Il corpo umano è la proiezione della nostra coscienza. Parte II

Deepak Chopra nel suo libro  How to Know God, racconta una storia che illustra perfettamente quanto il corpo umano sia un prodotto della nostra coscienza.  Un suo amico, durante un allenamento in palestra, si ferì a un piede con un attrezzo a cui non era abituato. Il dolore aumentava ogni giorno di più fino a rendergli estremamente difficile camminare, così in seguito a un accertamento medico venne rilevato che si fosse procurato un comune disturbo chiamato fascite plantare, in cui il tessuto connettivo tra il tallone e il dorso del piede aveva subito uno stiramento o uno strappo.  

L’amico decise di non farsi operare, ma di affrontare con difficoltà la situazione; ben presto però il dolore fu talmente insopportabile che per disperazione si rivolse a un terapeuta cinese. Questi era all’apparenza ordinario e senza segni di doni mistici o spirituali o di guarigione. L’amico ferito di Deepak Chopra racconta:

“Dopo aver gentilmente sentito il mio piede, si alzò e tracciò qualche segno in aria dietro la mia colonna vertebrale. Di fatto non mi ha mai toccato e quando gli chiesi cosa stesse facendo, mi ha semplicemente risposto che stava semplicemente ruotando alcuni interruttori nel mio campo energetico. Fece questo per un minuto o giù di lì e poi mi chiese di alzarmi in piedi. Lo feci e non avevo più alcuna sensazione di dolore, nemmeno vago. Ricordiamo che vi arrivai zoppicando a malapena, quasi impossibilitato a camminare.”

Egli continua:

“Nel totale stupore gli chiesi cosa avesse fatto. Mi rispose che il corpo è un’immagine proiettata dalla mente, in condizioni di salute la mente mantiene questa immagine intatta e bilanciata. Tuttavia, le ferite e il dolore possono distorcere la nostra attenzione sull’area affetta. In tal caso l’immagine del corpo inizia a deteriorarsi; il suo schema energetico si compromette e si ammala. Il guaritore ripristina lo schema corretto e ciò avviene istantaneamente, sulla parte in cui la mente stessa del paziente è responsabile di mantenerla in quello stato.”

Da questa testimonianza possiamo desumere come la realtà funzioni ad intermittenza ed entra ed esca dall’esistenza innumerevoli volte al secondo, oscillando tra forma e vacuità (formlessness). La fisica quantistica sa che i nostri pensieri e credenze influenzano la realtà quantica, che è la sorgente del mondo materiale. Quindi è naturale dedurre che esista una sorgente di energia senza forma per tutta la creazione, inclusa la nostra fisicità.

E’ indubbio che dobbiamo iniziare a considerarci più che corpi fisici. In verità è molto più coerente pensare a noi stessi come campi di energia luminosa auto organizzati in un corpo, o come pura coscienza manifesta che fa una temporanea esperienza in questo livello di realtà attraverso i nostri corpi. Nuove evidenze mostrano chiaramente che la nostra mente non è localizzata ed è indipendente dal cervello, cioè essa non ha bisogno del cervello o del corpo per esistere.  [1]

Siamo molto di più di ciò che pensiamo ed infinitamente più di quanto ci è stato fatto credere. Il prossimo passo da fare per la nostra evoluzione umana è di imparare ad usare ed affinare questo potere per influenzare la realtà e manifestare letteralmente ciò che vogliamo, direttamente fuori dal campo, da un nuovo punto di vista, verso una nuova vita.

Ma come riuscirci?

Guarisci il tuo Campo, Guarisci il tuo corpo

La guarigione si ottiene purificando la nostra energia, affinché non vi siano ostruzioni a monte della proiezione energetica del nostro corpo. Solo così i nostri atomi e molecole possono allinearsi perfettamente alla struttura matrice, perché non vi sarà alcuna interferenza energetica a corrompere l’immagine del nostro corpo proiettato dalla coscienza.

Possiamo riuscirci quando accediamo allo spazio interiore, al di là dei nostri pensieri, in cui le nostre credenze non possono più influenzare la nostra realtà, poiché quando non pensiamo, siamo anche liberi da convinzioni e aspettative. Attraverso questa attitudine ci allineiamo progressivamente ai principi universali, conformando la nostra energia con le energie provenienti direttamente dal campo delle infinite possibilità, quelle energie ad alta frequenza quali Amore, benevolenza, ispirazione, gioia, compassione ecc.

Il primo passo è considerare la possibilità che noi non siamo solo energia, ma che vi sia energia infinita intorno a noi  a cui possiamo coscientemente attingere, per promuovere guarigione nei nostri corpi e menti, e diventare più felici, in salute, vibranti e creativi. Appena iniziate a connettervi all’infinita energia della creazione ed alla vostra vera natura di energia senza forma, inizierete a diventare consapevoli di come queste energie vi rimandino la proiezione del vostro corpo nel suo stato naturale.

La proiezione del nostro corpo può essere corrotta da una perturbazione nel nostro campo energetico – la nostra coscienza – causata da pensieri ed emozioni distorti, e convinzioni limitanti. Il nostro campo luminoso di energia è naturalmente vibrante e la nostra energia fluisce naturalmente senza impedimenti come potente flusso di coscienza, ma i livelli più bassi di coscienza, entro i quali siamo stati condizionati a vivere come parte del nostro indottrinamento sociale, corrompono questo flusso che, se fosse lasciato libero di scorrere, esprimerebbe la sua perfezione in ogni aspetto della nostra vita.

Vi è anche un’altro concetto chiave da comprendere, e cioè che il nostro corpo si rigenera continuamente. In un’intervista  Deepak Chopra ha puntualizzato che gli atomi non invecchiano. Non muoiono, e gli stessi atomi che esistevano all’epoca del big bang circa 14 miliardi di anni fa esistono ancora, alcuni di essi sono dentro di noi.

Ogni anno il 98% degli atomi del nostro corpo sono scambiati con “nuovi” atomi. Noi moriamo costantemente e costantemente rinasciamo e ci trasformiamo letteralmente a livello atomico e molecolare. Ogni tre giorni abbiamo un nuovo rivestimento nello stomaco, ogni mese una nuova pelle, ogni tre mesi un nuovo scheletro. Ed ogni anno abbiamo quasi interamente un nuovo corpo.  (Deepak Chopra da Living Beyond Miracles conWayne Dyer).

Deepak Chopra ha dato una bellissima descrizione, dicendo che i nostri atomi sono come gli uccelli migratori. Non sono permanenti e sono completamente indipendenti, e si dirigono attraverso lo spazio e il tempo organizzandosi in strutture come i nostri corpi per mezzo di null’altro che il nostro campo energetico, il quale li organizza come fa un campo magnetico con  la limatura di ferro; è solo un po’ più complesso.

Quante altre prove ci servono per iniziare a considerare il nostro corpo in modo diverso e ad osservare il meccanismo della salute sotto una nuova luce?

Nessuna materia grezza che forma il nostro corpo fisico può decadere, inoltre, essa cambia in continuazione. Allora, cosa cambia? Qual è la forza che rimanda indietro questi atomi e molecole alla sorgente e si assicura che essi continuino a fare il loro lavoro in modo perfettamente armonioso, anche mentre le nostre cellule ed atomi stanno migrando a miliardi?

Il nostro corpo non è ciò che realmente siamo. Il corpo è solo la proiezione di ciò che crediamo di essere. Se potessimo scoprire di essere pura coscienza, e che in realtà siamo pura coscienza, consapevolezza creativa e infinita che si manifesta nella realtà fisica e co-crea la realtà insieme ad altri aspetti di noi stessi, allora potremo iniziare a prendere il completo controllo del nostro corpo, salute e vita.
Dolori cronici, disfunzioni, malattie o vecchie ferite presenti nel corpo, in realtà non sono nel nostro corpo, ma nella nostra mente. Più precisamente, essi sono una funzione della nostra percezione. I nostri atomi e molecole cambiano continuamente, ma così come nuovi atomi e molecole sono formati, e noi ci muoviamo dentro e fuori dall’esistenza, il nostro campo energetico dispone dove essi devono andare, cosa fare e come allinearsi l’un l’altro.

Quindi se nella nostra coscienza sono codificate informazioni di disfunzione, malattia, dolori e ferite queste resteranno impresse nel nostro campo energetico e da lì esse si manifesteranno nella nostra fisiologia.

In tal caso non solo la nostra salute è completamente sotto il nostro controllo, ma anche il grado di invecchiamento può essere sotto il nostro controllo. Non significa che possiamo essere immortali, cosa che di fatto siamo già, in quanto esseri di coscienza infinita, ma in un prossimo futuro gli esseri umani potranno realizzare l’abilità di vivere in corpi longevi, gestendo pienamente dal campo energetico la durata del corpo di manifestazione, con la consapevolezza di esseri luminosi di pura energia.

Allora gli esseri umani realizzeranno che il corpo è la manifestazione del Sé Superiore e potremo non solo manifestare qualsiasi cosa nella nostra vita, ma anche nei nostri corpi. Un giorno arriveremo a rigenerare continuamente i nostri corpi, poiché vivremo dal livello del campo dell’infinita energia e in tal modo i nostri corpi opereranno a una frequenza più alta che ci permetterà di vivere in essi, finché la nostra opera sarà compiuta e solo allora sceglieremo di lasciarli.

Fantastico, vero? Certamente. Ma questi cambiamenti possono iniziare a essere visibili nel corpo e nella mente umana solo dopo un po’ di pratica e costante allenamento, quindi sarebbe opportuno iniziare a farne esperienza imparando a meditare. Infinite evidenze dimostrano che questa è la via. L’unico ostacolo che impedisce di attingere a questa natura dell’universo è la nostra consapevolezza, il nostro livello di attenzione e le nostre convinzioni e credenze.

La nostra capacità di guarire è direttamente connessa al nostro livello di attenzione e di convinzioni. Ad esempio possiamo guarire da qualsiasi afflizione, malattia, disturbo o ferita, nella misura possibile per noi, solo se abbiamo l’assoluta certezza, sentiamo di sapere, che saremo guariti.  Ciò si ottiene direttamente accedendo al livello fondamentale di realtà attraverso la profonda meditazione.

Al livello fondamentale di realtà tutto è possibile e la ricostruzione della realtà è interamente dettata dalle nostre credenze ed aspettative. Siamo pura energia e vi è infinito potenziale in questa energia. Ciò che scegliamo di manifestare nelle nostre vite e nei nostri corpi è interamente nelle nostre mani.

Non vi sono limiti e nulla è impossibile. Sono solo le nostre credenze che determinano ciò che possiamo o non possiamo fare.

Testo estratto, tradotto e riadattato a cura di LaLucediGaia

fonti:

http://www.zengardner.com

 – [1] Exploring the Nature of Mind and our Holographic Brain, from http://www.projectglobalawakening.com/2014/03/29/nature-of-mind/

 

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Il corpo umano è la proiezione della nostra coscienza. Parte I

Il corpo umano è una proiezione olografica della nostra coscienza. Ognuno di noi influenza direttamente questo ologramma, quindi abbiamo il completo controllo sulla salute del nostro corpo fisico. Vediamo come funziona il meccanismo che sta dietro questo principio, fornendo le prove scientifiche tanto care alla nostra mente razionale.

Il pensiero umano produce la realtà.

Uno dei principi chiave della fisica quantistica è che i nostri pensieri producono la realtà. All’inzio del 1900 ciò fu provato senza ombra di dubbio con un esperimento chiamato della doppia fenditura. Si constatò che il fattore determinante il comportamento delle particelle di energia a livello quantico era la consapevolezza dell’osservatore.

Ad esempio, elettroni nelle stesse condizioni a volte si comportavano come particelle, altre sotto forma di onda (energia senza forma), in base a ciò che l’osservatore si aspettava dovesse accadere. Qualsiasi cosa l’osservatore credeva dovesse succedere era ciò che il campo quantico faceva.

Il mondo quantico attende che noi esprimiamo un intento perché si determini un suo comportamento. Per tale ragione i fisici quantistici hanno tante difficoltà a trattare, spiegare e definire il mondo quantico. Noi siamo davvero, in ogni senso, maestri di creazione, poiché decidiamo cosa far manifestare nella forma dal campo delle infinite possibilità.

Il punto è che la realtà a livello quantico non è un aspetto locale e insignificante della creazione. È tutto attorno a noi, ed è il più fondamentale livello della creazione. Il campo dell’energia umana interagisce e influenza il campo quantico attorno a noi in ogni istante, e l’energia delle nostre credenze ed intenzioni viene infusa nel nostro campo di energia, poiché essa è definita dall’energia emanata dai nostri pensieri ed emozioni.

Quindi l’insieme dei nostri pensieri, emozioni, credenze e intenzioni, ovvero il campo energetico umano, costantemente informano la realtà quantica esterna ed interiore a noi, in ogni singolo istante della nostra esistenza.

Poiché la realtà si muove con moto intermittente dentro e fuori dall’esistenza (ipoteticamente 1044 volte al secondo –  in base a quanto definito da Planck, come spiegato su “Resonance Project” del biofisico William Brown), ogni volta che la nostra realtà oscilla tra la forma e lo stato di energia pura del campo, la nostra consapevolezza, che è costante e non intermittente, informa il campo su come manifestarsi al suo ritorno dal livello quantico.

Così, ogni volta che oscilliamo nel livello senza forma abbiamo il totale e completo controllo, nonché la responsabilità di cosa scegliamo di portare in manifestazione nel momento successivo. La nostra abilità e potere dipende interamente da ciò che crediamo e soprattutto da come ci sentiamo.

Un esempio significativo è il caso di  Vittorio Michelli. Nel 1962 fu ammesso all’ospedale Militare di Verona, con un vasto tumore al fianco sinistro. I medici sapevano di non poterlo aiutare, così fu ritenuto incurabile e rimandato a casa senza ricevere alcun trattamento. Dopo circa dieci mesi l’osso del fianco sinistro era completamente disintegrato. L’ultima speranza fu di andare a Lourdes, dove si immerse nella fonte miracolosa.

Immediatamente si sentì meglio, recuperò l’appetito e fece qualche altro bagno nella fonte prima di partire.  Qualche mese dopo sentì un potente senso di benessere che lo spinse a ritornare dai medici per fare un’altra radiografia e questi rimasero sorpresi nel constatare che il tumore si era ritirato. Nei mesi a seguire i medici lo monitorarono costantemente e le lastre mostravano che il tumore continuava a regredire, fino a scomparire. Dopo che il tumore scomparve, l’osso del fianco iniziò a rigenerarsi.

Due mesi dopo, aveva ripreso a camminare e diversi anni dopo l’osso era totalmente rigenerato.

Normalmente ciò sarebbe considerato miracoloso, e davvero lo è, ma il vero miracolo risiede nel senso del vero potere dell’intenzione umana ed in ciò che l’essere umano crede. Inoltre, questa è una grande evidenza del fatto che esista una struttura energetica con cui il nostro ‘corpo materiale’ è allineato, infatti ciò spiega in modo logico come l’osso di Vittorio Michelli conoscesse esattamente la forma da assumere durante la sua ricrescita, cosa impossibile se non si ammette l’esistenza di una sorta di matrice energetica preesistente che istruiva la sua ricostruzione.

In medicina questo fenomeno poteva risultare sconosciuto e quindi miracoloso, ma non può dirsi la stessa cosa in fisica.  A livello atomico gli atomi si aggregano l’un l’altro per dare forma alle molecole, che hanno specifiche strutture geometriche, come se vi fosse una matrice energetica a cui si conformano, a stabilire le forme che esse devono mantenere.

Se i nostri corpi sono proiezioni di coscienza, allora la nostra coscienza crea una matrice energetica in cui i nostri atomi e molecole si allineano per crearli. Vi sono prove a sufficienza nelle nuove scoperte sul DNA che attestano l’esistenza di questa matrice energetica (o campo energetico umano), infatti è stato dimostrato che  il DNA trasmette, riceve e legge l’energia direttamente dal campo.

Il caso di Michelli è un perfetto esempio della capacità umana di riorganizzare strutture dal vuoto attraverso la nostra energia ed intenzione, portando in manifestazione ciò che desideriamo, direttamente fuori dal campo energetico, producendo risultati miracolosi. La chiave di questa guarigione dipende essenzialmente dal fatto che egli iniziò a sentirsi meglio, cominciando a credere di iniziare a guarire.

La maggior parte vorrà credere che Dio ha guarito quest’uomo e la cosa ci troverebbe comunque d’accordo, tuttavia bisogna modificare il punto di vista e ridefinire cosa o chi è DIO. Il punto è che ognuno di noi è Dio, perché la forza che chiamiamo Dio è energia e infinita coscienza al di là della creazione; pertanto se ci rivolgiamo all’interno di noi stessi, come pura coscienza, vale a dire acquietando il movimento mentale, grazie alla meditazione, allora ci apriamo all’infinito spazio delle possibilità che è la nostra stessa consapevolezza. Noi siamo inseparabili da quella coscienza creativa infinita. Siamo QUELLA coscienza e ESSA è noi.

Quando ci apriamo a questa energia, ci permettiamo di fluire ed essere inondati da “un potente senso di benessere” cominciamo a sapere che esso ha lo straordinario potere di creare la realtà e influenzare direttamente la nostra biologia.

Il corpo è una proiezione della nostra coscienza

E’ fondamentale comprendere il principio di intermittenza della realtà dentro e fuori la forma. E’ assolutamente cruciale per capire la nostra abilità di guarire, perché se per la metà del tempo siamo senza forma, allora: a.) chi siamo veramente? Perché ovviamente a questo punto i nostri corpi ed il mondo fisico hanno un certo grado di illusorietà; b.)  Cos’è la matrice che indirizza il riadattamento dei nostri corpi ogni volta che noi letteralmente ci “ri-materializziamo”?

La risposta ad entrambe le domande è: la coscienza.                                            I nostri corpi sono una proiezione olografica della nostra coscienza e sono la sintesi della totalità delle convinzioni che abbiamo di noi stessi. Se cambiamo ciò che crediamo su noi stessi, possiamo cambiare l’energia che definisce il nostro campo energetico  umano e quindi, ogni volta che ci ri-materializziamo 1044 volte al secondo, possiamo cambiare la matrice energetica a cui il nostro corpo si conforma.

(L’esatta struttura e dinamica della nostra nostra coscienza, che ci rende espressioni sia frattali che olografiche di questa infinita coscienza coscienza-Dio, può essere approfondita nella teoria sull’universo olografico di Nassim Haramein, e nel suo lavoro Crossing the Event Horizon.)

To be continued…

 

Testo estratto, tradotto e riadattato a cura di LaLucediGaia

fonte: http://www.zengardner.com

 

L’energia di Sagittarius

Finalmente molti di noi tireranno un sospiro di sollievo, oggi 22 novembre, lasciamo il segno dello scorpione ed entriamo nell’ultima settimana di novembre sotto l’Energia di Sagittarius.
Così la descrive Alice Bailey nella nona fatica di Ercole: “L’uccisione degli uccelli di Stinfalo”.
“Il Sagittario è il segno preparatorio al Capricorno ed è chiamato, in alcuni vecchi libri, “il segno del silenzio”.
Negli antichi misteri il neofita doveva sedere in silenzio e non gli era permesso di camminare o parlare; doveva “essere”, lavorare ed osservare. Ciò poiché non è possibile entrare nel quinto regno di natura, quello delle Anime coscienti, o salire la montagna del Capricorno, fino a che non si sia imparato a parlare poco e controllare il pensiero. Questa è la lezione del Sagittario: controllo della parola mediante il controllo del pensiero.
[…] Ci terrà molto impegnati poiché, dopo aver rinunciato alle forme ordinarie del discorrere, alle chiacchiere inutili, dobbiamo imparare ad evitare di parlare di cose spirituali. Dobbiamo imparare cosa non dire riguardo la vita dell’Anima, a non tenere lunghi discorsi su cose per le quali le persone possono non essere ancora pronte.
[…] Sagittario è la porta per Capricorno. Si può pensarla come una piccola apertura, ai piedi della collina, attraverso cui passiamo prima di scalare la montagna. Attraversandola, noi dimostriamo la nostra abilità nel corretto uso delle frecce del pensiero. Questa è la grande prova.

[…] In Scorpione c’è stata la distruzione d’ogni cosa. Ma i tre aspetti della divinità sono ancora là, nel fluido, ed essi operano secondo il modello prestabilito. Lo stadio della crisalide è il Sagittario. È interessante trasportare la sequenza del pensiero o del conseguimento dallo Scorpione al potere e al successo sviluppato in Sagittario, essendo questo un segno di potere.

[…] Potente perché questo è il segno del silenzio e perché è anche il segno della concentrazione in un’unica direzione, essendo stata vista per la prima volta chiaramente la meta; potente perché è il periodo che precede immediatamente la nascita del Cristo”.
Esercitiamoci a restare nella concentrazione meditativa silenziosa ed ascoltare la voce di quel silenzio o voce dell’Anima.

Il pensiero seme su cui meditare è: “Restando in silenzio sento il potere dell’Anima”

Buon silenzio

Tratto da: http://www.fraternity.it/content/strumenti-di-crescita-energia-di-sagittarius

 

Potere creativo del pensiero

Cosa sono le forme-pensiero.

Che sia la mente a creare è ormai assodato dalla scienza, dalla filosofia e anche dalla religione. Il Creatore, ogni creatore, crea proiettando il progetto della propria creazione fino a concretizzarlo in una forma materiale.

La forma materiale, tuttavia, non è che l’ultima e più densa manifestazione in cui la creazione appare. Prima di diventare materiale e concreta una forma è costruita sui piani della mente dove un’idea, una nuova idea, si sviluppa e riveste di concetti sempre più sequenziali fino a divenire un progetto strutturato, che prende il nome di: “Forma-pensiero”.

Una Forma-pensiero può influenzare in modo negativo o positivo. Può servire a controllare o far evolvere l’intera Umanità.
Per questo motivo è di estrema importanza saper formulare e sostenere Forme-pensiero costruttive in senso evolutivo, atte a manifestare il Piano Divino unificando l’Umanità e valorizzandone il patrimonio creativo.
Costruire Forme-pensiero capaci di resistere nel tempo e di influenzare o cambiare la mentalità degli individui è l’Arte magica per eccellenza.

Siamo abituati a credere che le “cose” abbiano una loro caratteristica intrinseca, ma non è così nella realtà.

Il Proposito Divino origina, nelle dimensioni spirituali, i 22 Archetipi o prototipi di tutte le possibili forme di manifestazione materiale. Ogni idea recepita mediante l’intuizione, che è il modo più spontaneo di captare gli Archetipi Divini, viene precipitata nella mente dell’individuo per costruire una Forma-pensiero adeguata e coerente. Le forme, dunque, siano esse mentali come i pensieri, emotive come le emozioni e i sentimenti, o materiali come le azioni e le cose, sono il riflesso o manifestazione nel piano Fisico denso di un Archetipo che è stato formulato nella mente da un’Anima incarnata, ossia, da un individuo pensante.

Questa “magia” avviene per tutte le forme del mondo manifesto. Se le Forme-pensiero archetipiche non fossero costantemente mantenute in essere dall’attenzione del Pensatore Divino e sostenute dai pensatori mediante il patrimonio culturale e lei credenze che condizionano, in modo positivo o negativo, il Genere umano, nulla sarebbe manifestato. In questo senso, noi siamo i co-creatori del nostro habitat.

Gli elementi della “Tavola periodica” esistono in quanto condensazioni delle Forme-pensiero che li sottendono. Per creare un nuovo elemento, rispondente a determinate qualità e caratteristiche, occorrerebbe pensare nuove aggregazioni atomico-molecolari e saper attrarre adeguata energia, forza e sostanza per mantenerle vive e potenti.

La Fisica quantistica ci dice che l’osservatore influenza l’osservato mediante l’aspettativa sull’osservazione. Essa conferma, in modo scientifico, quello che la Saggezza Antica ha, da sempre, sostenuto con l’assioma: “L’energia segue il pensiero”.

Un pensiero strutturato, ossia, una Forma-pensiero, attrae a sé energia pensante, forza magnetica emotiva e sostanza eterica vitale, fino a concretizzarsi in una forma del piano fisico denso, visibile e fruibile dai nostri sensi.

Perché sia tale, tuttavia, occorre che la Forma-pensiero venga rafforzata e mantenuta in vita dall’apporto energetico di un vasto numero di individui che aderiscono, per attrazione magnetica, a quella forma, mediante credenza, convinzione, suggestione, desiderio, ideologia, fede ed altre forme di attaccamento emotivo-mentali.

È la credenza comune o mentalità a mantenere in una certa forma, qualità, caratteristica o efficacia una “cosa”, sia essa fisica, emotiva o mentale.

Se pensiamo in termini di salute, un farmaco o una cura, saranno efficaci in base al consenso o alla credibilità che saranno stati costruiti su di essi. Spostandoci sul piano della comunicazione di massa, un messaggio mediatico avrà efficacia in base alla penetrazione nel corpo emotivo e mentale delle persone. Così sarà per un pensiero filosofico, una teoria scientifica, una ideologia politica o fede religiosa.
L’adesione collettiva ad un sistema di riferimento comune, creerà il Codice, la Legge, il Linguaggio, la modalità di Scambio socio-economico di una Nazione o dell’intero Pianeta.

Se venisse cambiata la mentalità comune, anche le qualità delle forme connesse, cambierebbero.

La mentalità comune è, a sua volta, costruita e alimentata attraverso la ripetizione costante di Forme-pensiero emanate da chi nell’attuale civiltà, ha la forza di imporle, detenendo il controllo dei mezzi di comunicazione e dei centri di potere economico-finanziario. In questo modo il cerchio si chiude in un corto-circuito condizionante l’intero Genere umano, verso una massificazione materialistica delirante. Una vera “agonia” del consumo e della mercificazione.

È la classica situazione del cane che si morde la coda.
Come uscirne?

Noi proponiamo di sostituire le vecchie Forme-pensiero che condizionano negativamente l’attuale civiltà, formulando nella mente e sostenendo nel proprio cuore le nuove Forme-pensiero che plasmeranno l’era Aquariana, in modo che diventino patrimonio comune e penetrino le masse fino a farle giungere al punto critico oltre il quale il cambiamento diverrà repentino e inarrestabile.

La qualità intrinseca dell’energia di Aquarius è la libera espressione della creatività nella partecipazione al bene collettivo attraverso la coscienza di gruppo.

Chiediamo, quindi, a tutti gli individui che non subiscono i condizionamenti delle vecchie forme e sanno focalizzare le proprie menti, mossi da intenti impersonali, di unirsi nel formulare e sostenere le Forme-pensiero che verranno proposte da noi, o da altre organizzazioni consimili, in modo da creare una rete di connessioni consapevoli, per il Risveglio delle coscienze e l’armonizzazione delle attività umane.

Con questo intento cerchiamo la condivisione degli altri movimenti e delle associazioni orientate alla grande opera di rinnovamento epocale.

fonte: http://www.fraternity.it

Le energie trasmesse attraverso il web

ENERGIE CHE SI TRASMETTONO ATTRAVERSO CIO’ CHE SCRIVIAMO SU INTERNET

di Masaru Emoto
Dobbiamo essere consapevoli di come utilizziamo Internet.
Forse vi sorprenderà sapere che le parole che scrivete nelle e-mail e negli sms hanno sul vostro corpo un effetto maggiore di quelle usate nelle conversazioni e nelle lettere.
Questo avviene perché la vibrazione del sistema nervoso si trova, in effetti, sullo stesso livello di quella dei sistemi di comunicazione elettronica.
Quando scrivete qualcosa a mano o lo stampate, la vibrazione non è abbastanza sottile da risuonare col vostro sistema nervoso, limitando così l’effetto che essa può avere su di voi.
Ma la scrittura realizzata mediante campi elettromagnetici si armonizza perfettamente con la vibrazione del vostro sistema nervoso, determinando la formazione di una risonanza e facendo così un’e-mail o un sms abbiano un notevole impatto sul cervello e sul resto del corpo.
Le parole trasportate dalle onde elettromagnetiche hanno il potere di andare al cuore del destinatario, producendo un effetto duraturo.
Quindi, spedire delle affettuose parole di elogio può avere un effetto positivo sulla persona che le riceve. Se avete qualcosa di negativo da dire su qualcuno, non fatelo via e-mail.
Tuttavia, se volete limitare il male arrecato dalle vs vibrazioni negative, è opportuno comunicare di persona.
Anche la comunicazione vocale tramite cellulare merita attenzione. Diversamente dai vecchi telefoni, legati via cavo, i cellulari utilizzano campi elettromagnetici.
Una cosa sono le conversazioni positive, ma quando la discussione prende una brutta piega, le conseguenze vanno da un semplice problema nel rapporto umano con l’interlocutore a un grave danno fisico.”

Tratto da: Il Miracolo dell’Acqua di Masaru Emoto

 

L’importanza del dare

Se avete qualcosa da dare, datela! Datela via!

Tutto ciò che teniamo per noi stessi presto o tardi cristallizza, incancrenisce e muore.

Un fiore che sboccia si offre alla vita e dà il suo colore, il suo profumo e la sua bellezza in omaggio alla vita, a qualcuno che lo raccoglierà o semplicemente godrà del suo odore e della sua vista.

Essere sul Sentiero significa riconoscere gli aspetti celati a noi stessi, lasciare che vengano allo scoperto, osservarli e farne un’opera prima.

Quando dico questo mi riferisco sia alle qualità distorte, che vanno purificate nel crogiuolo della coscienza e trasformate da piombo in oro, sia a quelle già luminose, esistenti, ma ignote a noi stessi fino a prima di entrare in contatto con la nostra essenza e “fare la nostra conoscenza”.

Parlo dei nostri talenti, di cosa scopriamo di poter fare delle nostre rinnovate capacità, dell’entusiasmo che cresce dentro di noi mano a mano che comprendiamo la vita e impariamo a fluire con essa, perchè la Vita Una è gioia, condivisione ed espansione.

In questo cammino ho potuto toccare varie “tappe”. All’inizio la personalità bussava continuamente alla ricerca di nuove persone da convincere alla causa, di nuove frontiere da conquistare, affinchè quelle parti di me che fremevano di autocompiacimento ed autocelebrazione potessero dimostrare quanto fosse indispensabile e necessario intraprendere un percorso di autoconoscenza.

Poi ho capito a mie spese che non è possibile convincere gli altri, perché in realtà “nessuno può aiutare nessuno”, poiché la vita è perfetta e ognuno arriva alla conquista di Sé con le proprie forze e quando può.

La rinuncia a voler reclutare nuove anime a tutti i costi mi ha messo nella VERA condizione di non avere aspettative per i frutti dell’azione, ed allora, ma solo allora, nuove anime sono arrivate a nutrire le schiere degli uomini di buona volontà, tanto necessari in questo particolare momento per l’evoluzione di questo meraviglioso e prezioso pianeta.

Il passo successivo alla rinuncia è DARE.

Darsi veramente, senza sentire dentro quella vocina mefistofelica che dice: “fai così e cosà, porta avanti questo progetto, così poi ottieni questo e quest’altro e poi arriveranno altri e diventi un punto di riferimento e magari guadagni” …e via di seguito con certi subdoli rigurgiti di coscienza non esattamente cristallini, che vorrebbero far passare Uncle Scrooge per Madre Teresa di Calcutta.

Il Dare di cui parlo è qualcosa che si conquista lasciando davvero che la Vita faccia il lavoro per te.

La vita ci mette tanti di quei segnali lungo il cammino che noi dobbiamo solo imparare a riconoscerli e seguirli.

Dare significa aprirsi a chi è responsivo al tuo segnale.

Dare significa fare un passo verso l’altro e, se l’altro ti apre le braccia, tu lo accogli e lo nutri, lo vesti, lo sostieni e se cade lo rialzi.

Dare significa comprendere che chi non è pronto a ricevere va rispettato, ma non inseguito.Tornerà se e quando sarà pronto a raccogliere.

Dare significa tendere una mano a chi si è perso e, nell’annebbiamento delle proprie paure e delle proprie fragilità, ha bisogno di un tuo cenno per comprendere che sei lì anche per lui; e si potrà camminare fianco a fianco, senza temersi l’un l’altro, sotto gli auspici di ogni migliore realizzazione.

Dare significa aprirsi alla più vasta fonte di consapevolezza che la Vita ci offre quando scegliamo di stare insieme e fare insieme, rinunciando a seguire quella voce che vuol far credere che da soli si possa far meglio e che non ci sia bisogno di nessuno.

Ognuno di noi è sacro e prezioso e partecipa indiscutibilmente a colorare la tela di questo meraviglioso dipinto che si chiama esistenza, che vi ricordo è UNA.

Non recriminate per ciò che non riuscite a ottenere, sorridete e Date con fiducia; condividete sempre, soprattutto con  coloro che sentite simili a voi, ed osservatevi  costantemente ed impietosamente affinché PENSIERO-PAROLA-AZIONE siano quel flusso coerente d’energia che produce espansione, crescita, in ultima analisi VITA!

 

Testo a cura di La Luce di Gaia

®Riproduzione consentita con citazione della fonte.

 

Senso di colpa: stato d’animo indebitamente subdolo e pericoloso.

Quanto spesso nella vita ci siamo imbattuti nel senso di colpa, nostro o altrui? Negli ultimi anni trascorsi a condurre gruppi di crescita interiore e risveglio spirituale, mi sono ripetutamente trovata a cercare di far comprendere l’inutilità di questo paravento di autocondanna che l’uomo usa per nutrire le dinamiche distruttive di cui è totalmente all’oscuro.

Certo non è semplice dissertare sul potere devastante del senso di colpa, è però utile sapere, anche se non di semplice comprensione se non lo si è scoperto a proprie spese, che l’unica funzione del senso di colpa è quella di mantenere uno “status quo” interiore, per cui l’individuo che ne è afflitto, con la scusa di agire per il bene altrui a scapito del proprio, continua a perpetuare uno schema che ha l’unica funzione di mantenerlo prigioniero di sé stesso e dei propri meccanismi distorti, quindi indebitamente infelice e frustrato.

Questo carceriere è spesso il più grosso ostacolo che si frappone tra noi e la conoscenza di noi stessi. Sostiene e nutre una maschera di benevolenza a cui desideriamo aderire con tutte le nostre forze, che ci fa ritenere persone dedite al benessere altrui, prima che al proprio. Ma è davvero così?

Il problema è che spesso l’altrui (ma anche il nostro) bene non coincide con ciò che noi pensiamo sia necessario. Così poi, quando questa non coincidenza viene a galla insorge il senso di colpa, negriero spietato con la funzione di tenerci lontani da noi stessi e dalla nostra vera Essenza.

Sapienti e illuminati del passato e contemporanei, asseriscono che il motivo per cui veniamo al mondo è quello di realizzare la gioia e la soddisfazione come esseri umani. Questo proposito è di solito perseguito inconsciamente, secondo il proprio livello evolutivo; per cui l’individuo cerca di ottenere gioia e benessere come può e, in mancanza di consapevolezza di Sé, ciò avviene seguendo modelli precostituiti.

Così, dato che il contesto in cui nasciamo e viviamo  ci plasma facendoci credere che per essere felici bisogna agire in un dato modo (sposarsi, avere figli, il posto fisso, essere socialmente approvabili, avere successo sociale, essere brillanti, e quant’altro), prendiamo a prestito quel modello di felicità (che, beninteso, può anche andar bene per qualcuno, ma non siamo tutti uguali!!) e lo indossiamo, credendo che sia ciò che realmente desideriamo, a volte senza mai chiederci se è ciò di cui abbiamo davvero bisogno per sentirci colmi e appagati.

Ognuno di noi viene sulla terra con un bagaglio di qualità, talenti, limiti e potenzialità che gli derivano da precedenti esperienze fatte sotto altre spoglie, in altri tempi e luoghi, su questo o altri pianeti.

L’immagine che lo specchio ci mostra, ciò con cui comunemente ci identifichiamo durante l’incarnazione fisica è solo un fantoccio, un abito preso a prestito, che abbandoneremo esaurita l’esperienza sulla Terra. Ciò che invece continua ad esistere e determina di volta in volta il tipo di vita che andremo a sperimentare nella materia, sulla base delle precedenti esperienze, è il principio Divino o Spirituale, che convenzionalmente chiamiamo Anima o Sè Superiore.

La capacità di aderire o meno allo schema precostituito di cui sopra dipende da quante volte siamo tornati sulla terra, cioè dall’ ”anzianità” dell’anima che viene in incarnazione.

Sicché un’anima antica fatica molto ad adeguarsi agli schemi e soffrirà molto di più delle anime più giovani, perché non può più identificarsi con esperienze già ampiamente conosciute e sperimentate e che perciò sente come inadeguate; percepisce ciò come costrizione ed attuerà scelte, comportamenti, interpretazioni della realtà e linguaggi incomprensibili alla massa che costituisce la società ordinaria e che ci vuole tutti “uguali” per forza.

La tendenza di un tale individuo sarà quella di rompere gli schemi e forzare la struttura che lo limita – che è la sua personalità – e che è costituita da ogni credenza, convinzione, retaggio sociale, familiare, religioso, educativo ecc., facendone uno schiavo.

Ogni essere umano cresce all’interno di questa struttura e ne è prigioniero. Alcuni si accorgono di esserlo. Pochi sono quelli che, essendosi accorti di essere schiavi di sé stessi, riescono a trovare il coraggio per uscire dalla gabbia.

Il motivo di questa mancanza di coraggio deriva da un dilemma fondamentale: l’uomo non sa di essere molto di più di ciò a cui è abituato a credere. Citando testualmente dalla canzone Il Vuoto di F. Battiato: “Sei quello che tu vuoi, ma non sai quello che tu sei”.

É esattamente così.

Dunque noi siamo liberi in essenza (l’Anima è libera e senza limiti), ma crediamo di dover essere come gli altri per essere riconosciuti dal gruppo di appartenenza e così siamo indotti ad agire come costoro si aspettano da noi.

Non ci dedichiamo all’osservazione di noi stessi, perché non ci viene insegnato, e costruiamo giorno dopo giorno quella gabbia entro cui poi dovremo vivere fingendo che sia un bel posto e un bel vivere.

Quando la vita ci conduce ad un momento di riflessione, di scelta, di introspezione, all’inizio non sappiamo dove e cosa osservare e per tutti, o quasi, la scelta obbligata passa per periodi di depressione, senso di vuoto e smarrimento assoluti. Ma la vita è perfetta e generosa, e ci manda continuamente dei segni: imparare a riconoscerli e decodificarli è un esercizio che bisogna praticare se si desidera trovare le risposte, che peraltro sono sempre dentro di noi; saperli riconoscere e interpretarli è indice di avvenuta crescita ed espansione di coscienza.

Nulla è a caso. Nessun incontro è a caso. Nessuna parola, gesto, sorriso, apertura, chiusura, accoglienza, rifiuto, sogno, pensiero, simpatia, antipatia, moto spontaneo del cuore…

Ogni cosa è un segno e può essere interpretato da chi desidera comprendere il perché sta vivendo un momento difficile e vuole cominciare ad uscire dall’annebbiamento che caratterizza la sua vita.

Iniziare a porsi le giuste domande è la strada per liberarsi dalle catene che ci imprigionano e ci impediscono di volare oltre il velo dell’illusione.

 

Testo a cura di La Luce di Gaia

®Riproduzione consentita con citazione della fonte.

L’illusione della storia personale

L’ILLUSIONE DELLA STORIA PERSONALE
Tutti hanno la loro storia personale. I nostri genitori hanno iniziato a tesserla; all’inizio ci hanno detto chi eravamo, ci hanno trasmesso le regole per vivere in una comunità, insieme alle altre persone, in uno specifico contesto sociale.
Così è nato il piccolo ego ed abbiamo iniziato ad ascoltare la sua voce che ci raccontava la nostra storia personale. La voce interiore ci ha raccontato una storia su chi noi fossimo ed in che direzione stesse andando la nostra vita.
Abbiamo trovato la storia talmente convincente che non ci è mai capitato di metterla in discussione. Ma questa storia è proprio vera o è solo l’ego che farfuglia, allontanandoci dalla verità e intrappolandoci nella disperata ragnatela dei pensieri?

Anatomia della storia personale
Ogni momento di risveglio della nostra vita corrisponde ad una storia personale che ha il nostro Sè come punto centrale della questione. La nostra vita può essere interpretata solo entro la cornice di quella storia. Ciò accade perché ci identifichiamo così fortemente con la voce dell’ego, il narratore della storia, che la storia personale diventa il fondamento della nostra vita intera.
Uno sguardo più ravvicinato a quella storia personale, tuttavia, rivela che la nostra storia interiore consiste di un tessuto di esperienze e pensieri. Pensieri che spiegano le nostre esperienze, pensieri a cui crediamo e in cui ci identifichiamo, pensieri che in tal modo forniscono i fondamenti della nostra auto-determinazione.
La nostra storia personale ci mantiene sotto il suo incantesimo, in uno stato ipnotico, in cui tutte le nostre attenzioni sono dedicate alla voce interiore ed alla storia che lei ci racconta. In questo modo noi abbandoniamo la nostra vigilanza, il mondo ci passa accanto, perché ci concentriamo solo sugli elementi di realtà che sembrano confermare la nostra storia personale. Cosicché perdiamo l’appiglio sulle dimensioni più profonde della vita. Queste sono presenti sempre, ma perdiamo il contatto con esse a causa dell’assenza di vigilanza.

Al di là della storia personale.
La questione emerge quando ci chiediamo se siamo veramente identici alla nostra storia personale, o forse siamo più di quello? Tutti hanno un vago sospetto che la nostra storia personale non rifletta la realtà, di fatto noi siamo qualcosa di più profondo.
Quando sembra che tutto vada bene, raggiungiamo gli obiettivi, siamo contenti, il vago sospetto svanisce del tutto e la nostra identificazione con la storia personale si rafforza. Ci sono, tuttavia, momenti nella vita in cui niente ci sembra andare per il verso giusto, così siamo infelici e soffriamo. Il sospetto allora si ripresenta e tendiamo a credere di essere qualcosa di più che il grumo di pensieri che forma la nostra storia personale. Realizziamo di essere più che semplici pensieri.
Fino a che insistiamo sulla nostra storia personale e non su quella parte che ce la racconta, la dimensione più profonda della nostra esistenza ci rimane inaccessibile. Non perché tali dimensioni non siano presenti nella nostra vita (e non producano effetti… anzi!!! ndt), ma perché muoversi nella rete della nostra storia personale storia assorbe tutta la nostra attenzione.

Risvegliarsi dalla storia personale.
Se diventiamo coscienti e consapevoli della storia personale che ci stiamo raccontando, abbiamo una possibilità di risvegliarci dall’incanto ipnotico che la storia personale esercita su di noi.
Per diventare coscienti e consapevoli dobbiamo chiederci: ”chi sta parlando nella mia testa? Chi è la voce interiore che mi racconta questa storia personale?” L’unica possibile risposta onesta a questa domanda è ”non ne ho idea!”. Una risposta diversa è radicata alla storia personale e, come tale, va respinta.
La risposta onesta può certamente essere un trauma, completamente destabilizzante rispetto alla vita che abbiamo fatto fino a quel momento. Più ci identifichiamo con la storia personale, più grande sarà la nostra confusione. Non crediamo più a ciò che avevamo sempre considerato fermamente essere la nostra storia. Questa esperienza può, tuttavia, portarci al punto di dubitare della verità che abbiamo creduto in relazione a noi stessi.
Questo è il primo segnale del risveglio dall’ipnosi. Adesso la nostra attenzione non è più pienamente affidata alla nostra storia personale né alla parte che ci racconta la storia. Possiamo così diventare sensibili alle dimensioni più profonde della nostra vita.

Noi siamo la totalità dell’esistenza.
La porta d’accesso alle dimensioni più profonde della vita è la Vigilanza, che è il risultato del rilascio dell’attenzione dallo stato ipnotico di ascolto della nostra storia personale. Il nuovo stato di vigilanza ci consente di conoscere noi stessi senza identificarci con i nostri pensieri ed emozioni.
Ciò che sperimentiamo in questo nuovo stato, oltre ai nostri pensieri ed emozioni, è la completezza dell’esistenza. In questo stato tutte le frammentazioni spariscono dalla nostra vita, riconosciamo la vastità del nostro spazio interiore nella nostra esistenza, la nostra felicità e pace entrostante. Ci sentiamo a casa nel nostro corpo e realizziamo che la nostra coscienza vigile è libera da ogni pensiero ed emozione.
Quindi possiamo decidere se continuare a dare ascolto alla nostra storia personale o procedere verso il quieto fondamento della nostra esistenza.

Traduzione a cura di LaLucediGaia

brano estratto dal libro: Frank M. Wanderer: The Revolution of Consciousness: Deconditioning the Programmed Mind

Consentire il cambio vibrazionale

Credo che il compito di ogni ricercatore e viaggiatore sia di fornire spunti, incoraggiamento e sostegno ai propri compagni di percorso, cioè tutti i fratelli umani disposti a leggersi dentro e operare la “magia” del trasformare la propria coscienza, l’alchimia interiore della trasmutazione dal piombo in oro. In questo momento in tanti stiamo facendo esperienze “rivelatrici” se sappiamo leggere e interpretarle alla luce della saggezza eterna che alberga nei nostri cuori, se le concediamo di emergere e permeare la nostra vita.
Così nel confronto con altre esperienze a volte mi imbatto in articoli profondamente condivisibili per la mia esperienza, che poi è simile a quella di tutti voi e tanti altri che in silenzio operano e co-operano per questo cambiamento in atto.
Quello che segue è uno di questi articoli, che ho tradotto dall’originale in inglese, per maggiore fruibilità di tutti.


Tradotto dall’originale in inglese che potete trovare qui: http://www.zengardner.com/allowing-vibrational-change/

“Consentire il cambio vibrazionale”
Molti dei sintomi che tanti di noi stanno manifestando sono effetto del cambio vibrazionale che stiamo attraversando. La transizione è in atto, alcuni reagiscono accogliendola, altri opponendo resistenza. È un fenomeno piuttosto affascinante da osservare, sebbene piuttosto disturbante per chi è abituato a scagliarsi contro ogni influsso esterno, percependolo come contrapposto e responsabile del proprio disorientamento.
Argomento affascinante, certo, ma intrinsecamente importante per comprendere ciò che sta accadendo nel piano della manifestazione di superficie.
È ancora più importante il livello personale di trasformazione che interviene qualora si riconosca e accolga ciò che sta accadendo. Combattere il degrado strutturale del vecchio paradigma è sempre un lavoro sporco, che fornisce poco supporto ai nostri vecchi punti di vista, a parte il restare aggrappati ai modelli e comportamenti obsoleti che hanno connotato le nostre vite. Stiamo vivendo la fine del vecchio.
L’aspetto straordinario di questa esperienza che l’umanità sta affrontando è la completa liberazione dai sistemi di controllo decrepiti verso un mondo che tende alla scoperta della gioia e della pienezza, recando in sé regni di trasformazione mai immaginati prima.

“Il ritmo del cambiamento”
Che all’umanità piaccia o meno, che sia pronta o meno, il cambiamento sta avvenendo. Esso è impossibile da fermare, come la musica delle sfere, identificata dal grande filosofo e matematico geomantico Pitagora. Questa meravigliosa scoperta degli schemi ritmici della creazione decifrabili ad ogni livello ha profonde implicazioni che permeano ogni piano della nostra esistenza.
La frequenza vibrazionale coinvolge ogni cosa. È stato dimostrato col suono, che acqua, sabbia e polveri metalliche assumono forme geometriche bellissime ogni volta che la frequenza viene cambiata, ma ciò accade anche con l’applicazione del pensiero, dell’emozione e dell’intenzione, come documentato dal grande Masaru Emoto.
La terra risuona con la frequenza denominata risonanza Schumann, inizialmente calcolata a 7.83 hertz. Adesso essa sta letteralmente cambiando verso una frequenza più alta, e si tratta di un solo parametro di riferimento. Cos’altro sta cambiando attorno e interiormente a noi? Quali meravigliosi nuovi schemi si stanno formando dentro le nostre strutture di base mentre questo cambio di vibrazione continua a procedere?
Niente per lo scettico; ma qualcosa di straordinario per lo sperimentatore.

“Uscire dal teatro”
Mentre l’attenzione del mondo è paralizzata sulla reiterazione dello schema di matrix nel teatro della vita, l’intero scenario sta muovendosi e cambiando, così come il mondo intorno ad esso. Quando la gente finalmente si alzerà dalla propria sedia e uscirà fuori, resterà a bocca aperta per lo shock! Non sarà lo stesso luogo da cui erano entrati, ed anche allora continuerà a cambiare.
Coloro che cercheranno le prove di questo cambiamento alla televisione o tra il pubblico in trance non le potranno mai vedere. Inoltre, la maggior parte del cambiamento nella natura vibrazionale è di carattere intuitivo, la prova la si trova attraverso l’intuizione. Come il cambio delle stagioni, serve tempo ed è un processo graduale, ma la primavera segue sempre l’inverno anche quando sembra che non voglia lasciarle il passo.
Mi ricorda come alcune persone non riescono nemmeno a vedere le scie chimiche. O pensano che non vi siano ragioni plausibili che colleghino tra loro gli eventi del mondo ed il suo sistema monetario fasullo. Lo stesso dicasi per l’imbroglio delle royalties o dei ricchi che sfruttano i poveri. Solo questo basterebbe per considerazioni più profonde che non siano quelle fornite dalle manifestazioni di facciata del vecchio sistema di controllo. Ma finché non avranno fatto esperienza di questo cambio vibrazionale, non sarà la loro realtà.
O così pensano.
Questa è la grande questione: la natura fortemente vibrazionale del mondo in cui viviamo, dal nostro DNA alla musica dei pianeti nel nostro sistema solare; la trasformazione è avviata. Ciò che essa determinerà sul piano geologico, geopolitico e personale è da vivere e vedere, ma ci trasformeremo, ci piaccia o no.

“Lasciare andare”
Questa cosa potrà sembrare esoterica ad alcuni, ma è tanto vera quanto i nasi sulle nostre facce. La transizione è in atto, sul piano vibrazionale e quindi anche sul piano emotivo, mentale, spirituale e fisico. Da qui la reazione confusa sui vari livelli. L’aspetto negativo del continuare a pensare da un livello inferiore è che interpretiamo i cambiamenti secondo modelli di pensiero e comprensione vecchi e inadeguati.
Fondamentalmente i due mondi (livelli) non si potranno mai incontrare.
Non possono. Sono paradigmi completamente differenti. Anche il prossimo paradigma si dissolverà un giorno, mano a mano che procederemo nel viaggio. Impariamo attraverso il cambiamento, che inizia con la disponibilità ad esplorare, così il cambiamento evolve. Non potrebbe essere più semplice, ma siamo stati condizionati a contrastare il lasciarsi andare in nuovi territori, in modo violento. I costrutti della società, specialmente in quest’epoca di tecnofascismo ad altissima ingegneria, sono implacabili nel perseguimento del controllo e del contenimento. Siamo forzati a giudicare la “normalità” sulla base di standard accuratamente manipolati che, dopo esserci conformati, iniziano a rafforzarsi. Su una scala di massa questo diventa in seguito una forma di schiavitù volontaria.
Non fatevi ingannare. Di fatto non potrete ancora farvi ingannare a lungo, comunque. L’intera palla di cera sta attraversando un’inarrestabile trasformazione, che lo vogliamo o no. Eccitante e potenziante per alcuni, completamente disorientante e terrificante per altri.
Perché non limitarsi a fluire con essa? Lasciamoci andare e godiamoci il cammino! È la soluzione che ognuno ha atteso, ma richiede la nostra partecipazione volontaria per consentire alla magia creativa di lavorare più efficientemente ed efficacemente.

“Tradurre il cambio vibrazionale”
Che questa consapevolezza ed esperienza incoraggi a far sentire la vostra voce contro il sistema di controllo, piuttosto che indurvi a cooperare nella co-creazione di questi meravigliosi cambiamenti è una scelta libera che ognuno può fare. Mi limito a condividere ciò che sono le mie percezioni cercando di spronare ed ispirare quante più persone possibile, come già accade a moltissimi. Possiamo fissare per tutto il giorno la matrix maniacale e le sue malvagie strategie, ma le soluzioni positive abbondano e sono pronte per essere raccolte. Attivarsi vibrazionalmente per questo passaggio lo rende manifesto ed accelera i suoi effetti su tutti e tutto.
Se avete mai visto quelle dimostrazioni musicali in cui una corda fatta vibrare fa iniziare le altre intorno a vibrare alla stessa frequenza, potete capire a cosa mi riferisco. Qui stiamo parlando di un livello più profondo – quantico – di trasferimento vibrazionale. Si manifesta come vite cambiate, pensieri in risonanza, risveglio della consapevolezza mentale e spirituale. Se piante e animali rispondono alla musica, quanto più gli umani possono reagire alla musica delle sfere e al cambio cosmico vibrazionale?
Tutto ciò che dobbiamo fare è lasciarci andare al cambiamento!

 

Testo in corsivo a cura di LaLuceDiGaia

®Riproduzione consentita con citazione della fonte.

 

 

 

 

Quanta affinità hai con l’altro?

Non esiste l’uomo ideale, né la donna ideale. Esiste qualcuno che è adatto a te. Se siamo armonizzati con noi stessi, tecnicamente potremmo vivere con chiunque a fianco, ed amarlo, poiché noi siamo integri.
Integrità e integrazione hanno la stessa radice: non può esserci integrazione del principio spirituale al sé inferiore, se prima non si è percorso il sentiero per costruire l’integrità.
Integrità significa essere coerenti a sé stessi al massimo delle proprie capacità, alias: sento-penso-dico (ma anche no…:il silenzio è oro!)-faccio; in un continuum fluido e coerente.
Quante volte: sentiamo qualcosa, ma il pensiero ci contraddice perché le convenzioni ci impongono di pensarla diversamente, però poi non abbiamo il coraggio di esporci, e diciamo ciò che ci fa comodo, e poi agiamo in un altro modo ancora?
Perseguire l’integrità significa sento: rifletto sul mio sentire; penso: in accordo con quel sentire; parlo: solo se necessario e conformemente a ciò che sento-penso; faccio: in armonia a ciò che ho compreso. Pian piano si impara a farsi guidare dalla luce interiore che tutto conosce.
In questo graduale percorso di crescita interiore ho constatato che la musica, i bambini, i colori, gli animali sono risorse preziose e possono essere un metro per valutare la nostra crescita interiore.
Se non ami la musica (intesa come armonia/equilibrio/sinfonia di suoni) hai un problema di connessione con il tuo sentire profondo e il tuo cuore è indurito.
Se non ti senti spontaneamente spinto a voler condividere il tuo tempo con dei bambini, non sei in contatto col tuo bambino interiore e non gli consenti di esprimersi.
Se non provi tenerezza profonda e amore protettivo nei confronti degli animali, devi ancora fare strada.

Una persona risvegliata alla consapevolezza superiore rispetta profondamente gli animali e sente un forte impulso di amore protettivo e tenero verso di loro.
Quando un cuore è toccato dalla Presenza Divina, o meglio ancora la contiene e la manifesta, è morbido, pulsante e vibrante di calda energia, come un sole che irradia e nutre ogni creatura vivente. Allora tutte queste condizioni sono presenti e si amplificano in modo esponenziale, in termini di sentire, via via che la coscienza si espande e nuove vette sono raggiunte.

Se un cuore non è indurito non si può essere insensibili alla musica o alla compagnia dei bambini, né all’amore tenero per gli animali. Non si può resistere alla gioia di abbracciare e giocare con i nostri piccoli, al piacere di coccolare ed essere coccolati da un animale, al provare euforia e meraviglia davanti a un arcobaleno o ad un paesaggio naturale.

Questo è il mio modo personale per verificare certe mie sensazioni riguardo all’incongruenza di certi personaggi che affermano di “ESSERE”, di aver conquistato vette di consapevolezza, ma che di fatto esibiscono una spiritualità di facciata e in realtà sono aridi come un deserto.

La spiritualità è fatta di cose pratiche, semplici, quotidiane.
E’ ESSERE PRATICAMENTE ciò che si predica.
Un utile termine di valutazione: ami la musica?; Ti piace stare coi bambini? Quanto affetto puoi esprimere per gli animali? Mostrami
 come ti rapporti ai bambini e agli animali. Lì vedrò quanto usi il cuore e quanto colore e calore c’è nella tua vita. Lì Saprò chi sei.

Testi di La Luce di Gaia

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