Il mondo ti riconoscerà Maestro. Ma tu non dimenticare di continuare ad essere discepolo.

Durante le mie ultime meditazioni ho voluto tirare fuori il mio vecchio mazzo di tarocchi e vedere cosa mi dicevano.
La carta che non manca mai di venir fuori è l’eremita. Per molto tempo ho pensato si riferisse alla persona con cui mi relazionavo. Poi questa persona è uscita dalla mia vita e di recente ne è comparsa un’altra. Stessa tipologia, stessa carta. Penso: allora sei proprio recidiva! Chiaramente attiriamo coloro che ci rispecchiano.
Mi dico: ma vuoi mica vedere che l’eremita non è l’altro –  o magari anche lui – ma sono io?   O meglio una mia parte che deve essere presa in esame e meditata, ora più che mai, affinché il lavoro di purificazione, elaborazione e trasformazione sia completo ed efficace.
E siccome la vita è perfetta, gironzolando per il web mi capita di imbattermi in un articolo, da cui estraggo il seguente passo:

L’Eremita

Si raggiungerà il ritmo giusto di ogni cosa realizzando il dischiudimento del nostro occhio interiore sul mondo esterno fino alla centratura dell’Essere, alla realizzazione del nucleo aureo e alla sua naturale manifestazione nel mondo esterno.
Tale manifestazione porterà al riconoscimento di una reale Maestria nello Spirito e nel Corpo.

Il mondo ti riconoscerà Maestro. Ma tu non dimenticare di continuare ad essere discepolo.
Essere maestri non significa portare al Bene il proprio discepolo con la propria Forza, ma stimolare emozionalmente, mentalmente e spiritualmente la sua persona perché lui stesso liberi la propria Forza e ne faccia buon uso.

Riconoscere un Maestro significa anche riconoscerne la propria tradizione iniziatica, riconoscerne la Scuola. Per questo è anche necessario adeguarsi alla Scuola e non viceversa.

Entrare in una Scuola iniziatica non è come entrare in una scuola profana.

Non si entra soltanto per ricevere, ma anche per ridare.
Ognuno deve dare il suo generoso apporto, per non “rubare” energia e forza dall’egregora e dal Maestro che lo rappresenta.
Il Maestro non lavora per se stesso, ma per il bene universale.
Anche lui ha ricevuto e quindi deve ridare.

La forza e il potere se non si ri-immettono nel Bene Comune logorano e corrompono chi li detiene. Stesso discorso vale per il discepolo.
Non sempre, però, è giusto elargire la conoscenza allo stesso modo per tutti.
La Verità è qualcosa di molto prezioso e, quindi, ha bisogno di un “luogo” adeguato per essere accolta e compresa.
È chiaro che chi non avrà preparato il suo luogo interiore in accordo con tale trasmissione riceverà in maniera adeguata al proprio livello.

Spesso il Maestro scandalizza l’allievo con atteggiamenti rigidi e inaspettati, ma è anche compito del discepolo non giudicare, poiché spesso è solo attraverso uno shock che può arrivare un’illuminazione.

Il Maestro è un’entità mercuriale fecondante.
L’abito bianco indica, oltre allo stato e la disposizione di purezza, anche la missione mercuriale fecondante di cui l’iniziato è portatore.
È forse per questo che gli adepti di primo grado portano spesso l’abito nero, simbolo della nera terra, materia vergine da fecondare.

estratto dall’articolo http://cosmosdream.it/cosmos/archives/2591

 

Testi in corsivo a cura di LaLuceDiGaia

® Riproduzione consentita con citazione della fonte.

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