediario divino: segno di molti Salvatori e Rivelatori che stabiliscono rapporti mondiali. L’impulso principale che spinse il Cristo a quell’opera fu per instaurare retti rapporti umani: ed è anche il desiderio – cosciente o no – dell’umanità. Sappiamo che il Desiderio di tutti i popoli un giorno verrà, che giusti rapporti saranno ovunque presenti, e che la buona volontà realizzerà questa meta portando pace in tutti i paesi e fra tutte le genti.

In tutte le epoche il Natale è stato considerato e osservato come tempo di nuovi inizi, di migliori contatti umani e più felici rapporti tra le famiglie e le comunità. Tuttavia, proprio come le chiese si sono abbassate a presentare il Cristianesimo in modo materialistico, quel semplice Natale che sarebbe piaciuto al cuore del Cristo è degenerato in un’orgia di spese e d’acquisti, ed è considerato come “propizio al commercio”. Ricordate che quando una religione ispirata alla vita viene interpretata materialmente, quando una civiltà e una cultura perdono il senso dei valori spirituali e rispondono soprattutto a quelli materiali, non sono più utili e devono scomparire, per il bene della vita stessa e del progresso.*

Non è casuale che la nascita di Gesù Cristo sia stata collocata nel momento dell’anno, il Solstizio d’inverno, in cui il buio raggiunge il suo picco massimo per cedere il passo alla luce che risalirà gradualmente aprendo nuovamente il ciclo della vita, della rinascita della natura.

In quanto esseri diurni, noi umani diamo grandissima importanza alla presenza prolungata della luce. Istintivamente al buio ci sentiamo insicuri, in pericolo. Oggi abbiamo le luci artificiali, ma i nostri antenati primitivi una volta calate le tenebre non erano più in grado di agire con la stessa prontezza e sicurezza dimostrata durante il giorno.

La celebrazione pagana del solstizio è la festa della luce. I protagonisti non sono i grandi falò ma candele, lanterne e lucine intermittenti simbolo, appunto, della luce che è appena nata e che va protetta, nutrita, difesa perché cresca e si manifesti nei grandi falò delle stagioni successive.

Natale è la nascita della Vita. Spiritualmente significa rinascere a Sé stessi in quanto Esseri Spirituali, Anime. Rappresenta la nascita della Luce interiore che va coltivata giorno per giorno, affinché divampi nel fuoco spirituale che conduce alla piena realizzazione dell’Uomo in terra e si possa compiere in ognuno di noi il proposito divino per l’Essere Umano e il pianeta.

Oggi è sempre più chiaro che ogni essere umano è chiamato a nascere come Figlio della Luce. E’ necessario proteggere e nutrire la piccola luce appena nata, lottando contro le forze oscure che, nella notte della sua nascita trionfano.

**Quanto avviene ora sulla terra ha per scopo di far risalire in superficie ciò che è nascosto nel cuore umano, e di svelare ai nostri occhi la nuova visione. Allora potremo varcare la porta della nuova era per entrare in un mondo caratterizzato da una nuova consapevolezza, da una comprensione approfondita delle realtà vitali e da un modello di valori più giusto e più elevato. La Parola deve essere di nuovo proferita dal Centro — il Centro nei Cieli ed il Centro di ogni cuore umano —. Ogni anima deve udirla individualmente. Ognuno di noi deve passare per quell’esperienza, attraverso la quale sapremo di essere un “Verbo fatto carne” e fino a quando essa non sarà una parte integrante della nostra coscienza individuale come anime, l’esperienza di Betlemme rimarrà una leggenda.**

Testo di La Luce di Gaia

® Riproduzione consentita con citazione della fonte.

fonti bibliografiche:
*  estratto da “Il Destino delle Nazioni” di Alice Ann Bailey
** estratto da “Da Betlemme al Calvario” di Alice Ann Bailey

Dio e la coscienza collettiva

…Ogni pensiero uguale ad altro pensiero uguale, è uguale. Ogni pensiero uguale ad altro uguale, espresso con parole da persone diverse, appare diverso. Solo nel silenzio, certe cose sono comunicabili!..
Ciò si verifica, perché il linguaggio base o universale del pensiero, se tradotto in linguaggio parlato, s’impoverisce in base all’inconsapevolezza del soggetto nonché, in base alla povertà della dialettica rispetto al linguaggio telepatico.

DIO

Dio è l’Uno indifferenziato. La sua manifestazione o creazione; è la sua espressione. Ogni forma esistente si manifesta nella propria individualità. L’individualità è pertanto separazione dalla Causa Prima. L’individualità consapevole, mantiene il contatto col Divino. L’individualità inconsapevole, illude il soggetto di essere una creatura a sé stante. Questo concetto, genera il desiderio di affermazione individuale, sino alla necessità illusoria di sopraffazione sulle altre creature, passando anche per la credulità di essere degli eletti agli occhi di Dio. Un tale diceva:

“..nessun uomo può conoscere Dio, più di quanto conosca sé stesso. Nessun uomo può conoscere sé stesso, più di quanto conosca Dio; perché la conoscenza dell’Uno e dell’altro va di pari passo..”
LA COSCIENZA COLLETTIVA
La coscienza collettiva, è l’insieme delle menti che la compongono. Una coscienza collettiva, può essere totale o parziale. Nel caso sia totale, essa è Dio stesso. Nel caso sia parziale, non si tratta della coscienza collettiva (Assoluta) ma, di una ( tra le tante) coscienze collettive. Ogni essere pensante, può far parte di uno specifico gruppo di menti pensanti. La partecipazione ad un gruppo, presuppone il partecipare al retaggio collettivo che, costituisce una vera e propria banca dati. La partecipazione, può avvenire sia in entrata di informazioni, che in uscita. L’aggancio alla banca dati, può essere costante. L’individuo, in ogni istante, è praticamente come collegato in rete. In ogni istante, può beneficiare delle informazioni condivise. L’individuo che vive questa condizione mentale, si presenta al prossimo come una persona particolarmente ispirata, in grado in ogni istante di far propria qualsiasi richiesta altrui e darvi risposta pertinente mediante i dati pervenutogli dalla banca dati. In sostanza funge da mediatore (medium) a vantaggio di colui che non possiede consapevolezza personale della possibilità di collegarsi in rete. Si potrebbe affermare, che il soggetto collegato in rete, sia uno “gnostico”. Lo gnostico, è l’individuo che possiede la conoscenza senza averla appresa dai libri o tramandata oralmente. La sua via è quella interiore di collegamento col Divino. 
CHI PUO’ PARTECIPARVI
Teoricamente tutti, in quanto tutti fanno parte di Dio. Praticamente ed efficacemente, solamente coloro che ne hanno coscienza ma, nessuno totalmente escluso. Ovviamente però, vi è la questione relativa al gruppo di appartenenza per cui, appartenendo ad un gruppo circoscritto, mi escludo dal resto. L’appartenenza ad un gruppo, evidenzia le caratteristiche conoscitive ed esperienziali di quel gruppo. Il codice di accesso o di appartenenza, si evince dallo status di empatia della mente collegata.
CHI NON PUO’ PARTECIPARVI
Nessuno è escluso in assoluto. Appartenendo però ad un gruppo, automaticamente ci si esclude dagli altri. Tutto però dipende, dalla mente dell’entità in questione. Dall’elasticità e dalla consapevolezza di cui dispone. Le menti ignare, non determinate o motivate, soprattutto quelle manipolate, sono da sé stesse escluse dal partecipare a quella coscienza collettiva. Può verificarsi inoltre, che un soggetto pensi di essere collegato alla coscienza collettiva, mentre invece, di quella coscienza contatta unicamente un’entità e, nel caso sia poco evoluta, questa si spacci anche per dio. Il contattare entità negative, può illudere e portare alla manipolazione del soggetto.
L’INCONSCIO COLLETTIVO
La coscienza collettiva, se considerata da una particolare angolazione, diventa l’ambito del personale inconscio, nonché di quello collettivo. Si può pertanto affermare che “Coscienza collettiva” e “Inconscio collettivo” sono la stessa cosa quando, il soggetto in questione, della coscienza collettiva ne è inconscio. L’inconscio collettivo, secondo Jung, rappresenta un contenitore psichico universale, vale a dire quella parte dell’inconscio umano che è comune a quello di tutti gli altri esseri umani. In altri termini si potrebbe dire che l’inconscio collettivo è la struttura della psiche dell’intera umanità, sviluppatasi nel tempo ed è suddivisibile in inferiore, medio e superiore. L’inferiore è legato alle radici arcaiche, al passato dell’umanità; il medio è costituito dai valori socio-culturali in questo attuale momento; il superiore è invece relativo ai valori, alle potenzialità, alle mete future dell’umanità. Che la connessione dell’individuo all’inconscio collettivo sorga per ragioni materiali o mistiche, il termine inconscio collettivo descrive un’importante caratteristica comune osservata nei sogni di differenti individui.

REGISTRI AKASHA

..tratto da: ”Una conoscenza che darà speranza alla tua vita” di Paola Marisol Camurri Vargas.
Akasha, che in sanscrito significa etere o spazio, è il primo dei cinque elementi base dell’intero universo ovvero, il vuoto che permette agli altri di esistere e di manifestarsi. Akasha è l’onnipresente esistenza che pervade tutto. L’akasha diviene il Sole, la Terra, la Luna, le stelle, l’aria, i liquidi ed i solidi; forma il corpo umano e degli animali, le piante, ogni forma che vediamo, tutto ciò che cade sotto i nostri sensi, tutto ciò che esiste. L’akasha non può essere percepito perché va al di là d’ogni ordinaria percezione; si può vedere e toccare soltanto quando si condensa e prende forma..

..Rudolf Steiner affermava che la capacità di percepire quest’altro mondo poteva essere sviluppata, rendendo un individuo capace di scorgere eventi e informazioni in tutto e per tutto concreti come quelli presenti. Affermava: ..l’uomo è in grado di penetrare alle origini eterne delle cose che svaniscono con il tempo. In questo modo, egli amplia la sua facoltà cognitiva se, per quel che riguarda la conoscenza del passato, non si limita alle evidenze esteriori. Può inoltre vedere negli eventi non percepibili ai sensi, quella parte che il tempo non è in grado di distruggere. Passa dalla storia transitoria a quella non transitoria. E’ un fatto che questa storia sia scritta in caratteri diversi rispetto a quella ordinaria. Nella gnosi e nella teosofia viene chiamata la “Cronaca Akashica”…
..Madame Blavatsky diceva: “ L’akasha, Luce Astrale, può definirsi come l’Anima Universale, la Matrice dell’Universo, il Mysterium Magnum dal quale tutto quanto esiste è nato per separazione o differenziazione. E’ la causa dell’esistenza; riempie tutto lo spazio infinito.

REGISTRI AKASHICI

La parola Akasha si utilizza per nominare un piano di coscienza cosmica che funge da archivio, nel quale come si è già detto, si registrano tutte le situazioni, pensieri, emozioni, parole, intenzioni ed azioni di un essere, dalla sua separazione dalla Fonte o Dio, fino al suo ritorno definitivo al punto d’origine; contiene quindi l’intera storia d’ogni anima sin dall’alba della creazione. Quest’archivio ci connette tutti, gli uni agli altri e, contiene ogni simbolo, archetipo o racconto mitologico che esiste e perciò, diviene la fonte maggiore di conoscenza e verità che l’essere umano possa consultare; chiamato anche “Libro della Vita”. E’ in’oltre uno spazio simbolico e para-fisico, sito nell’etere, è una dimensione parallela sempre disponibile. Conoscendo delle vite precedenti, connesse in particolar modo con quella attuale, è possibile comprendere quali sono le lezioni della vita che dobbiamo affrontare per risolvere antiche questioni e, quali potenziali capacità possediamo, utili al futuro.
Al contrario di un semplice magazzino di memoria, quest’Archivio Akashico è interattivo, poiché esercita una grandissima influenza sulla vita di ogni giorno. Ispira i sogni e le invenzioni, provoca l’attrazione o la repulsione tra gli esseri umani, modella e forgia i livelli della consapevolezza umana. Cayce sosteneva che i Resoconti (Akashici) non erano semplicemente una trascrizione del passato ma, includevano il presente e il futuro. Relazionata a questa dichiarazione, la filosofia Karmica, il Piano Superiore (Monadico e Budhico), ed il tribunale Karmico, ci ricordano che una scintilla di luce (l’anima di ogni individuo) si stacca dalla grande Fonte Universale e discende al piano fisico con una missione specifica, sommata a quella di ri-polarizzare gli aspetti negativi della personalità. Se tale missione non raggiunge il compimento in una sola vita, dovrà completarla in un’altra. Tutti questi vai e vieni dalle diverse vite, rimangono registrati nei Registri ma, per una questione di autoconservazione, l’essere ne cancella la memoria al momento di incarnarsi, per non subire il condizionamento da ricordi anche traumatici..
.. Ogni anima, al separarsi dalla fonte ed al suo ingresso nel piano fisico, emette un suono o tonalità propria. Questo suono, ha risonanza con il nome e il cognome scelti per la presente incarnazione e, riserva l’informazione almica (dell’anima) individuale. Per raggiungerla, gli spiriti che reggono il Piano Akashico, ci forniscono di una chiave simbolica sotto forma di Preghiera Sacra. Non tutti accedono allo stesso livello in questo piano e l’approfondimento, dipende dalla capacità del lettore, dall’attitudine di colui che chiede la consulenza e, da quello che l’Intelligenza Suprema considera che deve essere evocato in quel preciso momento per il maggior bene della persona interessata. Ogni lettura è individuale e privata; s’inizia con la Preghiera Sacra, aprendo il canale per raggiungere la coscienza della Guida Spirituale, così, la persona può incominciare a fare le domande che ha in mente. Le risposte arrivano ai Chakra Coronario e Cardiaco del lettore in diversi modi: visualmente (colori, parole, fatti), in modo auditivo e, attraverso i sentimenti e le sensazioni corporali, in accordo alla domanda fatta. L’informazione è tanto profonda, che a volte il lettore non comprende il senso della stessa. Quando ciò si verifica, deve comunicarla nello stesso modo in cui gli è arrivata, perché sicuramente quello che non ha senso per lui, l’avrà per la persona al quale deve arrivare l’informazione.
SINCRONICITA’
A chi non è mai capitato nella vita, di assistere al verificarsi di eventi non previsti, non statisticamente possibili ma che hanno un grande valore d’indirizzo per la persona in questione?.. avviene certe volte, come se una mano invisibile orchestrasse gli eventi, generando una combinazione che viene detta “Sincronicità “. Generalmente l’individuo vive questa sincronicità, come il risultato della casualità, della volontà Divina, dell’imperscrutabilità delle vie del destino ecc.. ma, non la vive consapevolmente come il risultato di quanto da lui seminato in precedenza. Se così fosse, immediatamente l’individuo si porrebbe l’obiettivo di esprimere consapevolmente quegli elementi che, per conseguenza, porterebbero mediante la sincronicità, al risultato voluto. Ciò che pertanto occorre all’individuo, è la consapevolezza che il destino può essere indirizzato quando, se ne conosce la chiave. Quando la partecipazione alla coscienza collettiva diventa consapevole.
Tratto da Presenze-Aliene

Considerazioni sulla coscienza collettiva o Eggregore

La tradizione iniziatica di tutti i tempi ha lavorato incessantemente per lo sviluppo dell’intuizione collettiva e coloro che si sono adoperati per tale sviluppo spesso si sono trovati a “sentire” diversamente la realtà e quindi anche a “prevedere” grandi sconvolgimenti, positivi o negativi, vicini o lontani.

Questo perché avevano imparato a leggere la coscienza collettiva o eggregoro dell’umanità come fosse uno spartito musicale, sentendo sulla pelle le “parole silenti” dell’intuizione.

Ma tali profeti sono stati inascoltati, derisi, considerati folli e improbabili. Poi se anche l’evento preannunciato si verificava era ormai tardi per riconoscere la validità dell’ammonimento e correre ai ripari. E la catastrofe aveva luogo.

Oggi il desiderio di interloquire con questa coscienza collettiva ha portato gli scienziati a studiare tali situazioni.

Anche i computer prima di qualche “evento particolare” possono registrare dei “mutamenti” nei loro sistemi come se sentissero anticipatamente ciò che sta per avvenire.

Come già abbiamo riportato in precedenti articoli, un eggregoro è la somma delle idee, delle parole e delle azioni di tutti gli uomini della Terra che creano nei piani sottili o astrali un “ente intelligente” che agisce sugli avvenimenti, sull’ambiente, sul clima e soprattutto sullo stato di coscienza delle stesse persone che lo hanno creato.

Tutti noi, come umanità, ci muoviamo, viviamo e respiriamo in un’atmosfera vibrazionale creata da noi stessi. Giorno dopo giorno essa viene da noi “caricata” e “sparata” nei piani sottili, dopo di che essa ci ritorna potenziata, mossa, amplificata e con la stessa qualità che aveva in origine.

E’ ormai alla portata di molti risvegliati il fatto che tutto il male del mondo sia causato da noi uomini, a partire dai cambiamenti climatici fino ad arrivare ai comportamenti umani, alle guerre, alle malattie e a tutto ciò che accade in questo mondo.

E’ responsabilità nostra. Della nostra cecità, della nostra ignoranza sempre più alimentata dall’atteggiamento isterico dei mass-media, che in ogni momento ci ripropongono compiaciuti tutto ciò che di peggio ci può essere,  ai quali non sappiamo ribellarci e di cui siamo schiavi, proprio perché ce ne alimentiamo. Un detto spagnolo dice: “Quando il fiume è agitato l’unico a guadagnarci è il pescatore”.

Cerchiamo di comprendere meglio:

1. Già da quando nasciamo tutto ciò che ci viene insegnato è basato sulla dualità “bene-male”. Nasciamo portatori di un “peccato originale” dal quale è ora di prendere “una sana distanza” poiché è un’assurdità. Che peccato può avere un bimbo appena nato?

2. Crescendo la famiglia ci “trasmette” tutto di sé: credenze e valori errati, dolore, sensi di colpa di ogni tipo, complessi. Tutte cose di cui non è facile liberarsi ma che non ci appartengono. Sono le nostre prime grandi palle al piede.

3. Poi a scuola l’insegnamento spesso è incoerente e disordinato. O troppe informazioni o troppo poche. Gli insegnanti demotivati, i programmi che variano in continuazione a seconda degli umori sociali del momento. E i ragazzi continuano a crescere senza una guida. Come diceva il grande Averroè : “Un asino carico di libri è sempre un asino. Ci vuole altro per essere un vero educatore.”

4. E torniamo alle notizie dei mass media. Giornali e Tv fanno a gara a chi ha più il gusto dell’orrido. Ovunque si vedono morti ammazzati, sezionati, vilipesi. Ovunque si parla di armi e del loro funzionamento.  Stragi, storie di degenerati, infanticidi, parricidi, vizi di ogni tipo. Tutto fa notizia e più la notizia è forte più merita di essere “pubblicizzata”. Poco importa che sia all’ora di pranzo o cena, poco importa che ci siano anche dei bambini a “guardare”. E questi bambini crescono in una “abitudine alla violenza” che può far perdere loro i parametri della normalità. Al punto che seviziare un compagno di classe può diventare divertente.

5. E come se non bastasse coloro che dovrebbero rappresentarci nella figura dello Stato sono i “peggiori di noi”. La classe politica che dovrebbe dare l’esempio invece eccelle in povertà d’animo e arrivismo. Nessuno pensa che si dovrebbe lavorare insieme per un corpo unico: l’Italia. Destra, sinistra, centro ormai sono solo parole. Lo Stato viene sempre più percepito come un nemico. E noi ci disgreghiamo come popolo, non sentendoci più parte di niente. Del resto, come può funzionare un corpo se una mano si oppone continuamente all’operato dell’altra?

Questa spazzatura chiamata “normalità”, che nutre come fosse un “pane quotidiano” il mentale di ogni individuo, provoca una reazione emotiva (azione nel sangue) con una frequenza vibrazionale tale da trasmettere l’intero “carico” alla coscienza collettiva o eggregoro.

Che ce la ridarà indietro, potenziata, in forma di sconvolgimenti atmosferici, dolore, malattie fisiche e mentali, guerre, disaccordi tra popoli, razze e religioni.

Più noi produciamo questa risposta emotiva violenta più l’eggregoro ce la traduce in manifestazioni del concetto di male avvelenando noi e i nostri figli.

E l’uomo che fa? Invece di rendersi conto di questo se la prende con Dio, addossandogli la colpa di ogni sciagura. E invece Dio, non c’entra nulla. Tutto ha sempre e solo a che fare con noi.

Come carnefici e insieme vittime, siamo invischiati nella legge del Karma, della causa-effetto, e non troviamo il modo per interrompere il ciclo.

Così nel tempo si è venuto a creare un grande squilibrio tra il “bene e il male” a vantaggio del secondo.

Dobbiamo renderci conto del fatto che siamo fautori dei nostri stessi malanni. Dobbiamo dissociarci da tutto ciò e tutti coloro che ci hanno guidato verso questo baratro. Forse è ancora possibile riprogrammare la nostra coscienza collettiva con un altro “carico”. Quello portatore di positività, pace, giustizia, verità, amicizia e soprattutto amore incondizionato.

Ricordatevi che ogni volta che parlate di eventi tragici date loro nuova forza, rifate vivere il dramma che tramite voi si esplicherà in qualche cosa di funesto, anche di molto più funesto della prima volta che si è manifestato. Noi tutti dobbiamo imparare a distaccarci dagli eventi negativi passati e presenti. Così che chi continuerà a crearli, non trovando su chi scaricarli, ne verrà distrutto, affogando nel male da lui generato.

La nostra coscienza collettiva ne guadagnerà in luce e tutta l’umanità ne verrà rischiarata.

Tratto da: http://www.kuthumadierks.com/pageopen.asp?r=isis&id=147

Egregore e vampirismo psichico

Cosa sono le Egregore? Si tratta di “insiemi energetici” frutto della focalizzazione del pensiero e della volontà di una o più persone, che col tempo finiscono per avere vita propria. Più il tempo passa e più l’egregora è forte, essendo il frutto di una focalizzata attività psichica conscia o inconscia. Chiarirò bene questo concetto. Mi sono domandato varie volte come è possibile che la gente si lasci “mangiare” energeticamente, senza mai reagire, da gruppi, organizzazioni, enti, squadre di calcio, partiti politici, sette, religioni, ecc. C’è un’unica risposta: l’ignoranza!

Dovete sapere che i meccanismi sfruttati da questi enti sono diabolici e servono per inglobare le energie di tutti i loro affiliati. Come ci riescono?
Le organizzazioni di qualsiasi tipo, quando vengono fondate, cercano come prima cosa un simbolo o un logo che le rappresenti. Ad esempio, l’organizzazione calcistica della Roma ha come simbolo la testa di una lupa, mentre quella della Lazio ha l’aquila. In ambito religioso i cattolici posseggono croci e madonne, gli ebrei la stella a sei punte, etc. Lo stesso avviene anche in ambito politico dove in passato i comunisti hanno adottato la falce e il martello e i nazisti la svastica. Sino agli attuali quercia, ulivo, tricolori, margherite e così via all’infinito.

Come seconda cosa vengono scelti i colori, perché essi assorbono le vibrazioni dei pianeti da loro rappresentati, aiutando con le loro forze la realizzazione del progetto originario. Ad esempio, i comunisti russi erano sotto Marte, dio della guerra, il cui colore è il rosso, il cui simbolo è il martello e il cui metallo è il ferro. Il martello è anche il simbolo di Thor, dio nordico della guerra, che può essere equiparato al dio Marte, da cui deriva Marte-llo, mentre la falce rappresentava la Luna, che con un pò di acqua “frenava” i suoi bollori. Possiamo passare ad un esempio più vicino a noi, la religione cattolica: il suo simbolo principale è la Croce, che rappresenta i quattro elementi con il quinto nel fulcro centrale. In questo contesto entrano le immagini dei santi, delle Madonne e i molti altri simboli impiegati per catturare nella rete chi ignora. Perché tutto questo serve a creare un Egregore.
Praticamente ogni gruppo di persone sotto qualunque simbolo crea un’Egregora. Dunque, cosa è un Egregore?

Non è altro che un’entità energetica intelligente sviluppatasi da un raggruppamento di persone con le medesime idee e serve per il bene o per il male e può crescere fino a diventare universale, immenso.

La maggioranza delle organizzazioni quando mette in essere questi meccanismi ignora tutto ciò, ma la Egregore, viene comunque generata.

Quante volte si è sentito il nostro vicino dire: faccio parte di questo gruppo, appartengo a quest’altro gruppo, sono socio di… sono di sinistra o di destra, sono cattolico, sono ebreo o musulmano, ecc… Qualunque sia il gruppo d’appartenenza, quando una persona dichiara di farne parte non è più una persona libera, bensì prigioniera di una rete, con le sue regole, doveri, obblighi e costrizioni. Un giovane tifoso, ad esempio, che segue la squadra del suo cuore, non ha nulla di strano, di malvagio, ma alla fine della partita si sentirà scarico e ciò gli durerà una settimana più o meno, in quanto ha usato i suoi “fuochi interiori” mettendoli a disposizione dell’Egregore della squadra, indipendentemente dal fatto che essa abbia vinto o perso. Questo perché l’energia, la sua energia, è stata “mangiata”.

A volte a causa dell’Egregora si possono avere reazioni negative, in quanto le Egregore possono essere positive o negative. Basti vedere cosa è stata capace di fare la nostra religione nel Medioevo, usando l’energia negativa della propria Egregora.

Vi invito a osservare dei manifestanti di qualsiasi gruppo politico che si accingono a manifestare. Giorni prima iniziano i “riti” di preparazione, riunioni fra i diversi sottocapi, durante le quali si creano slogan e frasi che possano colpire il pubblico (mantra di potere) e che alcuni di questi scriveranno su grandi teli per essere usati come bandiere.

Così tutti, inquadrati e presi nella rete dell’Egregora come un esercito, sono pronti a manifestare e allora avviene che tutti i partecipanti perdono l’individualità e il tutto si trasforma in un unico essere, il “serpentone”. Si tratta di un’unica e sola mente che dirige il tutto: l’Egregora! E chi assorbe tutta quest’energia è colui che possiede la chiave d’ingresso nella “rete”. Così un essere pensante, un individuo, si converte in massa e può essere manipolato a volontà. Scompare, diventando una cellula acefala e al servizio dell’Egregora.

Quest’Egregora è la somma di tutti i componenti con le loro idee e diviene un ente vivo e intelligente che agisce sulla vita di ogni affiliato vampirizzandolo energeticamente, fino a quando questi non prende coscienza e si libera definitivamente.

I più grandi specialisti nella creazione di queste mega-egregore, sono soprattutto le grandi religioni. La stessa parola significa ri-legare o legare alla rete, e quando ciò accade non possiamo opporci perché vuol dire che siamo completamente senza coscienza. Così, fin dai primi giorni di vita, siamo inseriti nella grandissima, mondiale rete di una religione che ci educa di conseguenza, con i suoi catechismi, riti, inni, canti, gesti, simboli, talismani e amuleti (reliquie), e ogni tipo di doveri, così che per uscirne definitivamente occorre un’impresa formidabile come le fatiche di Ercole. E’ come essere in un carcere a vita e, volente o nolente, si è legati alla rete. Così da neonato e fino alla fine della vita ti assorbono e continuano a vampirizzarti le migliori energie legate ai sentimenti. E’ chiaro che avere una fede, o condividere idee politiche, sportive o altro non comporta nulla di negativo, sempre che si abbia coscienza di quello che si fa. Importante è non appartenere, essere affiliato o far parte di qualche Egregora che potrebbe vampirizzare le proprie energie. Attualmente, facendo un calcolo approssimativo, abbiamo un 99% dell’umanità che vive “prigioniera” di qualche Egregora e ne porta con orgoglio all’occhiello il segno, per affermare che fa parte della Rete. Invece, l’uomo che ragiona, che possiede una coscienza sveglia, partecipa a tutto di sua volontà, senza appartenere a nulla, è un uomo libero e appartiene solo a sé stesso e all’umanità. E’ un libero pensatore, è un iniziato, è un maestro di vita.

Tratto da: http://www.thule-italia.com/

 

L’energia di Sagittarius

Finalmente molti di noi tireranno un sospiro di sollievo, oggi 22 novembre, lasciamo il segno dello scorpione ed entriamo nell’ultima settimana di novembre sotto l’Energia di Sagittarius.
Così la descrive Alice Bailey nella nona fatica di Ercole: “L’uccisione degli uccelli di Stinfalo”.
“Il Sagittario è il segno preparatorio al Capricorno ed è chiamato, in alcuni vecchi libri, “il segno del silenzio”.
Negli antichi misteri il neofita doveva sedere in silenzio e non gli era permesso di camminare o parlare; doveva “essere”, lavorare ed osservare. Ciò poiché non è possibile entrare nel quinto regno di natura, quello delle Anime coscienti, o salire la montagna del Capricorno, fino a che non si sia imparato a parlare poco e controllare il pensiero. Questa è la lezione del Sagittario: controllo della parola mediante il controllo del pensiero.
[…] Ci terrà molto impegnati poiché, dopo aver rinunciato alle forme ordinarie del discorrere, alle chiacchiere inutili, dobbiamo imparare ad evitare di parlare di cose spirituali. Dobbiamo imparare cosa non dire riguardo la vita dell’Anima, a non tenere lunghi discorsi su cose per le quali le persone possono non essere ancora pronte.
[…] Sagittario è la porta per Capricorno. Si può pensarla come una piccola apertura, ai piedi della collina, attraverso cui passiamo prima di scalare la montagna. Attraversandola, noi dimostriamo la nostra abilità nel corretto uso delle frecce del pensiero. Questa è la grande prova.

[…] In Scorpione c’è stata la distruzione d’ogni cosa. Ma i tre aspetti della divinità sono ancora là, nel fluido, ed essi operano secondo il modello prestabilito. Lo stadio della crisalide è il Sagittario. È interessante trasportare la sequenza del pensiero o del conseguimento dallo Scorpione al potere e al successo sviluppato in Sagittario, essendo questo un segno di potere.

[…] Potente perché questo è il segno del silenzio e perché è anche il segno della concentrazione in un’unica direzione, essendo stata vista per la prima volta chiaramente la meta; potente perché è il periodo che precede immediatamente la nascita del Cristo”.
Esercitiamoci a restare nella concentrazione meditativa silenziosa ed ascoltare la voce di quel silenzio o voce dell’Anima.

Il pensiero seme su cui meditare è: “Restando in silenzio sento il potere dell’Anima”

Buon silenzio

Tratto da: http://www.fraternity.it/content/strumenti-di-crescita-energia-di-sagittarius

 

Il mondo ti riconoscerà Maestro. Ma tu non dimenticare di continuare ad essere discepolo.

Durante le mie ultime meditazioni ho voluto tirare fuori il mio vecchio mazzo di tarocchi e vedere cosa mi dicevano.
La carta che non manca mai di venir fuori è l’eremita. Per molto tempo ho pensato si riferisse alla persona con cui mi relazionavo. Poi questa persona è uscita dalla mia vita e di recente ne è comparsa un’altra. Stessa tipologia, stessa carta. Penso: allora sei proprio recidiva! Chiaramente attiriamo coloro che ci rispecchiano.
Mi dico: ma vuoi mica vedere che l’eremita non è l’altro –  o magari anche lui – ma sono io?   O meglio una mia parte che deve essere presa in esame e meditata, ora più che mai, affinché il lavoro di purificazione, elaborazione e trasformazione sia completo ed efficace.
E siccome la vita è perfetta, gironzolando per il web mi capita di imbattermi in un articolo, da cui estraggo il seguente passo:

L’Eremita

Si raggiungerà il ritmo giusto di ogni cosa realizzando il dischiudimento del nostro occhio interiore sul mondo esterno fino alla centratura dell’Essere, alla realizzazione del nucleo aureo e alla sua naturale manifestazione nel mondo esterno.
Tale manifestazione porterà al riconoscimento di una reale Maestria nello Spirito e nel Corpo.

Il mondo ti riconoscerà Maestro. Ma tu non dimenticare di continuare ad essere discepolo.
Essere maestri non significa portare al Bene il proprio discepolo con la propria Forza, ma stimolare emozionalmente, mentalmente e spiritualmente la sua persona perché lui stesso liberi la propria Forza e ne faccia buon uso.

Riconoscere un Maestro significa anche riconoscerne la propria tradizione iniziatica, riconoscerne la Scuola. Per questo è anche necessario adeguarsi alla Scuola e non viceversa.

Entrare in una Scuola iniziatica non è come entrare in una scuola profana.

Non si entra soltanto per ricevere, ma anche per ridare.
Ognuno deve dare il suo generoso apporto, per non “rubare” energia e forza dall’egregora e dal Maestro che lo rappresenta.
Il Maestro non lavora per se stesso, ma per il bene universale.
Anche lui ha ricevuto e quindi deve ridare.

La forza e il potere se non si ri-immettono nel Bene Comune logorano e corrompono chi li detiene. Stesso discorso vale per il discepolo.
Non sempre, però, è giusto elargire la conoscenza allo stesso modo per tutti.
La Verità è qualcosa di molto prezioso e, quindi, ha bisogno di un “luogo” adeguato per essere accolta e compresa.
È chiaro che chi non avrà preparato il suo luogo interiore in accordo con tale trasmissione riceverà in maniera adeguata al proprio livello.

Spesso il Maestro scandalizza l’allievo con atteggiamenti rigidi e inaspettati, ma è anche compito del discepolo non giudicare, poiché spesso è solo attraverso uno shock che può arrivare un’illuminazione.

Il Maestro è un’entità mercuriale fecondante.
L’abito bianco indica, oltre allo stato e la disposizione di purezza, anche la missione mercuriale fecondante di cui l’iniziato è portatore.
È forse per questo che gli adepti di primo grado portano spesso l’abito nero, simbolo della nera terra, materia vergine da fecondare.

estratto dall’articolo http://cosmosdream.it/cosmos/archives/2591

 

Testi in corsivo a cura di LaLuceDiGaia

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L’Anima del Maestro Gesù non è nata in questo mondo…

Un brano tratto da un libro che amo molto, come tanti altri di Anne & Daniel Meurois Givaudan.

Vi è stato insegnato che i corpi umani sono come edifici sovrapposti e incastrati gli uni negli altri, e sapete che si sviluppano in funzione dell’età ma anche e soprattutto in funzione del lavorio interiore; sono come sette fiaccole successive che bisogna sviluppare e infine mettere in contatto tra loro, affinché siano come una catena d’oro ininterrotta tra la suprema coscienza e noi stessi, un puro corridoio d’Amore, privo d’ostacoli, che permetta di fondersi alle energie cosiddette “inferiori” e “superiori”. L’Uomo che è permanentemente in contatto con i sette veicoli del suo essere non ha più nulla a che vedere con questo mondo materiale, e ne padroneggia le leggi; viene allora chiamato Adepto. Ma intendiamoci bene, non è tutta qui l’ascesa dell’Essere, a cui restano da conquistare ben altre fiaccole di coscienza per raggiungere la soglia della dimora del Padre. Sono quelle altre fiamme che Gesù fin dalla nascita ebbe per missione di raccogliere, per perfezionare un corpo e un’Anima trascendente che parevano già perfetti, e che forse non avrebbe potuto sviluppare se fosse rimasto a farsi cullare dagli onori che già gli attribuivano

Lo stadio fondamentale della sublimazione fu raggiunto nel centro della Grande Piramide, là dove tutte le grandi energie vengono focalizzate in un sol punto, collegando l’Atomo Seme di ogni essere con lo Spirito di questo creato: così lo Spirito di Kristos penetrò in quello di Gesù. Solo in quel luogo e in quel modo poteva compiersi, ed era stato previsto fin dall’arrivo di Melchisedech su questa Terra, ma bisognava ancora che uno di essi fosse capace di portare fino in fondo il suo compito senza rallentare il passo

Difatti, chiunque venga al mondo stringe un’alleanza con Shatan, e deve subirne un po’ la legge; Shatan non è altro che il grande avversario, altrimenti detto “densità”; qualsiasi essere, nascendo su questa Terra, è tenuto ad indossare una pesante tunica che rallenta il suo cammino, il suo progresso, e quindi, per un Avatar, l’incarnazione sarebbe un’innominabile sofferenza se non potesse avere dalla sua l’immensa energia dell’Amore

Immaginate per un attimo che la vostra ragione, la coscienza, la volontà, l’Anima insomma, improvvisamente vengano rinchiuse nel corpo di un animale: immaginate quante azioni non potreste compiere, quanti pensieri non riuscireste ad esprimere compiutamente… Allo stesso modo, gli umili riconosceranno che tra il Maestro e loro stessi c’è la stessa differenza che tra loro e gli animali. , come avete capito: è venuta da Ishtar molto tempo fa, quando le creature del nostro pianeta persero l’occasione d’una svolta evolutiva; l’Anima del Maestro Gesù tuttavia fa parte della stessa Onda di Vita da cui fummo creati, emanata dal Padre di questo Universo. La verità è che ci sono allievi più o meno veloci, ci sono quelli che preferiscono l’infanzia alla maturità, fino a rifiutarsi di varcare la soglia dell’illusione che hanno tessuto essi stessi. La nostra avventura e il nostro dramma sono tutti qui, Fratelli miei, e il brutto è che certi bambini si arrogano poteri da adulti

Tratto da: “L’Altro volto di Gesù – memorie di un Esseno” di Anne e Daniel Meurois Givaudan, Ed. Amrita

Finché credo non so, finchè credo non Sono.

L’essere umano ha un innato bisogno di credere, necessita di punti di riferimento che sono le sue stampelle, fino a che consegue la personale esperienza della realtà interiore e spirituale.

Sappiamo… perché lo abbiamo letto …perché in tanti dicono …perché così ci è stato insegnato. Ma cosa sappiamo in realtà? Aderire a un sistema di credenze non è sapere. 

Tuttavia è fondamentale credere, poiché ci spinge e conduce alla scoperta della verità e quando la verità diventa patrimonio della nostra coscienza, in quanto frutto di eventi personalmente sperimentati e assimilati, giungendo a un contatto autentico con la realtà spirituale entrostante, beh, allora in quel caso, come ho sempre detto, cala il silenzio perché la verità non può essere raccontata, ma solo conosciuta attraverso l’esperienza.    Quando questo accade si sgretola l’impalcatura della credenza – non se ne ha più bisogno – e si conquista la vera conoscenza. 

 

La scienza pensa in termini esclusivamente funzionali… L’esoterismo invece pensa in termini di contenuto, cioè non chiede soltanto il “come” della realtà, ma soprattutto il “perché”. Questo perché è rivolto a capire il significato, ovvero il legame esistente tra il mondo delle manifestazioni e l’uomo.
Questo significato può tuttavia essere rivelato come verità solo al singolo e non è quindi accessibile alle folle. L’esoterismo è quindi asociale.

La scienza si propone di essere accessibile a tutti, Ognuno che sia mediamente dotato deve avere la possibilità di fare propria la scienza, purché si applichi con diligenza.

La scienza è trasmissibile. Il sapere non lo è.

Noi però purtroppo confondiamo il sapere con complessi di conoscenza assolutamente insignificanti e fuorvianti. Questi ultimi sono trasmissibili, il sapere invece non è mai il risultato di diligenza, ma di un atto conoscitivo individuale, del tutto personale, che è di natura metafisica e ignora totalmente le richieste delle masse di “sapere per tutti”.

Il sapere può essere soltanto il risultato della propria esperienza, e non può di conseguenza essere prelevato da altri o passato da altri.
Tutto quello che prendo dagli altri, posso solo crederlo, mai saperlo veramente.

Non ha importanza avere buoni motivi per credere a qualcosa o non crederci.   Credere significa: non sapere.

(Fonte: Il destino come scelta di Thorwald Dethlefsen)

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