Finché credo non so, finchè credo non Sono.

L’essere umano ha un innato bisogno di credere, necessita di punti di riferimento che sono le sue stampelle, fino a che consegue la personale esperienza della realtà interiore e spirituale.

Sappiamo… perché lo abbiamo letto …perché in tanti dicono …perché così ci è stato insegnato. Ma cosa sappiamo in realtà? Aderire a un sistema di credenze non è sapere. 

Tuttavia è fondamentale credere, poiché ci spinge e conduce alla scoperta della verità e quando la verità diventa patrimonio della nostra coscienza, in quanto frutto di eventi personalmente sperimentati e assimilati, giungendo a un contatto autentico con la realtà spirituale entrostante, beh, allora in quel caso, come ho sempre detto, cala il silenzio perché la verità non può essere raccontata, ma solo conosciuta attraverso l’esperienza.    Quando questo accade si sgretola l’impalcatura della credenza – non se ne ha più bisogno – e si conquista la vera conoscenza. 

 

La scienza pensa in termini esclusivamente funzionali… L’esoterismo invece pensa in termini di contenuto, cioè non chiede soltanto il “come” della realtà, ma soprattutto il “perché”. Questo perché è rivolto a capire il significato, ovvero il legame esistente tra il mondo delle manifestazioni e l’uomo.
Questo significato può tuttavia essere rivelato come verità solo al singolo e non è quindi accessibile alle folle. L’esoterismo è quindi asociale.

La scienza si propone di essere accessibile a tutti, Ognuno che sia mediamente dotato deve avere la possibilità di fare propria la scienza, purché si applichi con diligenza.

La scienza è trasmissibile. Il sapere non lo è.

Noi però purtroppo confondiamo il sapere con complessi di conoscenza assolutamente insignificanti e fuorvianti. Questi ultimi sono trasmissibili, il sapere invece non è mai il risultato di diligenza, ma di un atto conoscitivo individuale, del tutto personale, che è di natura metafisica e ignora totalmente le richieste delle masse di “sapere per tutti”.

Il sapere può essere soltanto il risultato della propria esperienza, e non può di conseguenza essere prelevato da altri o passato da altri.
Tutto quello che prendo dagli altri, posso solo crederlo, mai saperlo veramente.

Non ha importanza avere buoni motivi per credere a qualcosa o non crederci.   Credere significa: non sapere.

(Fonte: Il destino come scelta di Thorwald Dethlefsen)

Testi in corsivo a cura di LaLuceDiGaia

® Riproduzione consentita con citazione della fonte.

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