Addio e Grazie 2015, mi hai fatto tanto bene…

Ultimo giorno dell’anno. Mi vedo sulla soglia di questo nuovo vasto immenso luminoso domani che attende tutti noi, mentre alle mie spalle sta accostandosi la porta che chiuderà questo faticoso ma straordinario 2015, così tanto affollato di persone, situazioni ed eventi personali e collettivi, da mettere in crisi anche la più brillante delle memorie.

Un anno che ci ha visti impegnati in un enorme lavoro di “ripulitura” a tutti i livelli. Un anno che ci ha portato innumerevoli occasioni di “revisione” delle nostre istanze interiori e di superamento dei nostri limiti e blocchi. Che sia avvenuto consapevolmente o meno, è indubbio che questo processo abbia riguardato tutti i membri della famiglia umana. Con che risultati… lo sapremo solo vivendo e continuando a procedere lungo le vie imperscrutabili e sorprendenti dell’avventura che chiamiamo Vita.

Questo è stato un anno estremamente particolare sotto tutti i punti di vista e pertanto, per quanto non sia proprio nel mio stile discutere di “bilanci”, stavolta sento di farlo, poiché la sensazione chiara e inequivocabile che in molti abbiamo è che con quest’oggi non si chiude un semplice anno solare, ma un ciclo. L’ampiezza di questo ciclo non tocca a me definirla, semplicemente mi affido al sentire e a quella peculiare capacità di visione interiore che si è sviluppata con la progressiva espansione di coscienza, e che negli anni si è raffinata considerevolmente, divenendo un attendibile mezzo con cui riesco a misurare la realtà interiore, interpretandone i messaggi, per riconoscerne i riflessi in quella fenomenica ed esteriore sia della mia vita personale, che collettiva.

E siccome quest’anno ha sancito il rilascio di vari aspetti fastidiosamente disturbanti e inibenti il Flusso Vitale Universale, non posso che ringraziare la Vita per ogni singolo attimo in cui mi sono dovuta fermare, chiudere in me stessa ed incontrare faccia a faccia ogni “inquilino scomodo” annidato nelle pieghe del mio sé inferiore, elaborando profondamente anche il più piccolo elemento di disarmonia presente dentro la mia coscienza.

La Vita… che ha bussato per insegnarmi, mostrarmi, far ri-incontrare aspetti visti e rivisti e tuttavia ancora presenti in misura e modalità differenti e su ottave sempre maggiori, affinché potessi rimuovere ogni parte di me non sincrona alla potentissima energia d’Amore proveniente dal Sole Centrale, il Cuore della Galassia, a cui ogni cuore (quello del Sistema Solare, quello planetario, quello di ogni uomo e creatura vivente) è allineato, in questo speciale momento della vita cosmica, sistemica e terrestre.

E la Vita, che in essenza è perfetta, mi ha dato tutte le opportunità e gli strumenti per liberarmi da blocchi e zavorre inutili, attraverso ogni persona che ho incontrato. Quindi desidero ringraziare tutti, ma proprio tutti, coloro che hanno incrociato il mio cammino: coloro che hanno scelto di allontanarsi e coloro che mi sono ancora accanto, coloro che si sono sforzati di comprendermi malgrado tutto e quelli che sono fuggiti trovandomi insopportabile, coloro che mi hanno voluta bene sinceramente e coloro che hanno solo preso finché hanno potuto per poi andar via senza nemmeno salutare, coloro che sono rimasti sempre fedeli a sé stessi e leali fino in fondo e quelli che non hanno il coraggio di guardarmi negli occhi. Infine, ringrazio tutti  coloro che sono entrati a far parte della mia vita negli ultimi scorci di questo affollatissimo anno… persone “nuove”, perché oggi sono nuova anche io.

Voglio dire grazie ad ognuno, nessuno escluso. Avete tutti lasciato qualcosa: a volte lieve, altre gioioso, altre ancora doloroso, ma tutti avete concorso a stimolarmi nella crescita, nell’autoindagine, nel perseverare a perlustrare sempre più profondamente spazi angusti e nascosti della mia personalità “scomoda”, così come a farmi prendere maggiore consapevolezza dei miei doni.

Ma soprattutto, dico grazie a chi mi ha deluso, ferito ed addolorato, perché grazie a quelle delusioni, ferite e dispiaceri vissuti con intenzionale consapevolezza oggi sono veramente libera e padrona della mia vita.

A voi va il mio affetto sincero. A voi il mio più accorato augurio di trovare la vostra Verità interiore, di poter realizzare autenticamente la nascita della Luce Spirituale, che possa divampare e dissolvere ogni vostra paura e illusione.

In ogni caso a tutti, tutti, tutti… auguro la capacità di lasciar andare tutto ciò che si frappone fra voi e la vostra Anima, e che la Luce entri prepotentemente nelle vostre vite portandovi gioia, armonia e pienezza!

Buon Anno 2016!

Sab.

Testo a cura di La Luce  di Gaia

riproduzione e diffusione consentite con citazione della fonte.

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Scopri se il tuo Ego è fuori controllo

 

L’Ego dice: quando ogni cosa andrà al suo posto troverò pace. Lo Spirito dice: trova pace e ogni cosa andrà al suo posto

Ci sono dei segnali che ci possono indicare se il nostro ego è fuori dal nostro controllo, vediamoli.

1. Sei troppo critico e giudichi eccessivamente gli altri.

Tutti esprimiamo piccoli giudizi su noi stessi e gli altri. E’ un aspetto evolutivo che, quando usato adeguatamente, ci aiuta ad avere buone compagnie ed a sopravvivere. Ma quando il giudizio diventa eccessivo, addirittura sfociando nel pettegolezzo, allora hai un grosso problema col tuo ego. Significa che il tuo ego, già grande, cerca di ingigantirsi ancora di più a spese altrui. Prova a incanalare questa tendenza, e impara come fare a diventare la migliore versione di te stesso. 

2. Non hai pazienza.

Una persona impaziente ha certamente un grosso ego. Vuole tutto e subito. Ricordati che a volte bisogna aspettare. Tutto andrà bene. La pazienza è una virtù che si acquisisce mano a mano che il tuo ego si sgonfia. Datti una possibilità.

3. Ti lamenti e polemizzi su tutto.

Protestare e dibattere è una cosa buona. E’ il modo in cui decidiamo cosa vogliamo nella vita, cosa vogliamo cambiare e il modo in cui manifestiamo le nostre idee al mondo. Tuttavia, se non fai altro che brontolare e polemizzare continuamente anche per le inezie, il tuo ego è probabilmente un po’ troppo grande. Invece di mettere sempre tutto in discussione, comincia a lasciare andare le piccole cose.

4. Sei sempre sulla difensiva.

Hai problemi a riconoscere le tue falle. Tutti abbiamo problemi e aree di debolezza. Questo non dovrebbe stupirti. Quando l’ego è troppo grande, non puoi iniziare a lavorare su questi aspetti se stai sempre a difenderti ogni volta che qualcuno prova a farti prendere coscienza di essi. Se, invece, impari ad ascoltare con tutto il tuo essere, puoi riuscire a comprendere ciò che essi hanno da dirti e provare a migliorarti.

5. Parli male di te stesso.

Sembra quasi contraddire l’idea di un grande ego, e invece è esattamente uno strumento dell’ego per attirare l’attenzione. Quando parli in termini vittimistici e negativi di te stesso, abbassi le aspettative degli altri. In tal modo, quando poi riesci a far meglio degli altri, grazie a ciò che hai fatto loro credere, essi penseranno che sei grande! Proprio così! Missione compiuta per il grosso ego. Prova a essere onesto su ciò che ti aspetti siano i tuoi risultati, invece di abbassare l’aspettativa. Oppure, meglio ancora, prova a non aver alcuna aspettativa.

6. Non sai scusarti.

Non importa ciò che fai, non riesci proprio ad aver il coraggio di chiedere scusa sapendo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Questo succede perchè il grande ego non vuole subire danni. Probabilmente è la tendenza più difficile da cambiare. Tutto ciò che puoi fare è interrompere quest’abitudine e scusarti quando sai che è necessario.

 

Traduzione dall’inglese a cura di La Luce  di Gaia

Riproduzione e diffusione consentite con citazione della fonte

 

Tratto da  http://cultureofawareness.com/2015/12/30/6-signs-your-ego-is-out-of-control-and-how-you-can-tame-it/

La Prof. Che fece capire ai suoi allievi quanto valevano

Portando rispetto alle persone che abbiamo intorno e onorandole apriamo un canale che ci conduce alla loro bontà. […]

Alcuni anni fa ho sentito raccontare di una professoressa di storia delle superiori che conosceva lo stesso segreto. In un pomeriggio in cui la classe era particolarmente irrequieta e distratta disse agli studenti di smettere di studiare e di preparare la relazione che stavano facendo; lasciò che si riposassero e intanto si mise a scrivere alla lavagna tutti i loro nomi; poi chiese loro di copiare quella lista e li invitò a dedicare il tempo residuo della lezione a scrivere accanto a ogni nome ciò che amavano o ammiravano di quello studente. Alla fine della lezione raccolse i fogli.

Alcune settimane più tardi, in un’altra giornata difficile poco prima delle vacanze invernali, la professoressa fermò di nuovo la classe e passò a ognuno degli studenti un foglio che ne portava il nome scritto in cima. Su quei fogli lei aveva radunato tutte e ventisei le « buone cose » che gli altri studenti avevano scritto di ognuno di loro. I ragazzi sorridevano e restavano a bocca aperta per lo stupore, contenti che in loro fossero state notate così tante buone qualità.
Tre anni dopo la stessa professoressa ricevette una telefonata dalla madre di uno dei suoi ex studenti. Robert era un ragazzo sventato, ma era anche uno dei suoi favoriti; sua madre le diede la terribile notizia che il figlio era rimasto ucciso nella guerra del Golfo. La professoressa andò al funerale, al quale parlarono molti dei vecchi amici e compagni di scuola di Robert; alla fine del servizio funebre, la madre avvicinò la professoressa tirando fuori un pezzo di carta consunto, che evidentemente era stato spiegato e ripiegato molte volte, e disse: « Questa è stata una delle poche cose che Robert aveva in tasca quando i commilitoni hanno ritrovato il suo corpo ». Era il foglio su cui la professoressa aveva trascritto con tanta cura le ventisei cose che i suoi compagni di classe ammiravano di lui.

Alla professoressa vennero le lacrime agli occhi; mentre si asciugava le guance, un’altra sua ex alunna che si trovava lì vicino aprì la borsetta, tirò fuori il proprio foglio ripiegato con cura e confessò che anche lei l’aveva sempre portato con sé. Un terzo ex studente disse che il foglio era stato incorniciato e appeso in cucina, a casa sua; un altro disse che quella pagina era entrata a far parte dei suoi voti nuziali. La percezione della bontà a cui quella professoressa aveva invitato gli studenti ne aveva trasformato il cuore quanto lei non avrebbe neanche potuto sognare.

Da Jack Kornfield, il Cuore Saggio, Corbaccio, 2014.

Tratto da http://zeninthecity.org/?email_id=206&user_id=1216&urlpassed=aHR0cDovL3plbmludGhlY2l0eS5vcmcvbGV0dHVyZS9hdXRvcmktdmFyaS9qYWNrLWtvcm5maWVsZC1wcm9mLw%3D%3D&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

Sarà il tuo scopo a trovare te

Noi diventiamo ciò a cui pensiamo tutto il giorno.  Quali pensieri ti impediscono di sentire se stai andando verso il giusto scopo della tua vita? Se ad esempio pensi di procedere senza una meta nè scopo, questo è esattamente ciò che otterrai.

Supponi invece che il nostro sia un universo dalle infinite possibilità,  in cui i tuoi pensieri, le tue emozioni ed azioni rientrano  nel campo del tuo libero arbitrio  e sono altresì connessi al potere dell’intenzione.  Supponi ancora che i tuoi pensieri di essere senza scopo  nè metà  siano parte del tuo scopo.   Proprio come quando il pensiero di perdere qualcuno che ami te lo fa amare ancora più intensamente, o una malattia che ti fa sentire  preziosa la vita,  ipotizza che sia proprio il pensiero della tua scarsa importanza a renderti determinato a  conquistare il tuo valore.

Quando sei abbastanza risvegliato alla questione del tuo scopo nella vita e ti chiedi come fare a connetterti ad esso,  sei spinto dal potere dell’intenzione.  Il solo fatto di mettere in discussione il perché tu sei qui  è una chiara indicazione che i tuoi pensieri ti stanno esortando a riconnetterti al campo dell’intenzione.  Qual è la sorgente dei tuoi pensieri a proposito del tuo scopo?   Perché vuoi sentirti finalizzato a uno scopo?  Perché avere uno scopo è considerato l’attributo più elevato di un individuo pienamente efficiente e funzionante?

La sorgente del pensiero è una riserva  infinita di energia ed intelligenza.  In un certo senso i pensieri relativi al tuo scopo sono davvero il tuo stesso scopo che cerca di riconnettersi a te.  Quell’essenza interiore sa perché sei qui,   ma il tuo ego ti incita a ottenere denaro, fama, prestigio,  piaceri sensoriali e ti fa perdere di vista il vero scopo della vita.

Puoi anche sentirti   appagato ed aver guadagnato una reputazione, ma dentro di te provi sempre quella vaga sensazione come a dire “ma è tutto qui?”

Focalizzarsi sulle istanze dell’ego lascia sempre un senso di incompiutezza.  Profondamente dentro di te risiede quella parte che intende esprimere lo scopo che è venuta a manifestare,  quindi ad Essere, su questa terra.  In quello spazio interiore  sei connesso al potere dell’intenzione.  Ed essa ti troverà.

È fondamentale che tu faccia uno sforzo consapevole per contattarla ed ascoltarla.  Entra in contatto con la sorgente della tua anima,  esercitati a connetterti con Essa, dove intenzione  e proposito coincidono così perfettamente che  otterrai la rivelazione e semplicemente “saprai”.

Traduzione a cura di La Luce di Gaia

riproduzione e diffusione consentite con citazione della fonte.

tratto da

Dr. Wayne Dyer: Your Purpose Will Find You

Cos’è la sofferenza?

Tempo fa un mio caro amico mi chiede a bruciapelo: “secondo te, cos’è la sofferenza?”

Di primo acchito resto perplessa e penso “ma che è,  un gioco a quiz?”, poi riflettendoci un po’ su riesco ad affermare che la sofferenza è una condizione necessaria allo sviluppo ed alla crescita dell’essere umano, senza la quale egli non apprenderebbe le lezioni necessarie alla sua evoluzione.

Successivamente, ad una più profonda e attenta riflessione ho affinato il concetto nel modo seguente: “Sofferenza e dolore sono condizioni essenziali e distintive della vita umana sul piano della materia densa, poiché recano il principio fondamentale di sperimentazione, necessario all’essere umano per conseguire espansioni di coscienza sempre più ampie, col fine – più o meno consapevole – di ricongiungersi alla Sorgente che lo ha emanato, vale a dire ciò che il Maestro Gesù chiama La Casa del Padre”.

Certo, detto così, come già rinfacciatomi da qualcuno, sembra un postulato emesso con tono da ex-catedra, ma al ricercatore serio e attento non suonerà saccente o strano, né  dissimile dagli innumerevoli riferimenti al riguardo resi da altri esoteristi venuti molto prima di me.

A nessuno piace soffrire, è indubbio, e nessuno vorrebbe mai affrontare a cuor leggero un periodo difficile solo perché “fa bene alla coscienza”; tuttavia, se dopo il momento di dolore, per quanto lungo ed intenso possa essere, piuttosto che recriminare e colpevolizzare situazioni e persone al di fuori di noi, ci si interrogasse sul perché quella data cosa sia capitata e sul cos’è che tale esperienza ci vuol mostrare di noi stessi,  magari… forse… comincerebbero ad aprirsi degli spiragli di luce e qualche velo inizierebbe a cadere.

Ovviamente, siamo abituati a funzionare utilizzando la via di minor resistenza che è quella della deresponsabilizzazione, dove il “male” è percepito come esterno a noi e  codificato quindi come sorte avversa. In effetti questo atteggiamento non fa che perpetuare la condizione di sofferenza, poiché tutto va esattamente come ci meritiamo che vada, nel bene e nel male, cioè nel modo migliore per ciascuno di noi rispetto a ciò che ci è necessario comprendere.

Il meccanismo nascosto della sofferenza e del dolore risiede dentro ognuno di noi, come male da noi agito a suo tempo, in altre epoche, dentro altri abiti, che oggi ci viene restituito e mostrato attraverso l’esperienza che crediamo di subire ingiustamente.  Quindi è mera illusione sperare che le cose cambino da sé come per magia. La vera magia sta nel coraggio e nell’onestà di voler affrontare i propri limiti, le proprie debolezze, i propri conflitti; guardandoli in faccia, riconoscendoli come parte di noi stessi ed accettandoli, per poi trasformarli in qualcosa di buono. Questa è magia. Ed è in ognuno di noi.

Testo originale a cura di La Luce di Gaia

® riproduzione e diffusione consentita con citazione della fonte.

Meditazione e Lasciar Andare: Se “Cerchi”, sei fuori strada

Quante volte ci è capitato di dire, sentir dire, o pensare  “questa settimana intendo lavorare sodo con la meditazione” ?

Per quanto il vostro impegno ed entusiasmo siano apprezzabili questo è il genere di atteggiamento che fa drizzare i capelli a chi ha autenticamente sperimentato la vera meditazione. Ma perché?

“Lavorare sodo” con la meditazione è come sforzarsi di impressionare qualcuno per piacergli ad ogni costo; e di solito l’energia che impieghiamo ci si ritorce contro o non ha sufficiente potere per rimanere stabile e sostenere la giusta connessione. La verità è che la meditazione non richiede alcuno sforzo, ma solo pratica.

Non serve impegnarsi come se fosse una questione di obiettivi da conseguire. Non sforzarsi di ottenere risultati è uno dei requisiti base. Cercare di ottenere qualcosa funziona di rado con la meditazione. Questa è, di fatto, un naturale adattamento del corpo e della mente che si consegue senza alcuno sforzo.

A questo punto qualcuno potrebbe sentirsi confuso, perché chi approda alla meditazione “vuole” stare bene, “vuole” conseguire dei traguardi, “vuole” crescere spiritualmente e “vuole” espandere la propria coscienza.

Imparare a respirare, lasciare andare il pensieri, osservare i benefici derivanti da una mente più calma sono i primi passi, ma spesso le menti iperattive, ansiose, competitive trasferiscono il loro automatismo sulla meditazione, che a quel punto diventa il campo in cui produrre il risultato. E qui si instaura un circolo vizioso in cui più duramente si ci si impegna, meno risultati si ottengono (posto che vi debbano essere dei risultati) e peggio si sta. Alla fine, un possibile risultato è demotivarsi ed allontanarsi dalla pratica.

Gli Yogasutra di Patanjali recitano in apertura YOGA CHITTA VRITTI NIRODA che pressapoco sta per: l’unione (yoga) si ottiene quando il movimento (vritti) mentale (chitta) è annullato (niroda). Che non significa vuoto mentale, ma semplice acquietamento del flusso dei pensieri che mediamente affollano le nostre menti.

Chi insegna meditazione dice che non bisogna fermare i pensieri (anche perché è impossibile e al massimo ci provochiamo un gran mal di testa). Maestri e praticanti abituali sanno bene che l’esercizio costante produce un graduale e progressivo acquietamento del movimento mentale. Sanno pure che gli effetti nel quotidiano si traducono in maggiore chiarezza mentale, capacità di concentrazione, maggiore padronanza di sé e delle proprie reazioni emotive.

Di fatto, questi risultati si ottengono già dopo poche settimane di pratica, per cui qualcuno potrebbe interpretare la facilità con cui è giunto a tali benefici come una spinta a cercare di ottenere di più. Il punto è che quando si inizia non si conoscono gli effetti possibili, ma quando poi questi non si fanno attendere, scattano i meccanismi tipici dell’ego che vuole ricevere tutto, subito e secondo le sue regole, ben diverse dalle leggi spirituali. Pertanto cercare di raggiungere un certo stato con la meditazione riporta la mente verso il processo mentale, e quindi fuori dallo stato necessario a stare nell’esperienza meditativa, ottenendo esattamente il contrario di ciò che invece ci si propone di fare.  Non è possibile pensare di conseguire uno stato migliore, lo sforzo non è nel pensare a come poter ottenere una meditazione più efficace, ma nel creare un’abitudine quotidiana nel farla. L’abitudine di esercitarla quotidianamente rafforza gli effetti della meditazione e ciò si ottiene solo con la ripetitività.

E’ fondamentale creare l’opportunità di praticarla senza forzature o giudizio. In questo diventa necessario sviluppare la capacità di lasciare andare aspettative, propositi e pretesa di risultati; questo è il vero sforzo che bisogna fare per riuscire a svolgere una pratica che rechi benefici reali e costanti. Quando si riesce a lasciar andare ogni aspettativa, la realtà sprofonda in quella pratica meditativa senza interferenze mentali, che alla fine conducono esattamente a quello stato di benessere che tanto faticosamente prima si cercava di conseguire infruttuosamente.  Gli yogi si riferiscono a questo processo come “sforzarsi senza sforzo”, un concetto piuttosto incomprensibile per gli occidentali.

Pertanto, NON CERCATE FORZATAMENTE IL RISULTATO. E’ impossibile pensare di ottenere una meditazione migliore. Osservate i vostri pensieri, lasciateli scorrere come su uno schermo, mantenetevi al di là del giudizio e soprattutto FATE PRATICA ! Sarà ogni giorno più facile, naturale ed efficace. Mezz’ora al giorno possibilmente 15 minuti al mattino e 15 la sera, porteranno benefici inimmaginabili nella vostra vita. E soprattutto evitate le meditazioni fai da te, ma rivolgetevi a degli istruttori validi e capaci, che vi indirizzino al meglio.

Le piccole cose ripetute ogni giorno portano enormi cambiamenti nella nostra vita.

Testo originale a cura di La Luce di Gaia

® riproduzione e diffusione consentita con citazione della fonte.

6 Modi Per Aprirsi Alle Energie Cosmiche

Mentre la scienza accademica inizia a riconoscere sempre più l’efficacia di pratiche come yoga, meditazione, agopuntura ecc., sempre più persone stanno comprendendo che siamo esseri fatti di energia e che bisogna tener conto di come le energie intorno a noi ci influenzino. Secondo quanto già ritenuto dai Maestri Taoisti dell’Antica Cina, e successivamente dimostrato dalla fisica quantistica, siamo tutti connessi anche attraverso le dimensioni spazio temporali, e lo siamo alla “maniera” cosmica: il TAO.

Con questa conoscenza è una responsabilità personale decidere se vogliamo connetterci al flusso di questa energia d’amore che ci circonda, oppure ignorarla e tagliarci fuori da essa. L’energia cosmica continuerà a fluire comunque, senza giudizio. Se decidete di volerla invitare nella nostra vita e abbeverarvi della sua abbondanza, allora qui troverete delle idee su come riattivare la vostra relazione col cosmo.

1. Stimare il livello di Energia Negativa presente in voi.

A volte non ci rendiamo nemmeno conto di quanta negatività sia presente in noi. Essa può essere auto perpetuata ed attrarre persone negative nella nostra vita. Potete aiutarvi a misurare il vostro livello di energia negativa con il seguente test di  Christie Sheldon tratto da Loveorabove.com. Trovate un luogo tranquillo e guardatevi dentro. Tutto inizia con la consapevolezza di sé.

  • Ti lamenti? Sempre o solo a volte?
  • Discuti spesso su quanto di sbagliato ci sia nel mondo più di quanto non faccia per ciò che c’è di buono? Incluso il clima “terribile”, il traffico “orrendo”, il governo “idiota”, l’economia “schifosa”, i suoceri “stupidi”, ecc.
  • Critichi? Lo fai sempre o solo verso alcuni?
  • Sei attratto da drammi e disastri (non riesci a staccarti dalla TV quando c’è un nuovo disastro e non puoi evitare di essere attratto dalle vite disfunzionali di alcune celebrità?)
  • Incolpi? Sempre o solo alcune situazioni?
  • Credi di non avere il controllo della maggior parte dei tuoi risultati?
  • Ti senti vittima? Parli di come le persone ti trattino?
  • Sei grato per ciò che sei o sarai quando le cose finalmente inizieranno a migliorare?
  • Ti senti come se le cose ti accadano? O senti che esse accadono attraverso di te?

Ci vuole coraggio per essere onesti con sé stessi ed accettarsi quando si è molto negativi. Voi create le vostre esperienze. L’energia cosmica attorno a voi vi guiderà attraverso tali esperienze, ma dipende da voi viverle in gratitudine. Lungo la via, l’essere grati per ciò che vi accade, nel bene e nel male, attirerà più energia positiva nella vostra vita.

2. Limitare il dialogo dell’Ego che Critica e Dubita

La maggior parte di noi, ad un certo punto della vita, lotta contro il pensiero e il giudizio negativi della mente egoica che parla dentro di noi.– “Non accadrà nulla di buono” “Non riuscirò mai a farcela” “non troverò mai il lavoro giusto.” A volte la mente è assordante. A volte può essere persino pericolosa.  – “Sono una persona orribile,” “Non merito la felicità” – guidandovi verso sfiducia e dubbio. Se non ponete limiti a questo dialogo dell’ego vi distaccate dal flusso onnipresente dell’energia cosmica  a vostra disposizione. Bisogna che impariate ad avere il controllo del vostro pensiero, acquisire la calma mentale e l’equilibrio, per riaffermare i vostri confini e la relazione col cosmo.

3. Usare Affermazioni per liberarvi dalla negatività.

A volte dobbiamo motivarci quotidianamente per affrontare la negatività e indirizzare le sue fonti – mente egoica, vita stressante, mondo pazzo ecc. Di seguito trovate delle affermazioni quotidiane – usate quelle che risuonano meglio con voi, oppure usatele come spunto per crearne di vostre. Scrivetele, tenetele a vista e pronunciatele a voce alta.

  • Ciò che gli altri dicono di me è un loro problema, non mio.
  • Sono libero di essere me stesso.
  • La vita non è perfetta, ma sono certo che sia meravigliosa.
  • Va bene che vi siano giornate difficili.
  • Anche nelle difficoltà, ho tanto di cui essere grato
  • Ogni esperienza è solo un’altra lezione importante.
  • Nulla è per sempre
  • Sbagliare è il primo passo verso il giusto
  • Non mi serve restare aggrappato a ciò che mi trattiene.
  • La mia felicità di oggi è semplicemente il risultato del mio pensiero.
  • E’ importante con chi trascorro tempo di qualità.
  • Dramma e giudizio sono uno spreco di gioia perfetta
  • La maggior parte della gente mi giudica meno di quanto sembri.
  • Posso rendere il mondo un luogo più felice.
  • Il lavoro merita ogni sforzo.

4. Rilasciare tutte le limitazioni di Corpo/Mente/Spirito

Le energie di Sole, Terra, Galassia e Cosmo ci influenzano attraverso le energie sottili di superiori livelli dimensionali, sul piano fisico, eterico e spirituale. E’ facile per noi restare intrappolati nel piano fisico e credere che importi solo ciò che sperimentiamo su questo. Di fatto, il nostro campo energetico e il nostro spirito comunicano anch’essi con l’energia cosmica.

Se ricordiamo questa connessione al cosmo su ciascun livello del Vero Sè che alberga nella forma umana, possiamo aiutarci ad aprire il canale di comunicazione con le energie più alte dell’Universo. Qui noi sperimentiamo una trasformazione più profonda a tutti i livelli – nel corpo, mente, spirito e anima. Pratiche come lo yoga, il tai-chi, il qigong, sebbene usate per scaricare lo stress, possono aiutarvi a realizzare la Vera Consapevolezza oltre la paura su cui è impostata la realtà di 3D.  Inoltre, pratiche specifiche focalizzate sull’apertura del chakra del cuore, il centro energetico Anahata, sono efficaci nell’aumentare la capacità del cuore di assimilare l’energia cosmica.

5. Pulire il vostro spazio esterno

Molti dei vostri sforzi per connettervi all’energia cosmica richiedono una centratura interiore, del tempo da trascorrere in silenzio e solitudine in un ambiente sano. Per questo motivo è importante che lo spazio in cui viviamo sia ripulito da energie negative e stagnanti, tanto quanto il nostro spazio interiore.

Spesso sentite dire dell’importanza di togliere il disordine, buttare le cose inutili e riorganizzare lo spazio spostando i mobili. Questa cosa è un modo pratico per farvi sentire più leggeri e positivi.

Prendete in considerazione di fare qualcosa in più della semplice pulizia, purificando con la salvia le aree in cui trascorrete la maggior parte del tempo, come la casa l’ufficio e l’auto. La purificazione ripulisce tutto il campo energetico, creando uno spazio nuovo più equilibrato e salutare. Il processo può essere svolto in modo semplice con soli quattro strumenti:

  • Un mazzo di salvia bianca, a rappresentare la TERRA
  • Una conchiglia di abalone, a rappresentare l’ACQUA
  • Una piuma, a rappresentare l’ARIA
  • E FUOCO per accendere la salvia

Potete usare anche campane e campanelli, recitare mantra o preghiere, spargere sale negli angoli di ogni stanza e usare incenso naturale.

Creare uno spazio vivo con meno energia negativa è importante ma non dimenticate di avventurarvi fuori. Riconnettervi alla natura ritirandovi in un luogo quieto, con poche persone, meno inquinamento elettromagnetico e senza mezzi di informazione può aiutarvi ad aprirvi al naturale flusso dell’Universo. Vi sarà necessario staccarvi dal vostro solito ritmo di vita, per entrare in maggior sintonia con voi stessi.

Quando non vi è possibile uscire, fate in modo di avere un luogo in cui ritirarvi durante i vostri momenti di introspezione e di ridurre l’inquinamento elettromagnetico in casa.

6. Practicare Autentica Meditazione

La meditazione inizia con una breve pratica quotidiana, che per alcuni può essere semplice rilassamento mentale o star seduti immobili. Più meditazione si fa,  più energia energia si riceve. Questa energia fluirà attraverso l’intera struttura mente/corpo/spirito del Vero Sè. Con la costanza, la pratica meditativa si allunga sempre più, dissolvendo sempre di più il pensiero, fino a che si attiva l’intuizione dell’Universo e si conquista la chiarezza che arricchisce le nostre vite.

Il processo di portare più energia cosmica nelle vostre vite armonizzerà e bilancerà la vostra connessione col TAO. Questo è un rapporto ed una interazione fondamentale in ogni aspetto delle nostre vite. Dipende da noi decidere quanto profondamente vogliamo beneficiare da questo rapporto e se siamo pronti ad espandere la nostra coscienza.

 

Traduzione a cura di La Luce di Gaia

® riproduzione e diffusione consentita con citazione della fonte.

 

tratto  da: https://wordpress.com/read/post/feed/21578636/892362829

Uno studio scientifico conferma: il DNA umano trasporta un messaggio extraterrestre

 

 

Secondo alcuni scienziati del Kazakhstan, il DNA umano è stato codificato con un segnale extraterrestre da un’antica e avanzata cività aliena in un remoto passato.

Nello studio denominato “The “Wow! signal” of the terrestrial genetic code“, i ricercatori Vladimir I. shCherbak e Maxim A. Makukov rispettivamente del Dipartimento di Matematica e dell’Istituto di Astrofisica dell’Università di Almaty in Kazakhstan credono nell’esistenza di un “SETI Biologico” (SETI acronimo di Search for Extraterrestrial Intelligence ndt) ovvero un codice matematico entro il DNA umano, qualcosa che non è spiegabile secondo le tradizionali teorie evoluzionistiche.

Ecco che improvvisamente la teoria del vecchio astronauta, sul fatto che la specie umana sia frutto di ingegnerie genetiche, non sembra più la provocazione di un tempo. Gli antichi testi parlano di come gli umani siano stati creati ad immagine degli “DEI”, oggi la scienza è un passo più avanti nel poter comprovare questa ipotesi.

Secondo a quanto pubblicato nel Giornale Icarus, la coppia di scienziati afferma quanto segue: “una volta fissato, il codice può restare invariato per epoche cosmiche; infatti è la struttura più durevole di cui si abbia conoscenza”. Rappresenta quindi uno spazio di memoria eccezionalmente affidabile per una specie intelligente.

Quando il genoma viene opportunamente riscritto, il nuovo codice con una segnatura nuova resta congelato nelle cellule e nella progenie, e potrà rivelarsi in seguito attraverso spazio e tempo.” La teoria presentata dai due scienziati suggerisce che il DNA umano è strutturato con tale precisione che rivela un “insieme di modelli di linguaggi simbolici matematici e ideografici”.

Lo studio suddetto ha condotto altri ricercatori a dedurre che gli umani sono stati progettati fuori dal nostro sistema solare, dai nostri creatori, diversi miliardi di anni fa, deduzione che va a braccetto con i numerosi testi antichi che parlano della creazione del genere umano e degli “dei” creatori.

Ciò supporta anche l’ipotesi che la vita sulla Terra sia di fatto il risultato di vita interstellare distribuita per tutto il cosmo da asteroidi e comete, le quali agiscono alla stregua di dispositivi di trasporto che seminano la vita in certi pianeti.

shCherbak e Makukov sostengono  che la loro analisi dettagliata del genoma umano mostra un’accuratezza e precisione precedentemente ignorati nella mappatura tra nucleotidi e aminoacidi del DNA.

Nel loro studio. shCherbak and Makukov affermano che: “semplici organizzazioni del codice rivelano un insieme di modelli aritmetici e ideografici di linguaggio simbolico.” Ciò include l’uso della notazione decimale, le trasformazioni logiche e l’uso del simbolo astratto dello zero.  “Accurati e sistematici, questi modelli sembrano un prodotto di precisione logica tutt’altro che semplice”

Due versioni del codice

Nello studio shCherbak e Makukov affermano che ci sono due versioni del codice: “La versione quasi simmetrica con modelli aritmetici, agisce secondo il codice standard universale. Con questo codice a portata di mano è intuitivamente semplice desumere la versione simmetrica con la sua ideografia.

Viceversa, se la versione simmetrica fosse quella universale, sarebbe pressoché impossibile desumere il codice quasi simmetrico con tutti i suoi modelli aritmetici. Pertanto con la  sola  versione standard è possibile   “ricevere” sia i componenti aritmetici che ideografici del segnale, anche se la versione simmetrica non si è trovata in natura.

Ci sono due possibili motivi sul perché ciò si sia riscontrato nei ciliati euplotidi: 1.) quando in origine la terra fu seminata vi erano entrambe le versioni del codice, ma solo una di esse è tuttora attiva nei ciliati euplotidi, 2.) in origine c’era solo la versione standard e la versione simmetrica si formò in seguito a una modificazione casuale nella discendenza degli euplotidi.

Rispetto alle altre rare versioni conosciute del codice, esse sembrano non avere profondi insiemi di modelli, né essere facilmente desumibili dal codice standard.  (Moura et al., 2010).”

Quale teoria appare più plausibile? Il punto di vista religioso suggerisce che un’entità suprema denominata DIO ha creato l’universo e la vita come la conosciamo sulla Terra. Forse, invece, qualcosa la fuori, negli angoli più remoti dell’universo, esseri intelligenti che abitano il cosmo, hanno manipolato il nostro DNA e creato il genere umano “a loro immagine” come suggerito negli antichi testi?

Se la panspermia potrebbe essere avvenuta in modo naturale nell’universo, seminando la vita su pianeti e lune, è plausibile ritenere che la vita sulla Terra sia stata creata da esseri di intelligenza superiore con l’abilità di “creare la vita”.

 

Traduzione a cura di La Luce di Gaia

® riproduzione e diffusione consentita con citazione della fonte.

 

Tratto da   http://cultureofawareness.com/2015/12/23/scientific-study-claims-human-dna-carries-a-message-from-extraterrestrials/

Risveglio, creatività e scopo della vita

Quando realizziamo che  in questo mondo qualcosa non funziona è il momento in cui iniziamo a risvegliarci. Per alcuni ciò comincia con la scoperta di notizie alternative su argomenti sociologici o geopolitici, per altri con l’esperienza di nuove forme di spiritualità.

Il tema che accomuna ogni risveglio è la presa di coscienza che vi sia qualcosa di profondamente corrotto nel mondo, ma che abbiamo anche il potere di fare la differenza.

Quando scopriamo che i nostri governi non hanno mai realmente operato i nostro favore e che non sono affatto interessati al nostro benessere l’intera visione della realtà programmata cade e quindi ci è necessario sostituirlo con qualcosa di nuovo.

Vediamo le menzogne che prima accettavamo per ciò che realmente sono e non riusciamo più a vivere apaticamente, sapendo che i nostri governi cercano di controllarci.

Contribuiamo attivamente alla caduta dei sistemi di oppressione e corruzione mantenendo un clima di pace verso coloro che cercano di comandarci e, contestualmente, viriamo verso un nuovo livello in cui scopriamo concetti spirituali che ci liberano dalle catene interiori.

Scopriamo la meditazione e proviamo a praticarla, qualcuno di noi trova l’anello mancante tra noi e una coscienza superiore, comprendendo che è ciò che da sempre realmente cerchiamo. Scopriamo l’arte – scrittura, musica, pittura, poesia – e la usiamo per esprimere i nostri pensieri, sentimenti e riflessioni intuitive.

A questo punto creatività e spiritualità si fondono in essenza, poiché dedichiamo la nostra vita a entrambe le cose (che poi sono parte del medesimo processo creativo).

Il nostro tempo creativo può diventare la nostra meditazione (sebbene dedicare tempo alla meditazione pura è comunque raccomandabile) e ciò ci consente di unificare le due attività.

La creatività ci connette alla coscienza superiore forzandoci a fare affidamento su noi stessi ed a ciò che è dentro di noi. Più la mettiamo in pratica più riusciamo a essere connessi alla nostra essenza Creatrice, Spirituale.

Per questo motivo la scrittura, la pittura e la musica sono potentemente appassionanti per coloro che scelgono di dedicare la vita ad esse. Elevano lo spirito di chi pratica e vede, sente e legge questi linguaggi.

In quanto esseri umani e spirituali, noi prosperiamo per mezzo dell’auto-espressione e la creatività è il solo proposito per cui siamo qui. Siamo qui per creare, per la pura gioia del cuore, e condividere la nostra creazione con chiunque sia in grado di riconoscerla e apprezzarla; ciò eleva noi ed essi.

A un livello più profondo, oltre il bisogno di rivoluzione e sovversione dei governi in favore di un nuovo modello di vita, creare è il nostro scopo e la ragione del nostro essere qui.

Siamo su questa terra per esprimere noi stessi e supportare le espressioni creative di chiunque altro e, mentre diventiamo socialmente e spiritualmente consapevoli, possiamo usare praticamente ogni forma di lavoro creativo per sostenere le nostre cause e accelerare la nostra spiritualità.

Lo stesso si può dire della meditazione, molti artisti dedicano tempo alla meditazione perché essa li aiuta a entrare nel loro flusso interiore creativo. La combinazione di creatività e meditazione produce meraviglie, poiché esse si supportano a vicenda nell’elevarci sempre più in alto.

I lavoro creativo merita ogni nostro sforzo ed energia. Bisogna essere sicuri di esserci col cuore al 100% , in mancanza di ciò devieremmo presto dal nostro lavoro.

Quando stiamo col cuore dentro a ciò che facciamo, siamo talmente immersi e dediti, che il lavoro diventa il nostro scopo nella vita; ciò per cui viviamo e respiriamo. Mentre ciò avviene, la nostra dedizione aumenta poiché ad ogni avanzamento ci sentiamo sempre più entusiasti.  Siamo sempre più ispirati ed impazienti di lavorare e le nostre idee fluiscono a un ritmo che possiamo a malapena controllare. Possiamo giungere a livelli di creatività impensabili, ma ciò richiede dedizione e costanza.

Se riusciamo a superare i nostri limiti, realizzeremo che questo è possibile per ogni essere umano. Chiunque volesse creare dovrebbe trovare il tempo e lo spazio per perfezionare il proprio talento e diventare grande, per contribuire allo sviluppo planetario nel suo speciale modo.

Abbiamo tutti il diritto di essere creativi, così come il diritto di vivere nel modo che desideriamo, se ciò non fa del male ad alcun essere. I governi sono ossessionati dal controllo e dal regolamentare i comportamenti dei cittadini, ma noi abbiamo il diritto di vivere liberamente e questo include il diritto ad esprimersi creativamente.

Reclamiamo tutti i nostri diritti e ricordiamo di aver fiducia in questo risveglio. Possiamo contribuire in modo significativo, ma solo se siamo abbastanza ispirati e disposti a dedicare la nostra vita a questo scopo.

 

Traduzione a cura di La Luce di Gaia

® riproduzione e diffusione consentita con citazione della fonte.

 

articolo originale in lingua inglese http://cultureofawareness.com/2015/12/11/awakening-creativity-and-the-purpose-of-life/

Conoscere le Leggi Spirituali Universali per comprendere la vita e vivere nella gioia

Siamo tutti governati da una serie di Leggi Universali.
Tali leggi sono state disposte dalla Divinità Creatrice per permetterci di realizzare la vita che desideriamo.
Alcune di esse sono la ben nota Legge di Attrazione e quella del Seminare e del Raccogliere. E’ importate conoscerle.

L’universo in cui viviamo opera secondo leggi e parametri specifici.
Viviamo in un sistema auto-correttivo, perfetto in ogni forma.
Un sistema in cui puoi immediatamente sentire le conseguenze dei tuoi pensieri, parole ed azioni.

La vita per manifestarsi dev’essere nelle giuste proporzioni ad ogni altra cosa. Se la Terra fosse più vicina al sole, la vita (biologica ndt) sarebbe impossibile e se fosse troppo distante, farebbe troppo freddo, e sarebbe altrettanto impossibile.
L’universo è intelligente e finemente accordato alle leggi che regolano l’esistenza di tutte le forme di vita.

Vi è un’intelligenza che muove ogni cosa che chiameremmo Dio, o Essere di Intelletto Supremo. Le nostre vite sono governate da un intricato complesso di leggi universali.
Quando comprendiamo queste leggi e le applichiamo consapevolmente, possiamo creare qualsiasi cosa desideriamo.

Il nostro è un pianeta perfetto e intelligente. Non è un incidente della natura, è troppo preciso, troppo perfettamente accordato per essere una coincidenza cosmica.
Anche una piccola frazione di squilibrio ha conseguenze drastiche. Ciò include i nostri corpi e la nostra salute.

Sapevate che questo campo di intelligenza cosmica è solo desideroso di farci felici e garantirci la realizzazione di ogni desiderio?

Tutto ciò che dobbiamo fare è accedere al sommo Potere dell’Universo!
Esso è lo Spirito della Vita conosciuto anche come Campo Magnetico o Campo di Intelligenza Cosmica.

Questi sono in termini moderni gli antichi insegnamenti vedici di Saggezza Eterna, è la coscienza che avvolge e permea tutti gli esseri viventi, l’intera esistenza e tutto l’universo.  E’ elettricità. Pura intelligenza. E’ possibile comunicare con essa e risponderà in misura dei nostri bisogni. Quando comunichiamo in piena consapevolezza, profonda concentrazione e pieno intento, le sue risposte saranno in linea con il nostro fluire e desiderio. Questa capacità  è inerente ad ognuno di noi e può essere appresa. Ha a che fare con l’essere totalmente focalizzati e concentrati, con l’entrare in sé stessi ed esplorare i regni della vita interiore, per rimuovere i blocchi e le limitazioni che ci hanno fatto dimenticare il nostro retaggio divino, di anime creatrici immerse in esperienze materiali. Quando ciò avviene, quando riusciamo a conoscerci, a ri-conoscerci pienamente, quando la nostra volontà coinciderà con quella dell’entità Divina che abita in noi, allora, in piena realizzazione, potremo indirizzare e utilizzare il flusso di energia universale.

Richiede costanza, pratica e sforzo, ma per chi riesce a restare saldo sulla Via, gioia, pienezza e bellezza non saranno più solo mere aspirazioni, ma una realtà permanente.

Testo a cura di La Luce di Gaia

® Riproduzione consentita con citazione della fonte.