L’illusione della storia personale

L’ILLUSIONE DELLA STORIA PERSONALE
Tutti hanno la loro storia personale. I nostri genitori hanno iniziato a tesserla; all’inizio ci hanno detto chi eravamo, ci hanno trasmesso le regole per vivere in una comunità, insieme alle altre persone, in uno specifico contesto sociale.
Così è nato il piccolo ego ed abbiamo iniziato ad ascoltare la sua voce che ci raccontava la nostra storia personale. La voce interiore ci ha raccontato una storia su chi noi fossimo ed in che direzione stesse andando la nostra vita.
Abbiamo trovato la storia talmente convincente che non ci è mai capitato di metterla in discussione. Ma questa storia è proprio vera o è solo l’ego che farfuglia, allontanandoci dalla verità e intrappolandoci nella disperata ragnatela dei pensieri?

Anatomia della storia personale
Ogni momento di risveglio della nostra vita corrisponde ad una storia personale che ha il nostro Sè come punto centrale della questione. La nostra vita può essere interpretata solo entro la cornice di quella storia. Ciò accade perché ci identifichiamo così fortemente con la voce dell’ego, il narratore della storia, che la storia personale diventa il fondamento della nostra vita intera.
Uno sguardo più ravvicinato a quella storia personale, tuttavia, rivela che la nostra storia interiore consiste di un tessuto di esperienze e pensieri. Pensieri che spiegano le nostre esperienze, pensieri a cui crediamo e in cui ci identifichiamo, pensieri che in tal modo forniscono i fondamenti della nostra auto-determinazione.
La nostra storia personale ci mantiene sotto il suo incantesimo, in uno stato ipnotico, in cui tutte le nostre attenzioni sono dedicate alla voce interiore ed alla storia che lei ci racconta. In questo modo noi abbandoniamo la nostra vigilanza, il mondo ci passa accanto, perché ci concentriamo solo sugli elementi di realtà che sembrano confermare la nostra storia personale. Cosicché perdiamo l’appiglio sulle dimensioni più profonde della vita. Queste sono presenti sempre, ma perdiamo il contatto con esse a causa dell’assenza di vigilanza.

Al di là della storia personale.
La questione emerge quando ci chiediamo se siamo veramente identici alla nostra storia personale, o forse siamo più di quello? Tutti hanno un vago sospetto che la nostra storia personale non rifletta la realtà, di fatto noi siamo qualcosa di più profondo.
Quando sembra che tutto vada bene, raggiungiamo gli obiettivi, siamo contenti, il vago sospetto svanisce del tutto e la nostra identificazione con la storia personale si rafforza. Ci sono, tuttavia, momenti nella vita in cui niente ci sembra andare per il verso giusto, così siamo infelici e soffriamo. Il sospetto allora si ripresenta e tendiamo a credere di essere qualcosa di più che il grumo di pensieri che forma la nostra storia personale. Realizziamo di essere più che semplici pensieri.
Fino a che insistiamo sulla nostra storia personale e non su quella parte che ce la racconta, la dimensione più profonda della nostra esistenza ci rimane inaccessibile. Non perché tali dimensioni non siano presenti nella nostra vita (e non producano effetti… anzi!!! ndt), ma perché muoversi nella rete della nostra storia personale storia assorbe tutta la nostra attenzione.

Risvegliarsi dalla storia personale.
Se diventiamo coscienti e consapevoli della storia personale che ci stiamo raccontando, abbiamo una possibilità di risvegliarci dall’incanto ipnotico che la storia personale esercita su di noi.
Per diventare coscienti e consapevoli dobbiamo chiederci: ”chi sta parlando nella mia testa? Chi è la voce interiore che mi racconta questa storia personale?” L’unica possibile risposta onesta a questa domanda è ”non ne ho idea!”. Una risposta diversa è radicata alla storia personale e, come tale, va respinta.
La risposta onesta può certamente essere un trauma, completamente destabilizzante rispetto alla vita che abbiamo fatto fino a quel momento. Più ci identifichiamo con la storia personale, più grande sarà la nostra confusione. Non crediamo più a ciò che avevamo sempre considerato fermamente essere la nostra storia. Questa esperienza può, tuttavia, portarci al punto di dubitare della verità che abbiamo creduto in relazione a noi stessi.
Questo è il primo segnale del risveglio dall’ipnosi. Adesso la nostra attenzione non è più pienamente affidata alla nostra storia personale né alla parte che ci racconta la storia. Possiamo così diventare sensibili alle dimensioni più profonde della nostra vita.

Noi siamo la totalità dell’esistenza.
La porta d’accesso alle dimensioni più profonde della vita è la Vigilanza, che è il risultato del rilascio dell’attenzione dallo stato ipnotico di ascolto della nostra storia personale. Il nuovo stato di vigilanza ci consente di conoscere noi stessi senza identificarci con i nostri pensieri ed emozioni.
Ciò che sperimentiamo in questo nuovo stato, oltre ai nostri pensieri ed emozioni, è la completezza dell’esistenza. In questo stato tutte le frammentazioni spariscono dalla nostra vita, riconosciamo la vastità del nostro spazio interiore nella nostra esistenza, la nostra felicità e pace entrostante. Ci sentiamo a casa nel nostro corpo e realizziamo che la nostra coscienza vigile è libera da ogni pensiero ed emozione.
Quindi possiamo decidere se continuare a dare ascolto alla nostra storia personale o procedere verso il quieto fondamento della nostra esistenza.

Traduzione a cura di LaLucediGaia

brano estratto dal libro: Frank M. Wanderer: The Revolution of Consciousness: Deconditioning the Programmed Mind

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