Come uscire dalla Matrix in 6 passi?

La realtà virtuale presentata nel film Matrix è generata da un computer e la gente vive in questa realtà creata artificialmente. 
Se osservate con costanza ed attenzione la vostra realtà quotidiana, farete una scoperta sconcertante, perché inizierete a trovare molte, troppe, similitudini con quanto mostrato nel film. 

La nostra realtà virtuale non sarà generata da un computer, ma dalla nostra mente e dal flusso costante di emozioni e pensieri. Viviamo prigionieri di questa matrix fatta di emozioni e pensieri. 

Vediamo quali sono le caratteristiche della matrix e cosa dobbiamo fare per venirne fuori. 

  1. Primo passo. Il mondo del cambiamento perpetuo

Noi inseguiamo i nostri desideri e sogni irrealizzati. Siamo attratti da denaro, potere, prestigio, salute, felicità. 

Spronati dalle nostre ambizioni, perseguiamo vari obiettivi per tutta la durata delle nostre vite. Aspiriamo a qualcosa per tutto il tempo, vogliamo continuamente raggiungere questo qualcosa. Tale inquieta corsa è sospinta continuamente dalla paura di non essere ancora ciò che vogliamo essere. Non siamo mai soddisfatti, vogliamo sempre qualcos’altro: essere migliori, più belli, più ricchi di ciò che siamo al momento presente. 

In questo modo perseguiamo obiettivi fino alla morte, momento in cui realizziamo quanto fosse insensato tutto ciò. Ma perché sono insensati questi obiettivi? ci verrebbe subito da protestare. Protestiamo a causa della varia natura di forme e aspetti, poiché nel mondo delle forme ognuna di esse è soggetta a costante cambiamento, nascita e morte. Qualsiasi cosa attiriamo a noi, siamo destinati a perderla; ognuno lascia questo mondo a mani vuote e tutti coloro che perseguono obiettivi, vivono nell’incantesimo di passato e futuro.  

2. Secondo passo. La ricerca spirituale

Tuttavia, noi aspiriamo alla sicurezza della permanenza nella nostra vita. Vorremmo trovare ciò che sta al di là del mondo dei continui mutamenti. Così diventiamo ricercatori spirituali. 

All’inizio cerchiamo l’illuminazione, l’Auto-riconoscimento nel mondo di forma e aspetto (cioè esterno a noi), nella speranza di raggiungere in tal modo lo stato di felicità permanente. Senza saperlo (e spesso predicando la non adesione a dogmi o dottrine) in realtà vogliamo trovare un dogma, un Maestro illuminato, un’esperienza spirituale elevante, che faccia espandere la nostra coscienza. Se questo non lo troviamo sulla terra, allora lo cercheremo in un altro mondo, nel paradiso di qualche religione. 

Usiamo la mente come mezzo di ricerca spirituale. Attraverso la mente l’Ego pretende di capire cosa risieda al di là della mente. La mente, in tal modo, costruisce l’immagine mentale dell’illuminazione, della ricerca spirituale, della felicità e così via.

Le immagini mentali nascono attraverso il processo di comprensione tipico della mente. Affinché possiamo capire ci sono necessarie informazioni che accumuliamo continuamente come una formica operaia. Libri su religione e spiritualità, letture varie, partecipazione e ascolto di conferenze; tentiamo con ogni mezzo di filmare nella mente dati, idee, opinioni ed esperienze che riteniamo ci siano necessarie. Presumiamo che raccogliendo un sufficiente quantitativo di esperienze sul piano intellettuale, ad un certo punto raggiungeremo il risultato di accrescere il nostro grado di spiritualità. 

Queste immagini mentali ci motivano a fare sempre maggiori sforzi per rafforzare ulteriormente le stesse immagini mentali sul piano della vita quotidiana. Il conseguimento di obiettivi spirituali, in ogni caso, ci concede solo una soddisfazione momentanea, e così dopo aver raggiunto uno specifico obiettivo, l’inquietudine ritorna, spingendoci con urgenza a lavorare verso nuovi obiettivi. La mente produce nuove immagini mentali e la ricerca riprende di nuovo. 

3. Terzo Passo. L’arresto

Così continuiamo a cercare, finché alla fine ci stanchiamo di questo processo e ne riconosciamo la sua vera natura. Ci fermiamo e abbandoniamo la ricerca spirituale. Riconosciamo che tutti gli obiettivi che avevamo inseguito tanto a lungo al di fuori di noi, possiamo realizzarli solamente dentro noi stessi. 

Ci fermeremo quando riconosceremo le attività della mente e rifiuteremo di seguirle ancora. Rendiamoci conto che non possiamo andare oltre la mente con l’aiuto della mente. Sperimenteremo che arrestarsi è quel momento di inattività della mente in cui troviamo il silenzio tra i pensieri. Ciò ci farà sperimentare la Coscienza senza forma e riconosceremo che siamo di fatto Presenza senza pensiero. In tal modo potremo lasciarci alle spalle il ricercatore spirituale, con la sua conoscenza accumulata e la sua arrogante esperienza spirituale. 

  1. Quarto Passo. Il viaggio interiore

Questo è l’inizio di un viaggio interiore che ci conduce fuori dalla matrix, oltre la mente. Una volta che abbiamo iniziato il nostro viaggio, ci lasciamo il mondo alle spalle e abbandoniamo tutto ciò che ha intralciato il nostro progresso. Lasciamo andare le cose non importanti per concentrare la nostra attenzione solo su ciò che ha realmente importanza. Ciò è possibile grazie a una maggiore pulizia mentale.  

Quando iniziamo a fare questa pulizia con onestà, presto incontriamo la vasta moltitudine dei nostri pensieri, opinioni, idee …e le emozioni agganciate ad ognuno di questi. Dopo un certo periodo, realizziamo la necessità di abbandonare tutto ciò che è privo di importanza e banale, in quanto riconosciuto falso alla luce del nostro viaggio interiore. Così ad un certo punto ci ritroviamo soli e realizziamo che non abbiamo ancora finito. Dobbiamo ancora toglierci di dosso l’ombra di ciò che avevamo creduto di essere. 

5. Quinto Passo. Il risveglio: andare a casa

Il risveglio è la conquista di una nuova consapevolezza della Coscienza alla sua vera esistenza, attraverso la forma e l’aspetto con cui ci eravamo inizialmente identificati. Dopo la grande pulizia non resta che spazio vuoto. 

Ma se si esamina quello spazio più da vicino, troviamo che è uno spazio pieno di Coscienza, che è pace interiore, quiete e tranquillità. Così realizziamo di essere a casa. Qualunque cosa accada in quello spazio interiore, dobbiamo farne esperienza. Dobbiamo sperimentare tutto ciò che la vita ha da offrirci, lì ed in quel preciso momento. Il momento seguente non si porterà addosso il fardello dell’esperienza precedente. 

La domanda che sorge quindi è: ci siamo liberati dalla matrix? Vivere l’esperienza del vuoto è perfezione, ma dobbiamo ancora fare l’ultimo passo per essere completamente liberi. 

6. Sesto Passo. Ritornare

Questo passo ci porterà al punto da cui il nostro intero viaggio era iniziato. Torniamo alla Matrix, al mondo della vita quotidiana. Tuttavia, torniamo in uno stato differente da quello iniziale, poiché abbiamo subito cambiamenti considerevoli durante il nostro viaggio. La mente, l’ego con essa, e l’egoismo sono spariti da noi. Il vuoto, ricco di vita pulsante, e la Coscienza risvegliata alla sua stessa esistenza, continuano ad essere con noi.  

Da qui in avanti il mondo sarà totalmente differente per noi. Non ci sentiremo più in urgenza di scappare via da esso, non ci immergeremo più nella palude dell’identificazione. Saremo liberi da tutto ciò, e il mondo diverrà una nuova avventura. Ci abbandoneremo alla corrente della Vita e ci fonderemo con l’Universo. Nel contempo, aiuteremo gli altri a risvegliarsi e condivideremo la gioia dell’esistenza, la simpatia verso tutti coloro che incontreremo durante il nostro viaggio spirituale. 

Traduzione a cura di LaLucediGaia

Fonte: Frank M. Wanderer: The Revolution of Consciousness: Deconditioning the Programmed Mind

sito: http://www.frankmwanderer.com

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