Cos’è la sofferenza?

Tempo fa un mio caro amico mi chiede a bruciapelo: “secondo te, cos’è la sofferenza?”

Di primo acchito resto perplessa e penso “ma che è,  un gioco a quiz?”, poi riflettendoci un po’ su riesco ad affermare che la sofferenza è una condizione necessaria allo sviluppo ed alla crescita dell’essere umano, senza la quale egli non apprenderebbe le lezioni necessarie alla sua evoluzione.

Successivamente, ad una più profonda e attenta riflessione ho affinato il concetto nel modo seguente: “Sofferenza e dolore sono condizioni essenziali e distintive della vita umana sul piano della materia densa, poiché recano il principio fondamentale di sperimentazione, necessario all’essere umano per conseguire espansioni di coscienza sempre più ampie, col fine – più o meno consapevole – di ricongiungersi alla Sorgente che lo ha emanato, vale a dire ciò che il Maestro Gesù chiama La Casa del Padre”.

Certo, detto così, come già rinfacciatomi da qualcuno, sembra un postulato emesso con tono da ex-catedra, ma al ricercatore serio e attento non suonerà saccente o strano, né  dissimile dagli innumerevoli riferimenti al riguardo resi da altri esoteristi venuti molto prima di me.

A nessuno piace soffrire, è indubbio, e nessuno vorrebbe mai affrontare a cuor leggero un periodo difficile solo perché “fa bene alla coscienza”; tuttavia, se dopo il momento di dolore, per quanto lungo ed intenso possa essere, piuttosto che recriminare e colpevolizzare situazioni e persone al di fuori di noi, ci si interrogasse sul perché quella data cosa sia capitata e sul cos’è che tale esperienza ci vuol mostrare di noi stessi,  magari… forse… comincerebbero ad aprirsi degli spiragli di luce e qualche velo inizierebbe a cadere.

Ovviamente, siamo abituati a funzionare utilizzando la via di minor resistenza che è quella della deresponsabilizzazione, dove il “male” è percepito come esterno a noi e  codificato quindi come sorte avversa. In effetti questo atteggiamento non fa che perpetuare la condizione di sofferenza, poiché tutto va esattamente come ci meritiamo che vada, nel bene e nel male, cioè nel modo migliore per ciascuno di noi rispetto a ciò che ci è necessario comprendere.

Il meccanismo nascosto della sofferenza e del dolore risiede dentro ognuno di noi, come male da noi agito a suo tempo, in altre epoche, dentro altri abiti, che oggi ci viene restituito e mostrato attraverso l’esperienza che crediamo di subire ingiustamente.  Quindi è mera illusione sperare che le cose cambino da sé come per magia. La vera magia sta nel coraggio e nell’onestà di voler affrontare i propri limiti, le proprie debolezze, i propri conflitti; guardandoli in faccia, riconoscendoli come parte di noi stessi ed accettandoli, per poi trasformarli in qualcosa di buono. Questa è magia. Ed è in ognuno di noi.

Testo originale a cura di La Luce di Gaia

® riproduzione e diffusione consentita con citazione della fonte.

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