Dio e la coscienza collettiva

…Ogni pensiero uguale ad altro pensiero uguale, è uguale. Ogni pensiero uguale ad altro uguale, espresso con parole da persone diverse, appare diverso. Solo nel silenzio, certe cose sono comunicabili!..
Ciò si verifica, perché il linguaggio base o universale del pensiero, se tradotto in linguaggio parlato, s’impoverisce in base all’inconsapevolezza del soggetto nonché, in base alla povertà della dialettica rispetto al linguaggio telepatico.

DIO

Dio è l’Uno indifferenziato. La sua manifestazione o creazione; è la sua espressione. Ogni forma esistente si manifesta nella propria individualità. L’individualità è pertanto separazione dalla Causa Prima. L’individualità consapevole, mantiene il contatto col Divino. L’individualità inconsapevole, illude il soggetto di essere una creatura a sé stante. Questo concetto, genera il desiderio di affermazione individuale, sino alla necessità illusoria di sopraffazione sulle altre creature, passando anche per la credulità di essere degli eletti agli occhi di Dio. Un tale diceva:

“..nessun uomo può conoscere Dio, più di quanto conosca sé stesso. Nessun uomo può conoscere sé stesso, più di quanto conosca Dio; perché la conoscenza dell’Uno e dell’altro va di pari passo..”
LA COSCIENZA COLLETTIVA
La coscienza collettiva, è l’insieme delle menti che la compongono. Una coscienza collettiva, può essere totale o parziale. Nel caso sia totale, essa è Dio stesso. Nel caso sia parziale, non si tratta della coscienza collettiva (Assoluta) ma, di una ( tra le tante) coscienze collettive. Ogni essere pensante, può far parte di uno specifico gruppo di menti pensanti. La partecipazione ad un gruppo, presuppone il partecipare al retaggio collettivo che, costituisce una vera e propria banca dati. La partecipazione, può avvenire sia in entrata di informazioni, che in uscita. L’aggancio alla banca dati, può essere costante. L’individuo, in ogni istante, è praticamente come collegato in rete. In ogni istante, può beneficiare delle informazioni condivise. L’individuo che vive questa condizione mentale, si presenta al prossimo come una persona particolarmente ispirata, in grado in ogni istante di far propria qualsiasi richiesta altrui e darvi risposta pertinente mediante i dati pervenutogli dalla banca dati. In sostanza funge da mediatore (medium) a vantaggio di colui che non possiede consapevolezza personale della possibilità di collegarsi in rete. Si potrebbe affermare, che il soggetto collegato in rete, sia uno “gnostico”. Lo gnostico, è l’individuo che possiede la conoscenza senza averla appresa dai libri o tramandata oralmente. La sua via è quella interiore di collegamento col Divino. 
CHI PUO’ PARTECIPARVI
Teoricamente tutti, in quanto tutti fanno parte di Dio. Praticamente ed efficacemente, solamente coloro che ne hanno coscienza ma, nessuno totalmente escluso. Ovviamente però, vi è la questione relativa al gruppo di appartenenza per cui, appartenendo ad un gruppo circoscritto, mi escludo dal resto. L’appartenenza ad un gruppo, evidenzia le caratteristiche conoscitive ed esperienziali di quel gruppo. Il codice di accesso o di appartenenza, si evince dallo status di empatia della mente collegata.
CHI NON PUO’ PARTECIPARVI
Nessuno è escluso in assoluto. Appartenendo però ad un gruppo, automaticamente ci si esclude dagli altri. Tutto però dipende, dalla mente dell’entità in questione. Dall’elasticità e dalla consapevolezza di cui dispone. Le menti ignare, non determinate o motivate, soprattutto quelle manipolate, sono da sé stesse escluse dal partecipare a quella coscienza collettiva. Può verificarsi inoltre, che un soggetto pensi di essere collegato alla coscienza collettiva, mentre invece, di quella coscienza contatta unicamente un’entità e, nel caso sia poco evoluta, questa si spacci anche per dio. Il contattare entità negative, può illudere e portare alla manipolazione del soggetto.
L’INCONSCIO COLLETTIVO
La coscienza collettiva, se considerata da una particolare angolazione, diventa l’ambito del personale inconscio, nonché di quello collettivo. Si può pertanto affermare che “Coscienza collettiva” e “Inconscio collettivo” sono la stessa cosa quando, il soggetto in questione, della coscienza collettiva ne è inconscio. L’inconscio collettivo, secondo Jung, rappresenta un contenitore psichico universale, vale a dire quella parte dell’inconscio umano che è comune a quello di tutti gli altri esseri umani. In altri termini si potrebbe dire che l’inconscio collettivo è la struttura della psiche dell’intera umanità, sviluppatasi nel tempo ed è suddivisibile in inferiore, medio e superiore. L’inferiore è legato alle radici arcaiche, al passato dell’umanità; il medio è costituito dai valori socio-culturali in questo attuale momento; il superiore è invece relativo ai valori, alle potenzialità, alle mete future dell’umanità. Che la connessione dell’individuo all’inconscio collettivo sorga per ragioni materiali o mistiche, il termine inconscio collettivo descrive un’importante caratteristica comune osservata nei sogni di differenti individui.

REGISTRI AKASHA

..tratto da: ”Una conoscenza che darà speranza alla tua vita” di Paola Marisol Camurri Vargas.
Akasha, che in sanscrito significa etere o spazio, è il primo dei cinque elementi base dell’intero universo ovvero, il vuoto che permette agli altri di esistere e di manifestarsi. Akasha è l’onnipresente esistenza che pervade tutto. L’akasha diviene il Sole, la Terra, la Luna, le stelle, l’aria, i liquidi ed i solidi; forma il corpo umano e degli animali, le piante, ogni forma che vediamo, tutto ciò che cade sotto i nostri sensi, tutto ciò che esiste. L’akasha non può essere percepito perché va al di là d’ogni ordinaria percezione; si può vedere e toccare soltanto quando si condensa e prende forma..

..Rudolf Steiner affermava che la capacità di percepire quest’altro mondo poteva essere sviluppata, rendendo un individuo capace di scorgere eventi e informazioni in tutto e per tutto concreti come quelli presenti. Affermava: ..l’uomo è in grado di penetrare alle origini eterne delle cose che svaniscono con il tempo. In questo modo, egli amplia la sua facoltà cognitiva se, per quel che riguarda la conoscenza del passato, non si limita alle evidenze esteriori. Può inoltre vedere negli eventi non percepibili ai sensi, quella parte che il tempo non è in grado di distruggere. Passa dalla storia transitoria a quella non transitoria. E’ un fatto che questa storia sia scritta in caratteri diversi rispetto a quella ordinaria. Nella gnosi e nella teosofia viene chiamata la “Cronaca Akashica”…
..Madame Blavatsky diceva: “ L’akasha, Luce Astrale, può definirsi come l’Anima Universale, la Matrice dell’Universo, il Mysterium Magnum dal quale tutto quanto esiste è nato per separazione o differenziazione. E’ la causa dell’esistenza; riempie tutto lo spazio infinito.

REGISTRI AKASHICI

La parola Akasha si utilizza per nominare un piano di coscienza cosmica che funge da archivio, nel quale come si è già detto, si registrano tutte le situazioni, pensieri, emozioni, parole, intenzioni ed azioni di un essere, dalla sua separazione dalla Fonte o Dio, fino al suo ritorno definitivo al punto d’origine; contiene quindi l’intera storia d’ogni anima sin dall’alba della creazione. Quest’archivio ci connette tutti, gli uni agli altri e, contiene ogni simbolo, archetipo o racconto mitologico che esiste e perciò, diviene la fonte maggiore di conoscenza e verità che l’essere umano possa consultare; chiamato anche “Libro della Vita”. E’ in’oltre uno spazio simbolico e para-fisico, sito nell’etere, è una dimensione parallela sempre disponibile. Conoscendo delle vite precedenti, connesse in particolar modo con quella attuale, è possibile comprendere quali sono le lezioni della vita che dobbiamo affrontare per risolvere antiche questioni e, quali potenziali capacità possediamo, utili al futuro.
Al contrario di un semplice magazzino di memoria, quest’Archivio Akashico è interattivo, poiché esercita una grandissima influenza sulla vita di ogni giorno. Ispira i sogni e le invenzioni, provoca l’attrazione o la repulsione tra gli esseri umani, modella e forgia i livelli della consapevolezza umana. Cayce sosteneva che i Resoconti (Akashici) non erano semplicemente una trascrizione del passato ma, includevano il presente e il futuro. Relazionata a questa dichiarazione, la filosofia Karmica, il Piano Superiore (Monadico e Budhico), ed il tribunale Karmico, ci ricordano che una scintilla di luce (l’anima di ogni individuo) si stacca dalla grande Fonte Universale e discende al piano fisico con una missione specifica, sommata a quella di ri-polarizzare gli aspetti negativi della personalità. Se tale missione non raggiunge il compimento in una sola vita, dovrà completarla in un’altra. Tutti questi vai e vieni dalle diverse vite, rimangono registrati nei Registri ma, per una questione di autoconservazione, l’essere ne cancella la memoria al momento di incarnarsi, per non subire il condizionamento da ricordi anche traumatici..
.. Ogni anima, al separarsi dalla fonte ed al suo ingresso nel piano fisico, emette un suono o tonalità propria. Questo suono, ha risonanza con il nome e il cognome scelti per la presente incarnazione e, riserva l’informazione almica (dell’anima) individuale. Per raggiungerla, gli spiriti che reggono il Piano Akashico, ci forniscono di una chiave simbolica sotto forma di Preghiera Sacra. Non tutti accedono allo stesso livello in questo piano e l’approfondimento, dipende dalla capacità del lettore, dall’attitudine di colui che chiede la consulenza e, da quello che l’Intelligenza Suprema considera che deve essere evocato in quel preciso momento per il maggior bene della persona interessata. Ogni lettura è individuale e privata; s’inizia con la Preghiera Sacra, aprendo il canale per raggiungere la coscienza della Guida Spirituale, così, la persona può incominciare a fare le domande che ha in mente. Le risposte arrivano ai Chakra Coronario e Cardiaco del lettore in diversi modi: visualmente (colori, parole, fatti), in modo auditivo e, attraverso i sentimenti e le sensazioni corporali, in accordo alla domanda fatta. L’informazione è tanto profonda, che a volte il lettore non comprende il senso della stessa. Quando ciò si verifica, deve comunicarla nello stesso modo in cui gli è arrivata, perché sicuramente quello che non ha senso per lui, l’avrà per la persona al quale deve arrivare l’informazione.
SINCRONICITA’
A chi non è mai capitato nella vita, di assistere al verificarsi di eventi non previsti, non statisticamente possibili ma che hanno un grande valore d’indirizzo per la persona in questione?.. avviene certe volte, come se una mano invisibile orchestrasse gli eventi, generando una combinazione che viene detta “Sincronicità “. Generalmente l’individuo vive questa sincronicità, come il risultato della casualità, della volontà Divina, dell’imperscrutabilità delle vie del destino ecc.. ma, non la vive consapevolmente come il risultato di quanto da lui seminato in precedenza. Se così fosse, immediatamente l’individuo si porrebbe l’obiettivo di esprimere consapevolmente quegli elementi che, per conseguenza, porterebbero mediante la sincronicità, al risultato voluto. Ciò che pertanto occorre all’individuo, è la consapevolezza che il destino può essere indirizzato quando, se ne conosce la chiave. Quando la partecipazione alla coscienza collettiva diventa consapevole.
Tratto da Presenze-Aliene

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