L’AMORE INCONDIZIONATO E IL GIUDIZIO

 

Riuscire ad amare in modo incondizionato è tra le prove più ardue per un essere umano; egli è dotato di un cervello con due polarità differenti e quindi catalogare il “giusto e sbagliato” o il “bene e male” è particolarmente semplice.
Amare senza condizioni piuttosto significa unificare gli opposti e osservare semplicemente entrambe le due facciate per rendersi conto che fanno parte della stessa medaglia.
Ma quanto costa capirlo e metterlo in pratica?

Prima di tutto, bisogna spiegare i meccanismi interni del giudizio.
Partiamo dal presupposto che qualsiasi cosa che ci circonda la vediamo attraverso i nostri filtri. Filtri intesi come pregiudizi, simpatie e antipatie per arrivare a finire persino nello snobbismo.
Ognuna di queste sensazioni si ricollega certamente a traumi che noi abbiamo subito, facenti parte quindi di cause profonde e di ferite emozionali. Ma ora spiegherò meglio.

Partiamo da quel che professa Gesù:
“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello se non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?”

Vale a dire che la nostra vista è sporca e non ci permette di osservare la Realtà se non attraverso le barriere che mettiamo inconsciamente nei confronti del mondo che ci circonda. Ci rivestiamo quindi di maschere che utilizziamo per proteggerci: vediamo qualcuno o qualcosa che cataloghiamo come “strano” e siamo subito pronti ad etichettarlo come un non so che da cui dover stare alla larga per il semplice motivo che inconsapevolmente, la paura che ci possa mettere in difficoltà (in quanto si discosta dai nostri canoni di “normalità”) è più forte del riuscire ad a accogliere il “diverso”.

Vedremo che parole come “normalità e diversità” sono inesistenti, dato che non siamo neanche capaci di rispondere ad una domanda molto facile come questa: chi stabilisce se qualcosa è giusta o meno?

Lo stabiliscono i parametri che utilizza la nostra mente quando non ha voglia di cambiare e di tuffarsi in realtà diverse dal sicuro, dal conosciuto, come ad esempio l’accettare un caffè dalla persona più spregevole che abbiamo mai incontrato oppure fidarsi o meno a pelle delle persone che vediamo e via discorrendo.
Come se inconsciamente pensassimo che accogliere queste divergenze possa in qualche modo destabilizzarci…. ed infatti è proprio così.

Non ci si rende conto che tutto, ma proprio tutto, a partire dai gusti personali su ciò che mangiamo sino alla preferenza di un partito politico anziché un altro, é dovuto al nostro personale modo di percepire ciò che definiamo come vero ed esatto.
Ma abbiamo appena compreso che quel che é veramente reale è che l’oggettività non esiste.. finché non ci si Sveglia, ovviamente.

Finché saremo soggetti ai nostri stessi filtri, finché non guariremo quelle parti di noi che creano tutte quelle barriere atte a farci giudicare se qualcosa è errata o no, vedremo sempre l’altro sotto la nostra prospettiva perchè rispecchiante parti di noi che ancora non siamo pronti nel mettere in luce.
Ovvero quel che proprio non gradiamo degli altri in realtà non lo stiamo ammettendo e accettando in noi stessi non avendo ancora trasmutato le nostre zone ombra in qualità superiori.

Un piccolo esempio: qualcuno è particolarmente stupido e la prima cosa che facciamo è lasciarlo in balia del suo destino in quanto solo la sua vista ci infastidisce. Perché assumiamo questo piglio?
Perché non comprendiamo che il vero motivo del nostro disagio sta nel suo ricordarci inconsciamente le situazioni in cui siamo stati noi a sentirci stupidi e che non abbiamo ancora digerito. Benvenuta Legge dello Specchio.

Non siamo allora riusciti ad andare oltre gli atteggiamenti che vediamo nello stupido davanti a noi, non abbiamo letto il suo Cuore, non siamo riusciti ad amarlo e accettarlo come è veramente… semplicemente perché ancora non siamo riusciti a vedere davvero chi è, al di là dei nostri filtri e limiti mentali.
Altrimenti… ce ne innamoreremmo istantaneamente, ed è questo l’unico e vero rischio!

Far cadere le proprie maschere ha anche un altro lato positivo: con i nostri occhi lindi e pinti è ora facile riuscire a riconoscere gli atteggiamenti difensivi e le facciate di cortesia che usano le altre persone nella vita di tutti i giorni.
Questo succede quando ci si libera di qualcosa che ci accecava dal momento in cui grazie al distacco emotivo si diventa finalmente più lucidi e particolarmente attenti alle dinamiche che circondano gli altri ma che a noi ormai non ci infognano più.

Cogliere le autodifese della gente significa di conseguenza riuscire ad amarli così come sono. E, nella maggior parte delle volte riusciamo persino a vederli PERFETTI così come sono. Il tuo Cuore si spalanca e l’Amore scorga senza condizioni dalla tua Anima innamorandoti di chi prima reputavi odioso o troppo poco ricco o stupido.

È giusto discernere senza farsi prendere dall’emozione negativa (quindi giudicare) e saper comunque mettere un limite se vi è bisogno a coloro che non vibrano al nostro stesso modo. Comportamento completamente diverso dal cosiddetto buonismo.

Vedere la Bellezza in chiunque non significa non assumere posizione. Non riuscire a dire no significa che abbiamo ancora dei problemi con l’energia maschile, non accettando l’essere amorevolmente categorici e forti. Vedere la Bellezza significa andare oltre i propri meccanismi, oltre la nostra prospettiva e farsi valere a Cuore aperto, non di certo sottostare al volere degli altri a tutti i costi.

Ciò che bisogna fare dunque è questo: spogliarsi delle travi che abbiamo nei nostri occhi, assumerci la Responsabilità dei nostri fastidi, non incolpare più nessuno ma prendere tutto come qualcosa che ci aiuta nello scendere sempre di più dentro noi stessi per poter aumentare a dismisura la nostra Luce e la nostra capacità di accogliere l’Amore.

L’antipatia che avevamo allora diviene spontaneamente Accettazione, l’odio diventa Amore e la stupidità Tenerezza. La trasmutazione in queste qualità superiori si è dunque compiuta. L’Amore incondizionato fa parte di una nuova lezione da imparare, un nuovo stato di Coscienza.

Essere Liberi dalle maschere vuol dire allora camminare a testa alta con il Cuore costantemente spalancato, come le braccia pronte ad ospitare la Vita… senza catene. È dire GRAZIE.
Dispensate dunque sempre sorrisi, sempre ed in ogni dove… perché siete lo spettacolo più Bello del mondo quando lo fate.

Michela Varuolo

 

fonte: http://www.visionealchemica.com/lamore-incondizionato-e-il-giudizio/

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IL COLORE VERDE, LA QUINTA MUSICALE E IL CALORE

In questo articolo vi è uno studio pratico, intuitivo e intellettuale sulla legge che lega il colore verde, la quinta musicale e il calore enunciata da Gustavo Rol, sensitivo e veggente italiano del XX secolo.

Gustavo Rol
Nato a Torino nel 1903 da famiglia agiata, cresce in un ambiente ricco e colto, si laurea in legge nel 1933 sebbene prediliga l‘arte e la musica.
Secondo i suoi racconti e le testimonianze, la sua svolta spirituale avviene attraverso l’incontro di un “personaggio misterioso” a Marsiglia.
Durante la sua vita studiò e affinò proprie qualità spirituali mettendole al servizio del prossimo. Muore a Torino il 22 settembre 1994.

Ci sono molte testimonianze di Gustavo Rol: scritti, quadri, registrazioni audio e telefoniche, nonché testimonianze personali di persone che lo frequentavano.
Rol tocca una moltitudine di temi e porta le persone a riflettere sull’esistenza dello spirito attraverso “giochi” con le carte ed esperimenti para-psichici.
Di certo tra tutte le sue enunciazioni quella che più colpisce è questa:

“Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde,
la quinta musicale ed il calore.
Ho perduto la gioia di vivere.
La potenza mi fa paura non scriverò più nulla”
 Gustavo Rol

Gustavo Rol comprese che l’uomo può divenire la “porta” che mette in comunicazione il mondo della materia e dellospirito.
Attraverso i suoi studi, i suoi talenti e la pratica aveva appreso come farsi porta ed espressione dello spirito nel mondo materiale.
Per fare questo utilizzava sollecitare i tre canali percettivi più comunemente usati: visivo, uditivo e cinestesico per “accordare” il proprio corpo con la psiche in una precisa vibrazione.

IL VERDE – VISIVO

Il verde è il colore a metà dello spettro visivo percepibile dall’occhio umano.
Qualsiasi corpo (materia) ha una sua vibrazione misurabile con le onde elettromagnetiche, quando un corpo è colpito dalla luce essa riflette la sua vibrazione (onde elettromagnetiche) generando il colore del corpo stesso.

L’essere umano percepisce i differenti tipi di colore perché il senso della vista è in grado di leggere le diverse vibrazioni emesse dai corpi che attraversano la luce.
La visualizzazione nelle pratiche di meditazione è molto diffusa.
Se l’uomo in uno stato di calma, visualizza un limone tagliato a spicchi, scopre che l’acquolina in bocca cresce con molta velocità, poiché il corpo risponde agli stimoli della mente e della realtà in egual misura perché non in grado di distinguerne la differenza.
Immaginando il colore verde Gustavo Rol “carica” la psiche della vibrazione generata dalle frequenze del colore verdeche producenedo un collegamento tra la materia e lo spirito.
Utilizzando lo schema dei chakra, il colore verde rappresenta proprio il chakra del cuore, il quale fa da ponte tra i tre chakra inferiori legati agli istinti e alla materia, e a quelli superiori legati allo spirito e ai piani sottili.

LA QUINTA NOTA MUSICALE – UDITIVO

L’intervallo di quinta giusta è l’intervallo esistente tra due note distanti tra loro sette semitoni, ovvero tre toni e un semitono.
Per esempio, la quinta giusta del Do è il Sol. (Definizione di Wikipedia)
Anche in questo caso Rol utilizza l‘intervallo di quinta per richiamare in sé stesso quella precisa vibrazione, poiché due note suonate assieme a questa distanza nella scala musicale creano una consonanza perfetta.
Attraverso il canale uditivo e l’immaginazione riusciva ad accordare la psiche e il corpo nella stessa vibrazione emanata dall’equilibrio delle note riprodotte da uno strumento.

IL CALORE-CINESTESICO

Le vibrazioni prodotte dall’immaginazione del colore verde e dall’intervallo di quinta portano a sviluppare un caloresul corpo prodotto dalla psiche.
E’ il calore, generato dall’effetto “diapason” della psiche sul copo, che “accordati” perfettamente a metà tra la materia e lo spirito creano una porta comunicante tra di essi.

Aumentare il calore rende malleabile la materia e quindi modificabile
Il calore sviluppato all’interno del corpo, generato dalla concentrazione mentale
di determinate frequenze come quella del colore verde e della quinta musicale,
portano a Rol ad aprire le porte dei mondi sottili, ovvero di entrare nelle dimensioni invisibile che coesistono all’interno della realtà tridimensionale del mondo materiale.

Sono cosciente di non possedere ciò che dono.
Nei miei esperimenti è la psiche a far da grondaia allo spirito”
Gustavo Rol

Fonte: http://www.libero-arbitrio.it/conosci-te-stesso/spiritualita/gustavo-rol-verde-quinta-calore/

Approfondimenti: http://www.gustavorol.org/index.php/it/

 

2016 L’Anno della Svolta

Dopo il novilunio di domenica, la Luna lascia il Capricorno e prosegue nella ruota zodiacale fino a formare a fine settimana il primo quarto dalla sua posizione in Ariete. Durante il suo cammino, la Luna accompagna e sostiene un intreccio planetario di grande rilevanza che si manterrà per tutta la settimana. E’ straordinario quanto esso sia paragonabile al movimento di un pendolo che costantemente oscilla e dà il ritmo necessario. In questo caso il movimento ritmico scandisce i due momenti che potrebbero sostenere ogni nostra azione e renderla efficace e produttiva.

Vi è dapprima un ‘esagerato’ impeto di grande forza creativa suggellato dal bellissimo trigono di fuoco tra Urano in Ariete con Venere e Saturno in Sagittario che accende il coraggioso desiderio di novità per stemperare definitivamente dubbi e paure. Ad esso fa seguito una forza di coesione altrettanto poderosa, resa attiva dal trigono stupendo tra Giove e Nodo Lunare in Vergine con l’allineamento Mercurio Sole Plutone, capace di rendere evidente e dare corposità ai nostri progetti che, ovviamente ispirati dal cuore, saranno sostenuti dall’Onda della Vita. Imparare a procedere secondo questo ritmo operativo e operoso che sostiene la Luce, rende onore alla nostra parte più nobile e ci rende noncuranti dell’ombra che ancora ci portiamo dentro poiché, cosi facendo, avremo modo di trasformarla in Luce.

Fonte: http://www.laurabottagisio.com/it/2016-anno-della-svolta/

6 Modi Per Aprirsi Alle Energie Cosmiche

Mentre la scienza accademica inizia a riconoscere sempre più l’efficacia di pratiche come yoga, meditazione, agopuntura ecc., sempre più persone stanno comprendendo che siamo esseri fatti di energia e che bisogna tener conto di come le energie intorno a noi ci influenzino. Secondo quanto già ritenuto dai Maestri Taoisti dell’Antica Cina, e successivamente dimostrato dalla fisica quantistica, siamo tutti connessi anche attraverso le dimensioni spazio temporali, e lo siamo alla “maniera” cosmica: il TAO.

Con questa conoscenza è una responsabilità personale decidere se vogliamo connetterci al flusso di questa energia d’amore che ci circonda, oppure ignorarla e tagliarci fuori da essa. L’energia cosmica continuerà a fluire comunque, senza giudizio. Se decidete di volerla invitare nella nostra vita e abbeverarvi della sua abbondanza, allora qui troverete delle idee su come riattivare la vostra relazione col cosmo.

1. Stimare il livello di Energia Negativa presente in voi.

A volte non ci rendiamo nemmeno conto di quanta negatività sia presente in noi. Essa può essere auto perpetuata ed attrarre persone negative nella nostra vita. Potete aiutarvi a misurare il vostro livello di energia negativa con il seguente test di  Christie Sheldon tratto da Loveorabove.com. Trovate un luogo tranquillo e guardatevi dentro. Tutto inizia con la consapevolezza di sé.

  • Ti lamenti? Sempre o solo a volte?
  • Discuti spesso su quanto di sbagliato ci sia nel mondo più di quanto non faccia per ciò che c’è di buono? Incluso il clima “terribile”, il traffico “orrendo”, il governo “idiota”, l’economia “schifosa”, i suoceri “stupidi”, ecc.
  • Critichi? Lo fai sempre o solo verso alcuni?
  • Sei attratto da drammi e disastri (non riesci a staccarti dalla TV quando c’è un nuovo disastro e non puoi evitare di essere attratto dalle vite disfunzionali di alcune celebrità?)
  • Incolpi? Sempre o solo alcune situazioni?
  • Credi di non avere il controllo della maggior parte dei tuoi risultati?
  • Ti senti vittima? Parli di come le persone ti trattino?
  • Sei grato per ciò che sei o sarai quando le cose finalmente inizieranno a migliorare?
  • Ti senti come se le cose ti accadano? O senti che esse accadono attraverso di te?

Ci vuole coraggio per essere onesti con sé stessi ed accettarsi quando si è molto negativi. Voi create le vostre esperienze. L’energia cosmica attorno a voi vi guiderà attraverso tali esperienze, ma dipende da voi viverle in gratitudine. Lungo la via, l’essere grati per ciò che vi accade, nel bene e nel male, attirerà più energia positiva nella vostra vita.

2. Limitare il dialogo dell’Ego che Critica e Dubita

La maggior parte di noi, ad un certo punto della vita, lotta contro il pensiero e il giudizio negativi della mente egoica che parla dentro di noi.– “Non accadrà nulla di buono” “Non riuscirò mai a farcela” “non troverò mai il lavoro giusto.” A volte la mente è assordante. A volte può essere persino pericolosa.  – “Sono una persona orribile,” “Non merito la felicità” – guidandovi verso sfiducia e dubbio. Se non ponete limiti a questo dialogo dell’ego vi distaccate dal flusso onnipresente dell’energia cosmica  a vostra disposizione. Bisogna che impariate ad avere il controllo del vostro pensiero, acquisire la calma mentale e l’equilibrio, per riaffermare i vostri confini e la relazione col cosmo.

3. Usare Affermazioni per liberarvi dalla negatività.

A volte dobbiamo motivarci quotidianamente per affrontare la negatività e indirizzare le sue fonti – mente egoica, vita stressante, mondo pazzo ecc. Di seguito trovate delle affermazioni quotidiane – usate quelle che risuonano meglio con voi, oppure usatele come spunto per crearne di vostre. Scrivetele, tenetele a vista e pronunciatele a voce alta.

  • Ciò che gli altri dicono di me è un loro problema, non mio.
  • Sono libero di essere me stesso.
  • La vita non è perfetta, ma sono certo che sia meravigliosa.
  • Va bene che vi siano giornate difficili.
  • Anche nelle difficoltà, ho tanto di cui essere grato
  • Ogni esperienza è solo un’altra lezione importante.
  • Nulla è per sempre
  • Sbagliare è il primo passo verso il giusto
  • Non mi serve restare aggrappato a ciò che mi trattiene.
  • La mia felicità di oggi è semplicemente il risultato del mio pensiero.
  • E’ importante con chi trascorro tempo di qualità.
  • Dramma e giudizio sono uno spreco di gioia perfetta
  • La maggior parte della gente mi giudica meno di quanto sembri.
  • Posso rendere il mondo un luogo più felice.
  • Il lavoro merita ogni sforzo.

4. Rilasciare tutte le limitazioni di Corpo/Mente/Spirito

Le energie di Sole, Terra, Galassia e Cosmo ci influenzano attraverso le energie sottili di superiori livelli dimensionali, sul piano fisico, eterico e spirituale. E’ facile per noi restare intrappolati nel piano fisico e credere che importi solo ciò che sperimentiamo su questo. Di fatto, il nostro campo energetico e il nostro spirito comunicano anch’essi con l’energia cosmica.

Se ricordiamo questa connessione al cosmo su ciascun livello del Vero Sè che alberga nella forma umana, possiamo aiutarci ad aprire il canale di comunicazione con le energie più alte dell’Universo. Qui noi sperimentiamo una trasformazione più profonda a tutti i livelli – nel corpo, mente, spirito e anima. Pratiche come lo yoga, il tai-chi, il qigong, sebbene usate per scaricare lo stress, possono aiutarvi a realizzare la Vera Consapevolezza oltre la paura su cui è impostata la realtà di 3D.  Inoltre, pratiche specifiche focalizzate sull’apertura del chakra del cuore, il centro energetico Anahata, sono efficaci nell’aumentare la capacità del cuore di assimilare l’energia cosmica.

5. Pulire il vostro spazio esterno

Molti dei vostri sforzi per connettervi all’energia cosmica richiedono una centratura interiore, del tempo da trascorrere in silenzio e solitudine in un ambiente sano. Per questo motivo è importante che lo spazio in cui viviamo sia ripulito da energie negative e stagnanti, tanto quanto il nostro spazio interiore.

Spesso sentite dire dell’importanza di togliere il disordine, buttare le cose inutili e riorganizzare lo spazio spostando i mobili. Questa cosa è un modo pratico per farvi sentire più leggeri e positivi.

Prendete in considerazione di fare qualcosa in più della semplice pulizia, purificando con la salvia le aree in cui trascorrete la maggior parte del tempo, come la casa l’ufficio e l’auto. La purificazione ripulisce tutto il campo energetico, creando uno spazio nuovo più equilibrato e salutare. Il processo può essere svolto in modo semplice con soli quattro strumenti:

  • Un mazzo di salvia bianca, a rappresentare la TERRA
  • Una conchiglia di abalone, a rappresentare l’ACQUA
  • Una piuma, a rappresentare l’ARIA
  • E FUOCO per accendere la salvia

Potete usare anche campane e campanelli, recitare mantra o preghiere, spargere sale negli angoli di ogni stanza e usare incenso naturale.

Creare uno spazio vivo con meno energia negativa è importante ma non dimenticate di avventurarvi fuori. Riconnettervi alla natura ritirandovi in un luogo quieto, con poche persone, meno inquinamento elettromagnetico e senza mezzi di informazione può aiutarvi ad aprirvi al naturale flusso dell’Universo. Vi sarà necessario staccarvi dal vostro solito ritmo di vita, per entrare in maggior sintonia con voi stessi.

Quando non vi è possibile uscire, fate in modo di avere un luogo in cui ritirarvi durante i vostri momenti di introspezione e di ridurre l’inquinamento elettromagnetico in casa.

6. Practicare Autentica Meditazione

La meditazione inizia con una breve pratica quotidiana, che per alcuni può essere semplice rilassamento mentale o star seduti immobili. Più meditazione si fa,  più energia energia si riceve. Questa energia fluirà attraverso l’intera struttura mente/corpo/spirito del Vero Sè. Con la costanza, la pratica meditativa si allunga sempre più, dissolvendo sempre di più il pensiero, fino a che si attiva l’intuizione dell’Universo e si conquista la chiarezza che arricchisce le nostre vite.

Il processo di portare più energia cosmica nelle vostre vite armonizzerà e bilancerà la vostra connessione col TAO. Questo è un rapporto ed una interazione fondamentale in ogni aspetto delle nostre vite. Dipende da noi decidere quanto profondamente vogliamo beneficiare da questo rapporto e se siamo pronti ad espandere la nostra coscienza.

 

Traduzione a cura di La Luce di Gaia

® riproduzione e diffusione consentita con citazione della fonte.

 

tratto  da: https://wordpress.com/read/post/feed/21578636/892362829

Dio e la coscienza collettiva

…Ogni pensiero uguale ad altro pensiero uguale, è uguale. Ogni pensiero uguale ad altro uguale, espresso con parole da persone diverse, appare diverso. Solo nel silenzio, certe cose sono comunicabili!..
Ciò si verifica, perché il linguaggio base o universale del pensiero, se tradotto in linguaggio parlato, s’impoverisce in base all’inconsapevolezza del soggetto nonché, in base alla povertà della dialettica rispetto al linguaggio telepatico.

DIO

Dio è l’Uno indifferenziato. La sua manifestazione o creazione; è la sua espressione. Ogni forma esistente si manifesta nella propria individualità. L’individualità è pertanto separazione dalla Causa Prima. L’individualità consapevole, mantiene il contatto col Divino. L’individualità inconsapevole, illude il soggetto di essere una creatura a sé stante. Questo concetto, genera il desiderio di affermazione individuale, sino alla necessità illusoria di sopraffazione sulle altre creature, passando anche per la credulità di essere degli eletti agli occhi di Dio. Un tale diceva:

“..nessun uomo può conoscere Dio, più di quanto conosca sé stesso. Nessun uomo può conoscere sé stesso, più di quanto conosca Dio; perché la conoscenza dell’Uno e dell’altro va di pari passo..”
LA COSCIENZA COLLETTIVA
La coscienza collettiva, è l’insieme delle menti che la compongono. Una coscienza collettiva, può essere totale o parziale. Nel caso sia totale, essa è Dio stesso. Nel caso sia parziale, non si tratta della coscienza collettiva (Assoluta) ma, di una ( tra le tante) coscienze collettive. Ogni essere pensante, può far parte di uno specifico gruppo di menti pensanti. La partecipazione ad un gruppo, presuppone il partecipare al retaggio collettivo che, costituisce una vera e propria banca dati. La partecipazione, può avvenire sia in entrata di informazioni, che in uscita. L’aggancio alla banca dati, può essere costante. L’individuo, in ogni istante, è praticamente come collegato in rete. In ogni istante, può beneficiare delle informazioni condivise. L’individuo che vive questa condizione mentale, si presenta al prossimo come una persona particolarmente ispirata, in grado in ogni istante di far propria qualsiasi richiesta altrui e darvi risposta pertinente mediante i dati pervenutogli dalla banca dati. In sostanza funge da mediatore (medium) a vantaggio di colui che non possiede consapevolezza personale della possibilità di collegarsi in rete. Si potrebbe affermare, che il soggetto collegato in rete, sia uno “gnostico”. Lo gnostico, è l’individuo che possiede la conoscenza senza averla appresa dai libri o tramandata oralmente. La sua via è quella interiore di collegamento col Divino. 
CHI PUO’ PARTECIPARVI
Teoricamente tutti, in quanto tutti fanno parte di Dio. Praticamente ed efficacemente, solamente coloro che ne hanno coscienza ma, nessuno totalmente escluso. Ovviamente però, vi è la questione relativa al gruppo di appartenenza per cui, appartenendo ad un gruppo circoscritto, mi escludo dal resto. L’appartenenza ad un gruppo, evidenzia le caratteristiche conoscitive ed esperienziali di quel gruppo. Il codice di accesso o di appartenenza, si evince dallo status di empatia della mente collegata.
CHI NON PUO’ PARTECIPARVI
Nessuno è escluso in assoluto. Appartenendo però ad un gruppo, automaticamente ci si esclude dagli altri. Tutto però dipende, dalla mente dell’entità in questione. Dall’elasticità e dalla consapevolezza di cui dispone. Le menti ignare, non determinate o motivate, soprattutto quelle manipolate, sono da sé stesse escluse dal partecipare a quella coscienza collettiva. Può verificarsi inoltre, che un soggetto pensi di essere collegato alla coscienza collettiva, mentre invece, di quella coscienza contatta unicamente un’entità e, nel caso sia poco evoluta, questa si spacci anche per dio. Il contattare entità negative, può illudere e portare alla manipolazione del soggetto.
L’INCONSCIO COLLETTIVO
La coscienza collettiva, se considerata da una particolare angolazione, diventa l’ambito del personale inconscio, nonché di quello collettivo. Si può pertanto affermare che “Coscienza collettiva” e “Inconscio collettivo” sono la stessa cosa quando, il soggetto in questione, della coscienza collettiva ne è inconscio. L’inconscio collettivo, secondo Jung, rappresenta un contenitore psichico universale, vale a dire quella parte dell’inconscio umano che è comune a quello di tutti gli altri esseri umani. In altri termini si potrebbe dire che l’inconscio collettivo è la struttura della psiche dell’intera umanità, sviluppatasi nel tempo ed è suddivisibile in inferiore, medio e superiore. L’inferiore è legato alle radici arcaiche, al passato dell’umanità; il medio è costituito dai valori socio-culturali in questo attuale momento; il superiore è invece relativo ai valori, alle potenzialità, alle mete future dell’umanità. Che la connessione dell’individuo all’inconscio collettivo sorga per ragioni materiali o mistiche, il termine inconscio collettivo descrive un’importante caratteristica comune osservata nei sogni di differenti individui.

REGISTRI AKASHA

..tratto da: ”Una conoscenza che darà speranza alla tua vita” di Paola Marisol Camurri Vargas.
Akasha, che in sanscrito significa etere o spazio, è il primo dei cinque elementi base dell’intero universo ovvero, il vuoto che permette agli altri di esistere e di manifestarsi. Akasha è l’onnipresente esistenza che pervade tutto. L’akasha diviene il Sole, la Terra, la Luna, le stelle, l’aria, i liquidi ed i solidi; forma il corpo umano e degli animali, le piante, ogni forma che vediamo, tutto ciò che cade sotto i nostri sensi, tutto ciò che esiste. L’akasha non può essere percepito perché va al di là d’ogni ordinaria percezione; si può vedere e toccare soltanto quando si condensa e prende forma..

..Rudolf Steiner affermava che la capacità di percepire quest’altro mondo poteva essere sviluppata, rendendo un individuo capace di scorgere eventi e informazioni in tutto e per tutto concreti come quelli presenti. Affermava: ..l’uomo è in grado di penetrare alle origini eterne delle cose che svaniscono con il tempo. In questo modo, egli amplia la sua facoltà cognitiva se, per quel che riguarda la conoscenza del passato, non si limita alle evidenze esteriori. Può inoltre vedere negli eventi non percepibili ai sensi, quella parte che il tempo non è in grado di distruggere. Passa dalla storia transitoria a quella non transitoria. E’ un fatto che questa storia sia scritta in caratteri diversi rispetto a quella ordinaria. Nella gnosi e nella teosofia viene chiamata la “Cronaca Akashica”…
..Madame Blavatsky diceva: “ L’akasha, Luce Astrale, può definirsi come l’Anima Universale, la Matrice dell’Universo, il Mysterium Magnum dal quale tutto quanto esiste è nato per separazione o differenziazione. E’ la causa dell’esistenza; riempie tutto lo spazio infinito.

REGISTRI AKASHICI

La parola Akasha si utilizza per nominare un piano di coscienza cosmica che funge da archivio, nel quale come si è già detto, si registrano tutte le situazioni, pensieri, emozioni, parole, intenzioni ed azioni di un essere, dalla sua separazione dalla Fonte o Dio, fino al suo ritorno definitivo al punto d’origine; contiene quindi l’intera storia d’ogni anima sin dall’alba della creazione. Quest’archivio ci connette tutti, gli uni agli altri e, contiene ogni simbolo, archetipo o racconto mitologico che esiste e perciò, diviene la fonte maggiore di conoscenza e verità che l’essere umano possa consultare; chiamato anche “Libro della Vita”. E’ in’oltre uno spazio simbolico e para-fisico, sito nell’etere, è una dimensione parallela sempre disponibile. Conoscendo delle vite precedenti, connesse in particolar modo con quella attuale, è possibile comprendere quali sono le lezioni della vita che dobbiamo affrontare per risolvere antiche questioni e, quali potenziali capacità possediamo, utili al futuro.
Al contrario di un semplice magazzino di memoria, quest’Archivio Akashico è interattivo, poiché esercita una grandissima influenza sulla vita di ogni giorno. Ispira i sogni e le invenzioni, provoca l’attrazione o la repulsione tra gli esseri umani, modella e forgia i livelli della consapevolezza umana. Cayce sosteneva che i Resoconti (Akashici) non erano semplicemente una trascrizione del passato ma, includevano il presente e il futuro. Relazionata a questa dichiarazione, la filosofia Karmica, il Piano Superiore (Monadico e Budhico), ed il tribunale Karmico, ci ricordano che una scintilla di luce (l’anima di ogni individuo) si stacca dalla grande Fonte Universale e discende al piano fisico con una missione specifica, sommata a quella di ri-polarizzare gli aspetti negativi della personalità. Se tale missione non raggiunge il compimento in una sola vita, dovrà completarla in un’altra. Tutti questi vai e vieni dalle diverse vite, rimangono registrati nei Registri ma, per una questione di autoconservazione, l’essere ne cancella la memoria al momento di incarnarsi, per non subire il condizionamento da ricordi anche traumatici..
.. Ogni anima, al separarsi dalla fonte ed al suo ingresso nel piano fisico, emette un suono o tonalità propria. Questo suono, ha risonanza con il nome e il cognome scelti per la presente incarnazione e, riserva l’informazione almica (dell’anima) individuale. Per raggiungerla, gli spiriti che reggono il Piano Akashico, ci forniscono di una chiave simbolica sotto forma di Preghiera Sacra. Non tutti accedono allo stesso livello in questo piano e l’approfondimento, dipende dalla capacità del lettore, dall’attitudine di colui che chiede la consulenza e, da quello che l’Intelligenza Suprema considera che deve essere evocato in quel preciso momento per il maggior bene della persona interessata. Ogni lettura è individuale e privata; s’inizia con la Preghiera Sacra, aprendo il canale per raggiungere la coscienza della Guida Spirituale, così, la persona può incominciare a fare le domande che ha in mente. Le risposte arrivano ai Chakra Coronario e Cardiaco del lettore in diversi modi: visualmente (colori, parole, fatti), in modo auditivo e, attraverso i sentimenti e le sensazioni corporali, in accordo alla domanda fatta. L’informazione è tanto profonda, che a volte il lettore non comprende il senso della stessa. Quando ciò si verifica, deve comunicarla nello stesso modo in cui gli è arrivata, perché sicuramente quello che non ha senso per lui, l’avrà per la persona al quale deve arrivare l’informazione.
SINCRONICITA’
A chi non è mai capitato nella vita, di assistere al verificarsi di eventi non previsti, non statisticamente possibili ma che hanno un grande valore d’indirizzo per la persona in questione?.. avviene certe volte, come se una mano invisibile orchestrasse gli eventi, generando una combinazione che viene detta “Sincronicità “. Generalmente l’individuo vive questa sincronicità, come il risultato della casualità, della volontà Divina, dell’imperscrutabilità delle vie del destino ecc.. ma, non la vive consapevolmente come il risultato di quanto da lui seminato in precedenza. Se così fosse, immediatamente l’individuo si porrebbe l’obiettivo di esprimere consapevolmente quegli elementi che, per conseguenza, porterebbero mediante la sincronicità, al risultato voluto. Ciò che pertanto occorre all’individuo, è la consapevolezza che il destino può essere indirizzato quando, se ne conosce la chiave. Quando la partecipazione alla coscienza collettiva diventa consapevole.
Tratto da Presenze-Aliene

Butta giù la maschera, il tuo volto è glorioso!

Butta giù la maschera il tuo volto è glorioso. – Rumi

Nella nostra vita quotidiana tendiamo a nascondere il nostro vero volto dietro una serie di maschere. Ne indossiamo una ogni volta che non siamo soli. Quando c’è qualcun altro con noi, una delle maschere si fissa automaticamente sul nostro volto, confacendosi alla situazione ed all’altra persona.

Queste maschere sono una nostra stessa creazione inconscia, prodotte sotto l’influenza dei nostri genitori ed insegnanti, nel corso della vita. Da bambini abbiamo fatto grandi sforzi per adeguarci alle innumerevoli aspettative della società, che ci pervenivano attraverso la famiglia e gli insegnanti.

Forse la prima di queste maschere è quella del “bravo bambino”, quella che ci ha condizionato ad usare il modello comportamentale del bambino buono. Poi crescendo, il numero di maschere è cresciuto costantemente. 

Nella nostra vita ci serviamo di una vasta gamma di maschere, una per ogni situazione e persona differente. Tendiamo a comportarci in modo diverso con il nostro capo, coi nostri sottoposti, con i nostri figli, con il partner, con gli amici e con i nemici.

La nostra identità è quindi composta dalla collezione di maschere che esibiamo al mondo esterno e spesso non ne siamo consapevoli. Queste maschere ci sono state imposte dalla società e dopo un po’ iniziamo ad identificarci con esse, fino alla totale identificazione.

Ma chi c’è dietro le maschere?

Dietro le maschere c’è il nostro vero Sé, lo spazio di pura Coscienza, mentre i concetti, le emozioni e le idee con cui erroneamente ci identifichiamo, sono dentro di noi.

E’ possibile sperimentare direttamente questo miracolo, questo spazio di pura Coscienza. E’ una nuova dimensione che,  prima di approdare a questa consapevolezza, sfugge alla nostra attenzione.  La verità è che essa è l’unica dimensione esistente, nella quale sono proiettati le forme e gli aspetti del mondo esterno; in essa sperimentiamo le nostre sensazioni fisiche, le emozioni e i pensieri, che sono semplici fenomeni di questa dimensione.

Così scopriamo da soli una nuova dimensione e questa, questo miracolo, è un antico, indescrivibile ma rilevante spazio vuoto, vivente ed infinito, in cui le sensazioni corporee, le emozioni, le idee e le forme fisiche emergono e svaniscono, come onde sull’oceano. Sappiamo che questo Miracolo esiste; Esso è la Vita Una esistente. 

Esiste in quanto spazio vuoto vivente, una Coscienza autocosciente, omnicomprensiva. Nulla è al di fuori di essa, tutto ciò che esiste è nato dentro di essa, entro il suo spazio, come sua manifestazione. Questo stato è caratterizzato da calma, profondo silenzio, pace ed eterno amore.

Sperimentiamo che questo Miracolo, questo misterioso “qualcosa” è oltre il tempo, non ha inizio nè fine, non è mai nato e mai morirà. Se non appaiono forme o aspetti al suo interno, allora esso non è autocosciente, ma esiste solo “passivamente”, dormendo senza sognare. Ma quando forme e aspetti sono creati, e si riconosce come creatore delle forme, Esso si risveglia alla sua stessa esistenza.

Se una persona sperimenta il proprio Sè più consapevole emergente al momento presente, non come ruolo presunto, ma riuscendo ad abbandonarsi pienamente al Miracolo che gli si rivela nel “QUI ed ORA”, in questo spazio nella Coscienza, allora tale persona vivrà in quello spazio ed in misura sempre più espansa.

Se la pietra angolare della nostra vita è il Presente, imparando a risiedere nel “Qui ed Ora”, la nostra attenzione si sposterà gradualmente dal vortice di forme e aspetti, per scoprire il Miracolo della Coscienza. Trovando la sorgente della nostra esistenza in questo Miracolo e non più nella realtà della forma. 

Tratto dal libro di Frank M. Wanderer:  The Chant of the Heart: Enjoy the Nectar of Being

Traduzione a cura di LaLuceDiGaia

®Riproduzione consentita con citazione della fonte.

L’importanza del dare

Se avete qualcosa da dare, datela! Datela via!

Tutto ciò che teniamo per noi stessi presto o tardi cristallizza, incancrenisce e muore.

Un fiore che sboccia si offre alla vita e dà il suo colore, il suo profumo e la sua bellezza in omaggio alla vita, a qualcuno che lo raccoglierà o semplicemente godrà del suo odore e della sua vista.

Essere sul Sentiero significa riconoscere gli aspetti celati a noi stessi, lasciare che vengano allo scoperto, osservarli e farne un’opera prima.

Quando dico questo mi riferisco sia alle qualità distorte, che vanno purificate nel crogiuolo della coscienza e trasformate da piombo in oro, sia a quelle già luminose, esistenti, ma ignote a noi stessi fino a prima di entrare in contatto con la nostra essenza e “fare la nostra conoscenza”.

Parlo dei nostri talenti, di cosa scopriamo di poter fare delle nostre rinnovate capacità, dell’entusiasmo che cresce dentro di noi mano a mano che comprendiamo la vita e impariamo a fluire con essa, perchè la Vita Una è gioia, condivisione ed espansione.

In questo cammino ho potuto toccare varie “tappe”. All’inizio la personalità bussava continuamente alla ricerca di nuove persone da convincere alla causa, di nuove frontiere da conquistare, affinchè quelle parti di me che fremevano di autocompiacimento ed autocelebrazione potessero dimostrare quanto fosse indispensabile e necessario intraprendere un percorso di autoconoscenza.

Poi ho capito a mie spese che non è possibile convincere gli altri, perché in realtà “nessuno può aiutare nessuno”, poiché la vita è perfetta e ognuno arriva alla conquista di Sé con le proprie forze e quando può.

La rinuncia a voler reclutare nuove anime a tutti i costi mi ha messo nella VERA condizione di non avere aspettative per i frutti dell’azione, ed allora, ma solo allora, nuove anime sono arrivate a nutrire le schiere degli uomini di buona volontà, tanto necessari in questo particolare momento per l’evoluzione di questo meraviglioso e prezioso pianeta.

Il passo successivo alla rinuncia è DARE.

Darsi veramente, senza sentire dentro quella vocina mefistofelica che dice: “fai così e cosà, porta avanti questo progetto, così poi ottieni questo e quest’altro e poi arriveranno altri e diventi un punto di riferimento e magari guadagni” …e via di seguito con certi subdoli rigurgiti di coscienza non esattamente cristallini, che vorrebbero far passare Uncle Scrooge per Madre Teresa di Calcutta.

Il Dare di cui parlo è qualcosa che si conquista lasciando davvero che la Vita faccia il lavoro per te.

La vita ci mette tanti di quei segnali lungo il cammino che noi dobbiamo solo imparare a riconoscerli e seguirli.

Dare significa aprirsi a chi è responsivo al tuo segnale.

Dare significa fare un passo verso l’altro e, se l’altro ti apre le braccia, tu lo accogli e lo nutri, lo vesti, lo sostieni e se cade lo rialzi.

Dare significa comprendere che chi non è pronto a ricevere va rispettato, ma non inseguito.Tornerà se e quando sarà pronto a raccogliere.

Dare significa tendere una mano a chi si è perso e, nell’annebbiamento delle proprie paure e delle proprie fragilità, ha bisogno di un tuo cenno per comprendere che sei lì anche per lui; e si potrà camminare fianco a fianco, senza temersi l’un l’altro, sotto gli auspici di ogni migliore realizzazione.

Dare significa aprirsi alla più vasta fonte di consapevolezza che la Vita ci offre quando scegliamo di stare insieme e fare insieme, rinunciando a seguire quella voce che vuol far credere che da soli si possa far meglio e che non ci sia bisogno di nessuno.

Ognuno di noi è sacro e prezioso e partecipa indiscutibilmente a colorare la tela di questo meraviglioso dipinto che si chiama esistenza, che vi ricordo è UNA.

Non recriminate per ciò che non riuscite a ottenere, sorridete e Date con fiducia; condividete sempre, soprattutto con  coloro che sentite simili a voi, ed osservatevi  costantemente ed impietosamente affinché PENSIERO-PAROLA-AZIONE siano quel flusso coerente d’energia che produce espansione, crescita, in ultima analisi VITA!

 

Testo a cura di La Luce di Gaia

®Riproduzione consentita con citazione della fonte.

 

L’illusione della storia personale

L’ILLUSIONE DELLA STORIA PERSONALE
Tutti hanno la loro storia personale. I nostri genitori hanno iniziato a tesserla; all’inizio ci hanno detto chi eravamo, ci hanno trasmesso le regole per vivere in una comunità, insieme alle altre persone, in uno specifico contesto sociale.
Così è nato il piccolo ego ed abbiamo iniziato ad ascoltare la sua voce che ci raccontava la nostra storia personale. La voce interiore ci ha raccontato una storia su chi noi fossimo ed in che direzione stesse andando la nostra vita.
Abbiamo trovato la storia talmente convincente che non ci è mai capitato di metterla in discussione. Ma questa storia è proprio vera o è solo l’ego che farfuglia, allontanandoci dalla verità e intrappolandoci nella disperata ragnatela dei pensieri?

Anatomia della storia personale
Ogni momento di risveglio della nostra vita corrisponde ad una storia personale che ha il nostro Sè come punto centrale della questione. La nostra vita può essere interpretata solo entro la cornice di quella storia. Ciò accade perché ci identifichiamo così fortemente con la voce dell’ego, il narratore della storia, che la storia personale diventa il fondamento della nostra vita intera.
Uno sguardo più ravvicinato a quella storia personale, tuttavia, rivela che la nostra storia interiore consiste di un tessuto di esperienze e pensieri. Pensieri che spiegano le nostre esperienze, pensieri a cui crediamo e in cui ci identifichiamo, pensieri che in tal modo forniscono i fondamenti della nostra auto-determinazione.
La nostra storia personale ci mantiene sotto il suo incantesimo, in uno stato ipnotico, in cui tutte le nostre attenzioni sono dedicate alla voce interiore ed alla storia che lei ci racconta. In questo modo noi abbandoniamo la nostra vigilanza, il mondo ci passa accanto, perché ci concentriamo solo sugli elementi di realtà che sembrano confermare la nostra storia personale. Cosicché perdiamo l’appiglio sulle dimensioni più profonde della vita. Queste sono presenti sempre, ma perdiamo il contatto con esse a causa dell’assenza di vigilanza.

Al di là della storia personale.
La questione emerge quando ci chiediamo se siamo veramente identici alla nostra storia personale, o forse siamo più di quello? Tutti hanno un vago sospetto che la nostra storia personale non rifletta la realtà, di fatto noi siamo qualcosa di più profondo.
Quando sembra che tutto vada bene, raggiungiamo gli obiettivi, siamo contenti, il vago sospetto svanisce del tutto e la nostra identificazione con la storia personale si rafforza. Ci sono, tuttavia, momenti nella vita in cui niente ci sembra andare per il verso giusto, così siamo infelici e soffriamo. Il sospetto allora si ripresenta e tendiamo a credere di essere qualcosa di più che il grumo di pensieri che forma la nostra storia personale. Realizziamo di essere più che semplici pensieri.
Fino a che insistiamo sulla nostra storia personale e non su quella parte che ce la racconta, la dimensione più profonda della nostra esistenza ci rimane inaccessibile. Non perché tali dimensioni non siano presenti nella nostra vita (e non producano effetti… anzi!!! ndt), ma perché muoversi nella rete della nostra storia personale storia assorbe tutta la nostra attenzione.

Risvegliarsi dalla storia personale.
Se diventiamo coscienti e consapevoli della storia personale che ci stiamo raccontando, abbiamo una possibilità di risvegliarci dall’incanto ipnotico che la storia personale esercita su di noi.
Per diventare coscienti e consapevoli dobbiamo chiederci: ”chi sta parlando nella mia testa? Chi è la voce interiore che mi racconta questa storia personale?” L’unica possibile risposta onesta a questa domanda è ”non ne ho idea!”. Una risposta diversa è radicata alla storia personale e, come tale, va respinta.
La risposta onesta può certamente essere un trauma, completamente destabilizzante rispetto alla vita che abbiamo fatto fino a quel momento. Più ci identifichiamo con la storia personale, più grande sarà la nostra confusione. Non crediamo più a ciò che avevamo sempre considerato fermamente essere la nostra storia. Questa esperienza può, tuttavia, portarci al punto di dubitare della verità che abbiamo creduto in relazione a noi stessi.
Questo è il primo segnale del risveglio dall’ipnosi. Adesso la nostra attenzione non è più pienamente affidata alla nostra storia personale né alla parte che ci racconta la storia. Possiamo così diventare sensibili alle dimensioni più profonde della nostra vita.

Noi siamo la totalità dell’esistenza.
La porta d’accesso alle dimensioni più profonde della vita è la Vigilanza, che è il risultato del rilascio dell’attenzione dallo stato ipnotico di ascolto della nostra storia personale. Il nuovo stato di vigilanza ci consente di conoscere noi stessi senza identificarci con i nostri pensieri ed emozioni.
Ciò che sperimentiamo in questo nuovo stato, oltre ai nostri pensieri ed emozioni, è la completezza dell’esistenza. In questo stato tutte le frammentazioni spariscono dalla nostra vita, riconosciamo la vastità del nostro spazio interiore nella nostra esistenza, la nostra felicità e pace entrostante. Ci sentiamo a casa nel nostro corpo e realizziamo che la nostra coscienza vigile è libera da ogni pensiero ed emozione.
Quindi possiamo decidere se continuare a dare ascolto alla nostra storia personale o procedere verso il quieto fondamento della nostra esistenza.

Traduzione a cura di LaLucediGaia

brano estratto dal libro: Frank M. Wanderer: The Revolution of Consciousness: Deconditioning the Programmed Mind